<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287</id><updated>2012-01-23T14:43:25.128+01:00</updated><title type='text'>carta, cartoni, cartoons... fumetti!</title><subtitle type='html'>l'apprendistato di un giornalista maniaco dei comics</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>205</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-1708196468449566155</id><published>2011-10-20T01:45:00.007+02:00</published><updated>2011-10-20T15:24:39.480+02:00</updated><title type='text'>Zagor Splendido cinquantenne  Corriere della Sera Milano, pag 13, 3 giugno 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/11_giugno_3/zagor-fumetto-bonelli-50-anni-190787499470.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="178" src="http://2.bp.blogspot.com/-42Q5sZ7dha0/Tp9eZw5eWYI/AAAAAAAAFJQ/CQaO-n-0ets/s320/Zagor.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non posso proprio spacciarmi per amico di Sergio Bonelli. Non lo ero. Anzi, le prime volte che lo incontrai non mi fece una bella impressione. Evitavo le sue cene, per non confondermi con gli scrocconi che affollavano la sua mensa. L'ho evitato anche alla fine, involontariamente, quando dopo l'uscita di &lt;a href="http://it.calameo.com/read/0002631122d8aaf66238e"&gt;questo pezzo&lt;/a&gt; mi ha chiamato al cellulare. Ero in treno, in viaggio per Londra, su uno di quei vagoni che gli inglesi chiamano "quiet coach", dove non si parla, soprattutto a voce alta. "Io la volevo ringraziare": cominciavano spesso così le chiamate di Bonelli. Lui che ringrazia me. Figuriamoci. Dovetti mettere giù per non fare "chiasso". Mi morsi il labbro e pensai mille volte di richiamarlo, cercarlo, salutarlo. Non lo feci mai, e neppure quattro mesi dopo Bonelli se n'è andato, in un mattino di settembre carico di sole. Bonelli era contento per l'articolo, perché amava molto Zagor, la sua prima grande creatura. Tex gli faceva paura, per il confronto col giudizio del papà, che lo aveva creato, per la sensazione di fare "i compiti", chissà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Di Bonelli aggiungo due aneddoti. Ho saputo che tutti gli anni aumentava del 4% circa i compensi di tutti i collaboratori, sceneggiatori e disegnatori. E che quando era stanco si sdraiava su una brandina in redazione. Ma fino all'ultimo ha letto lo stesso tutto quello che ha pubblicato. Letto, corretto, emendato. Un Sergio Bonelli nell'editoria italiana non ci sarà mai più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OSijkeUnhCg/Tp9gdbsxY6I/AAAAAAAAFJY/4kR1aDMSj3Y/s1600/zag88.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-OSijkeUnhCg/Tp9gdbsxY6I/AAAAAAAAFJY/4kR1aDMSj3Y/s320/zag88.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-1708196468449566155?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/1708196468449566155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=1708196468449566155&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1708196468449566155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1708196468449566155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/10/zagor-splendido-cinquantenne-corriere.html' title='Zagor Splendido cinquantenne &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 13, 3 giugno 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-42Q5sZ7dha0/Tp9eZw5eWYI/AAAAAAAAFJQ/CQaO-n-0ets/s72-c/Zagor.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-1780551052343744999</id><published>2011-06-24T02:17:00.001+02:00</published><updated>2011-06-24T02:19:13.980+02:00</updated><title type='text'>«Caso Ruby, ci sarebbe un’altra minorenne. Emerge dall’ecografia»  Corriere.it, home page, 31 maggio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_maggio_31/trevisani-libro-spinoza_288a380a-8b98-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-V9nsfNk4N-Q/TgPXUu5bHkI/AAAAAAAAFGs/_64GbhNpsco/s320/cover+SPINOZA.+UNA+RISATA+VI+DISSEPPELLIRA%2527.PNG" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;«Alluvione in Kashmir. Milioni di capre ristrette». Spinoza è questo, prendere o lasciare. Il battutario più letto del web italiano è una raccolta di freddure fulminee e cattive, che non risparmiano i morti, le disgrazie, la religione e quanto di più caro avete e hanno loro stessi, gli «spinoziani» Stefano Andreoli e Alessandro Bonino. Sono loro a gestire il blog di satira spinoza.it, e ad aver curato &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_maggio_31/trevisani-libro-spinoza_288a380a-8b98-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml"&gt;Spinoza. Una risata vi disseppellirà&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (Aliberti editore), la seconda raccolta di battute intitolate al sito. «Ma per l'80% sono inedite», precisa Andreoli. «Al nostro forum ne arrivano circa mille al giorno, e di solito ogni settimana ne pubblichiamo appena 20-30, in un post a tema». Insomma la scrematura è stata fatta daccapo, scegliendo tra 2.500 battute sulle circa 300 mila proposte nell'ultimo anno dagli utenti del forum. Le migliori? «La mia preferita è questa: "Sempre meno italiani chiamano il proprio figlio Silvio. Ormai Muccino sta sul cazzo a tutti"», dice Andreoli, mentre Bonino cita proprio quella sul Kashmir. Ce n'è per tutti e per tutto. A partire dalla spedizione azzurra in Sudafrica: «Il Tg1: l'Italia è stata assolta dal Mondiale». Passando per la rivalità Fini-Berlusconi: «Ora Fini è in trincea. Finalmente ha un buon motivo per strisciare». Le polemiche sul ministero della Cultura: «Bondi: "Non si gioca con la mia dignità". Le parti piccole possono essere ingerite». Fino al bunga bunga: «Caso Ruby, ci sarebbe un’altra minorenne. È quanto emerge dall’ecografia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ad un anno dal primissimo &lt;i&gt;Spinoza, un libro serissimo&lt;/i&gt;, e a sei anni da quando Bonino fondò il blog, com'è cambiato il paesaggio di questa satira «dal basso»? «I fatti ormai sono satirici per conto loro, e far satira diventa una competizione con la realtà, che spesso ti spiazza», risponde Andreoli. Ma come funziona la "macchina" di Spinoza?&amp;nbsp;«Abbiamo circa 16 mila iscritti, e 1 milione di pagine al mese viste sul blog. Ma è Facebook il volano del sito, lì i fan della nostra pagina sono oltre 200 mila». Un caso tipico di diffusione «orizzontale», a colpi di «condividi». «Su Facebook la audience si moltiplica per due, fino a toccare i due milioni di fruitori», dice Bonino, che un anno dopo il primo libro «spinoziano» fa ancora l'assicuratore nel cuneese, mentre Stefano, dopo parecchi passaggi televisivi su La7, è passato dal marketing all'editoria, e si occupa a tempo pieno del blog. Resta da spiegare il sottotitolo: «Una risata vi disseppellirà». «L'impressione che abbiamo è che il Paese abbia bisogno di essere svegliato, quasi risuscitato dal torpore», dicono gli autori. «Ma in quest'ultima tornata elettorale c'è stato il grande ritorno dell'ironia», aggiunge Bonino, «con i "facts" su Pisapia e i finti cartelli elettorali del Pdl», che i due hanno pubblicato nella nuova sezione Colorz, l'appendice grafica di spinoza.it.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-c-fbkWJrHAI/TgPXp8xobnI/AAAAAAAAFGw/PWooCgjgdBw/s1600/a+sin+stefano+andreoli+a+dx+alessandro+bonino.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://3.bp.blogspot.com/-c-fbkWJrHAI/TgPXp8xobnI/AAAAAAAAFGw/PWooCgjgdBw/s320/a+sin+stefano+andreoli+a+dx+alessandro+bonino.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qui spunta un «Pisapia fa le magherite con i petali pari», e l'invito – burlesco - a votare Moratti. «Chissà, forse quest'allegria della gente che fabbrica battute online è probabilmente un ritorno dell'entusiasmo per la politica», osserva Bonino. Del resto «lo scherzo colpisce ciò a cui tieni maggiormente», aggiunge Andreoli, «e scherzare è una cosa seria, si deve far bene». A volte non tutti afferrano. Come quando la satira parla dei defunti. «È morto Ezio Foppa Pedretti. Già allestita la cameretta ardente», è la battuta che ha scatenato un putiferio. «In questo caso ci è arrivata una minaccia di morte anonima», annota Andreoli. «Ma in realtà, oltre al fatto che il morto è il solo a non potersi offendere, quelle sono le battute più innocenti, che alla fine omaggiano vita e lavoro di una persona. Soprattutto noi non siamo mai gratuitamente offensivi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incipit del libro è una frase di Mario Giordano: «"L'umorismo di un paracarro in una serata di nebbia". È un commento che ci dedicò rispondendo a un lettore sulla posta di Libero», dice Bonino, «Noi ne siamo orgogliosi, è una frase che ha una sua poetica, mi sa che a Giordano piace tuttora Spinoza, solo che non poteva dirlo». Di sicuro Spinoza piace a molti, anche se tanti ancora non hanno capito bene che cos'è. «Per noi e i nostri trenta collaboratori online selezionare le battute che ci arrivano è ancora un hobby, ma molti pensano che Spinoza sia un'organizzazione industriale: riceviamo curricula, proposte di lavoro. Ci scrivono tanti giornalisti, che chiedono di poter fare pratica presso la nostra redazione, che peraltro non esiste. Vuol dire che diamo un'idea di professionalità... O che il giornalismo attraversa una crisi micidiale. Ma adesso dobbiamo andare, siamo a un convegno sul Nulla, a Lido Adriano, vicino Ravenna». Hai capito. Da blogger a convegnisti, sola andata. «È che siamo gente serissima», dice Bonino parafrasando il sottotitolo del sito, «Un blog serissimo«. Poi c'è anche la scelta di scegliere come icona un filosofo importante, passato alla storia per le sue idee «troppo» moderne per l'Olanda dell'epoca (il Seicento), e perciò perseguitato. «I librai ci mettono nel reparto Filosofia, succede anche nelle grandi città», osserva Bonino. E intanto Baruch Spinoza in persona, nel fotomontaggio di copertina, fa già il segno di «vittoria».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-1780551052343744999?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/1780551052343744999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=1780551052343744999&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1780551052343744999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1780551052343744999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/caso-ruby-ci-sarebbe-unaltra-minorenne.html' title='«Caso Ruby, ci sarebbe un’altra minorenne. Emerge dall’ecografia» &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 31 maggio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-V9nsfNk4N-Q/TgPXUu5bHkI/AAAAAAAAFGs/_64GbhNpsco/s72-c/cover+SPINOZA.+UNA+RISATA+VI+DISSEPPELLIRA%2527.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-956312503204441343</id><published>2011-06-24T02:12:00.003+02:00</published><updated>2011-11-18T00:17:19.102+01:00</updated><title type='text'>La vera storia di Mimì è a fumetti  Sette, pag 23, 26 maggio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-iW_SuvT-1r8/TgPWTRb9AFI/AAAAAAAAFGo/UnufwfMTM0o/s1600/attack1cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-iW_SuvT-1r8/TgPWTRb9AFI/AAAAAAAAFGo/UnufwfMTM0o/s320/attack1cover.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il fiocco sui capelli portati a coda di cavallo. La “goccia di ciclone”, quella schiacciata imprendibile che lasciava a terra tutte le avversarie che tentavano di intercettarla. L'allenatore con la barba nera e lunga, i campionati mondiali e quegli allenamenti sfiancanti. C'è tutto il mondo di Mimì Ayuhara in &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Attack! No. 1&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;, il fumetto che la casa editrice J-Pop pubblica oggi per la prima volta in Italia (il primo di sette volumi è da maggio in fumetteria, da luglio anche in libreria). Sì, perché il cartone &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Mimì e le ragazze della pallavolo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;, trasmesso da noi sui canali privati a partire dal 1981, è ricavato dal manga dell'autrice Chikako Urano, che in Giappone apparve per la prima volta sul finire degli anni '60. Non solo: alla prima messa in onda di Mimì partiva dall'episodio n. 27, omettendo la parte più “adolescenziale”, quella in cui Mimì si trasferisce da Tokyo e inizia a frequentare l'istituto Fujimi. Il fumetto, invece, parte dall'inizio, e Ayuhara appare subito come una ragazza sveglia, che studia con profitto ma fa un po' come vuole lei: la sua prima “impresa” consiste nel farsi cacciare dal terribile professor “Tuono”, perché sta dormendo in classe. Il che le procura le simpatie di un gruppo di teppistelle: con loro formerà un'improbabile – sulle prime – squadra di pallavolo, con la quale sfiderà il team ufficiale della scuola. Attack No. 1, come ogni manga edito in versione originale, si legge sfogliandolo da destra a sinistra.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-956312503204441343?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/956312503204441343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=956312503204441343&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/956312503204441343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/956312503204441343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/la-vera-storia-di-mimi-e-fumetti-sette_24.html' title='La vera storia di Mimì è a fumetti &lt;br&gt; Sette, pag 23, 26 maggio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-iW_SuvT-1r8/TgPWTRb9AFI/AAAAAAAAFGo/UnufwfMTM0o/s72-c/attack1cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6235975588286650387</id><published>2011-06-24T02:04:00.002+02:00</published><updated>2011-11-18T00:16:12.252+01:00</updated><title type='text'>Il ballottaggio va online a fumetti  Corriere.it, 24 maggio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HkITn4J5QIQ/TgPURkHz__I/AAAAAAAAFGg/PM8ulOzs0AA/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-HkITn4J5QIQ/TgPURkHz__I/AAAAAAAAFGg/PM8ulOzs0AA/s200/3.jpg" width="181" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Letizia Moratti si fa consigliare da Red Ronnie per ringiovanire il look. Con cresta, anfibi e piercing esce nella notte galvanizzata dal cambio d'immagine, ma torna a casa pestata di brutto. “BUUAAAAH! Ho beccato l'unica ronda della Lega ancora esistente!”, piange, rammaricando Red che aveva già preparato la t-shirt con la scritta “Vomita con Letizia”. Nel campo opposto la sinistra smentisce seccamente di voler chiamare Milano “Milhanhabad”. E no, Vendola ha pronto un altro nome, molto più sobrio e moderno: “Nuova Leningrado”... Sono cronache immaginarie, queste, paradossali e irriverenti, della campagna elettorale per il Comune di Milano. Cronache a fumetti, che accompagnano online le vicende del ballottaggio tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Tutto si svolge sui blog &lt;/span&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://sevincepisapia.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Sevincepisapia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://striscialamoratti.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Striscialamoratti&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;. Ad animarli, con due strisce quotidiane per ciascuno dei due siti, sono oltre venti fumettisti di ogni parte d'Italia. Outsider e nomi di calibro radunati da Matteo Stefanelli, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, e tra i più attivi animatori della scena fumettistica italiana, anche attraverso il blog &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://fumettologicamente.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Fumettologicamente&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ecco la Moratti punkabbestia, nella striscia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; Ronnie e Tizia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;, realizzata da Massimo Giacon, 50 anni, firma celebre &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Frigidaire&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;XL, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ispirata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; dai colpi di scena di questa campagna. «Pareva una signora così a modino la Moratti, e invece ci ha sorpreso con le sue esternazioni aggressive», dice Giacon, che è padovano ma insegna allo IED di Milano. Mentre tutta 'made in Milano' è la produzione di Diego Cajelli, 39 anni, già autore dell'hard boiled &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Milano criminale&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; (edizioni BD), nonché cabarettista allo Zelig, che ha pensato una striscia per la matita di Daniele 'Kota' Di Nicuolo: “Gabrybat è in missione per conto di mamma: bisogna vincere il ballottaggio contro i leninisti, e tutto è lecito!”, dice lo sceneggiatore. Il curioso supereroe, chiaramente ispirato alle smanie fumettistiche del figlio della sindaco, si avventa quindi contro comunisti, ciclisti, scacchisti, camperisti... tutti gli “isti”, in una sorta di sindrome polpottiana incruenta e divertentissima, con un solo scopo: eliminare “uno a uno quelli che votano Pisapia”. E il fanese Luca 'Pierz' Piersantelli, dal canto suo, si rifà al tormentone “Se vince Pisapia”: battute postate su Twitter, per sorridere degli scenari drammatici evocati a destra nel caso di una vittoria dell'avvocato. “È una risposta all'uso massiccio dei media che ha fatto Berlusconi”, dice l'autore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VQ61Ya-coyE/TgPUhM_zXII/AAAAAAAAFGk/SrJ3ct0F-yY/s1600/pisapia-ti-vede-hd-pierz.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-VQ61Ya-coyE/TgPUhM_zXII/AAAAAAAAFGk/SrJ3ct0F-yY/s320/pisapia-ti-vede-hd-pierz.jpg" width="257" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;A questo punto è evidente che la 'posse' del professor Stefanelli fa il tifo per l'avvocato. “Il fatto è che Pisapia ci vede, e Dio no”, dissacra Pierz, cavalcando un altro filone che spopola online, quello dei “Pisapia facts”, dove al candidato della sinistra si attribuiscono capacità pazzesche. “Non ci nascondiamo, i blog vogliono accompagnare una possibilità: se vince Pisapia, la Moratti striscia... fuori dal Comune”, dice Stefanelli, che vede una ca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;mpagna elettorale già di per sé molto 'fumettosa': “Abbiamo la Moratti che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;spande veleni come uno stizzito Rockerduck di fronte all’avversario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Pisapia che come un Gastone riceve dal destino un furto d’auto da sventare,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;rovesciando teatralmente l'accusa che gli è stata rivolta”. Ma poi sarà vero, come si dice, che il mondo del fumetto “pende a sinistra”? “Nel fumetto in realtà c'è di tutto, e c'è voglia di partecipare: questa pattuglia di under 40 trova naturale farlo con il proprio mestiere”, risponde il ricercatore. “Certo, tant&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;a creatività milanese – e non solo, perché Milano è il riferimento nazionale per i &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;comics&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; - guarda 'oltre' Berlusconi: è lui che appartiene al passato, non certo il fumetto, che spesso è spacciato come una reminiscenza dell'infanzia”. E ha poco del “fumettino” il contributo del riminese Giacomo Nanni, già autore di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Cronachette&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; (Coconino), che nella sua tavola cita la contestazione subita dalla Moratti al presidio della Ledha&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; contro il taglio dei fondi per i disabili. “La mia vuol essere una cronaca in diretta, una 'fotografia soggettiva'”, dice l'autore, che con la tavoletta grafica crea colori warholiani, e un Pirellone bianchissimo contro il cielo azzurro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E se la veneziana Laura Scarpa, fondatrice della rivista &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Animals&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, immagina una Milano governata da un sindaco zingaro, e il trio milanese dei Persichetti Bros, nelle strisce dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Singloids&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, sfotte Pisapia, vedendolo fautore di “Milanhabad” - ecco che il 37enne Roberto Recchioni, già sceneggiatore di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;John Doe&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Dylan Dog&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, mette in disegni “i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;l punto di vista di un romano sulle elezioni di Milano”. Che è quello di chi si chiede “Ma che gliene frega ai romani se vince Pisapia?”. E il suo personaggio risponde: “Fosse la Magica...”. Ironia beffarda che s'accoppia a uno sguardo amaro: “Una lunga, infinita, cialtronata”, è il commento di Recchioni sul ballottaggio milanese. “Se dovessimo rifarci a un fumetto, direi che siamo dalle parti delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Sturmtruppen&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di Bonvi. Fanno ridere, ma sono tremendamente tragiche”. È il caso di dirlo: le nuvolette hanno alzato la voce.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6235975588286650387?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6235975588286650387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6235975588286650387&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6235975588286650387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6235975588286650387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/il-ballottaggio-va-online-fumetti.html' title='Il ballottaggio va online a fumetti &lt;br&gt; Corriere.it, 24 maggio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HkITn4J5QIQ/TgPURkHz__I/AAAAAAAAFGg/PM8ulOzs0AA/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2219890612635545357</id><published>2011-06-24T01:58:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T01:58:21.399+02:00</updated><title type='text'>Striscia i candidati: Moratti e Pisapia finiscono in fumetto  Corriere della Sera Milano, pag 13, 23 maggio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://sevincepisapia.files.wordpress.com/2011/05/scancs.jpg"&gt;&lt;img border="0" height="192" src="http://2.bp.blogspot.com/-udCU3LANzqI/TgPSiDPou2I/AAAAAAAAFGc/mTJllTm-lpo/s320/MASSIMO+GIACON_da+striscialamoratti.wordpress.com.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Una campagna elettorale a colpi di strisce da leggere su Internet. L'idea è di Matteo Stefanelli, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, che ha coinvolto oltre 30 autori di fumetti. Due blog, striscialamoratti.wordpress.com e sevincepisapia.wordpress.com, racconteranno l'ultima settimana dello scontro Moratti-Pisapia. Si parte alle 8 di oggi, con una Letizia Moratti in versione punkabbestia, autore Massimo Giacon: «La sindaco si fa consigliare da Red Ronnie per il look. Ma con cresta e piercing le prenderà da una ronda padana...». Il marchigiano Pierz si rifà al tormentone «Se vince Pisapia»: battute postate su Twitter, per sorridere degli scenari evocati a destra nel caso di una vittoria dell'avvocato. «Una risposta all'uso massiccio dei media che ha fatto Berlusconi», dice l'autore. Il trio milanese dei Persichetti Bros sfotte anche Pisapia, immaginandolo fondatore di «Milanhabad». E il milanese Diego Cajelli inventa Gabrybat per la matita di Kota: «Supereroe in missione per conto di mamma. Ce l'ha con scacchisti, camperisti, comunisti. Basta finiscano in "isti"».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2219890612635545357?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2219890612635545357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2219890612635545357&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2219890612635545357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2219890612635545357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/striscia-i-candidati-moratti-e-pisapia.html' title='Striscia i candidati: Moratti e Pisapia finiscono in fumetto &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 13, 23 maggio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-udCU3LANzqI/TgPSiDPou2I/AAAAAAAAFGc/mTJllTm-lpo/s72-c/MASSIMO+GIACON_da+striscialamoratti.wordpress.com.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8265870094436648207</id><published>2011-06-24T01:45:00.002+02:00</published><updated>2011-06-24T01:50:03.497+02:00</updated><title type='text'>Un po' di Pratt per la sete di avventura  Max.it, home page, 6 maggio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/05-2011/xxxpratt--30121611387.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="248" src="http://1.bp.blogspot.com/-lSpzYaaHFy0/TgPPX8m0CVI/AAAAAAAAFGU/7VQMFhC4qMs/s320/PRATT+Imma.png" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; text-transform: uppercase;"&gt;IN MOSTRA ALLA PINACOTECA DI PARIGI GLI ACQUERELLI DEL CREATORE DI CORTO MALTESE: ISOLE, OCEANI, INDIANI, DESERTI. PER VIAGGIARE, CON LA FANTASIA&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; display: block; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dicono che lui li chiamasse i suoi “tocchi di acqua sporca”. Con una modestia che era stile, distacco, severità. E oggi, a sedici anni dalla morte, avvenuta nel 1995 a Losanna, Hugo Pratt e i suoi acquerelli sono protagonisti, fino al 21 agosto 2011, alla&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.pinacotheque.com/index.php?id=582" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;Pinachothèque di Parigi&lt;/a&gt;, con la mostra Le voyage imaginaire d'Hugo Pratt.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mentre la Rizzoli Lizard edita il catalogo dell'esposizione, dal titolo&amp;nbsp;&lt;a href="http://rizzoli-lizard.blogspot.com/2011/03/hugo-pratt-viaggio-immaginario.html" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;Il viaggio immaginario&lt;/a&gt;&amp;nbsp;di Hugo Pratt (106 pp, 22 euro), dove i vari capitoli riprendono la scansione del percorso parigino: Isole e oceani, Indiani, Militari, Donne, Deserto e Città. Agli acquerelli Pratt si dedica nel pieno della sua maturità fumettistica, a trent'anni fatti, quando già in Argentina era un nome affermato, per aver disegnato le storie scritte dal futuro desaparecìdo Hector Ohestereld su tutte le saghe di Ernie Pike e Sgt. Kirk.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma nel 1959-60 il creatore di Corto Maltese torna studente, e per imparare il disegno ad acquerello si iscrive per un anno alla Royal Academy of Watercolour, a Londra. Lo fa quando l'infatuazione per questa tecnica era tramontata un po' in tutto il mondo (ma in fondo Pratt adorava essere fuori moda). E lo fa perché - spiega Thierry Thomas nell'introduzione al volume italiano - riconosce dentro si sé «una parte fragile e profonda di cui ha un'intuizione, un presagio».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E così il Maestro di Malamocco, l'uomo delle chine, delle righe, dei segni neri spessi e densi come bitume, si rivela liquido, aperto, “femminile”. Eccolo farsi etereo, innocente, quasi adolescente, quando tratteggia alcune donne di colore nelle pose più sconce - reminiscenze forse, queste, della sua infanzia nel Corno d'Africa, al seguito del fascistissimo papà-colono (Dossier Djibouti, 1985). E felice, briosa, è la pennellata di Pratt nel 1984, quando ritrae Louise Brooks, la diva americana del cinema muto degli anni '30 che Hugo aveva conosciuto l'anno prima in un viaggio negli Stati Uniti, e che gli aveva ispirato il personaggio di Louise Brookszowyc, coprotagonista, accanto a Corto Maltese, in Tango y todo a media luz (ma già Crepax aveva “rubato” quel caschetto per regalarlo alla sua Valentina, nel 1965...).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-baMeaw9KtGY/TgPRJFaJd3I/AAAAAAAAFGY/RZz7gja0RUo/s1600/0Corto_Maltese_-_Les_Ethiopiques_1978.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-baMeaw9KtGY/TgPRJFaJd3I/AAAAAAAAFGY/RZz7gja0RUo/s320/0Corto_Maltese_-_Les_Ethiopiques_1978.jpg" width="246" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Diventa adrenalinico, sintentico eppure espressivo, l'acquerello prattiano, nelle opere di Il mare d'oro (1991). Segni di matita tracciati senza mollare il foglio, tesi come fili di ferro, a plasmare donne giunoniche ed eleganti insieme, e indigeni che le scrutano seduti sulla banchina di un porto suggerito dal profilo degli alberi di qualche imbarcazione, e da una scarnissima bitta per l'ormeggio: tre pennellate che paiono una sola, tanto sono sciolte, fuse insieme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Si resta stupefatti davanti alle prove di Occidente (1984), che Pratt descrisse come “un albo per vecchie signore inglesi”. L'acqua “sporca” del veneziano, in mostra, diventa ancora un pantalone e il seno di una dancala, il volto di Corto, un campo di grano, il panno di un biliardo. Il vestito di una gitana, un veliero riflesso nell'acqua, l'ala di un gabbiano e la sagoma di una palma trasfigurata, che si fa ocra di sabbia e di malinconia, mentre il marinaio maltese calpesta la spiaggia e guarda in terra, rapito dai ricordi, o dai rimpianti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La bocca del visitatore, poi, si spalanca in un sospiro muto, quando gli occhi incontrano le figure dei Roger Rangers, in&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Wheeling - Il sentiero delle amicizie perdute&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(1995): chiazze verdi, come impronte di muschio, formano la figura di uomini armati, in fuga, oppure intenti a inseguire, a sparare, a gridare. Contiamo cento pennellate in tutto, per quindici personaggi. Ed ecco, Pratt ce l'ha fatta ancora. Ha trasmesso la febbre alla nostra fantasia, senza il peso della descrizione. Anzi, per l'esattezza ha descritto un sentimento: la nostra sete di avventura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;span style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Le voyage imaginaire d'Hugo Pratt&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;PINACOTHÈQUE DE PARIS, 28, place de la Madeleine, Paris,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;fino al 21 agosto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;aperto tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,30 (la biglietteria chiude alle 18,45). Ingresso: 10 euro. Info : 0033 (0)1 42 68 02 01.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;span style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Il viaggio immaginario di Hugo Pratt&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;Rizzoli Lizard, pp. 106, 22 euro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Guarda:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=1qT7arr8XVk" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;il booktrailer del catalogo&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ascolta:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zpnDGRBTPGg&amp;amp;NR=1" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;Toujours un peu plus loin&lt;/a&gt;, di Jean-Yves Alaouet, canzone dedicata a Pratt.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8265870094436648207?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8265870094436648207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8265870094436648207&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8265870094436648207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8265870094436648207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/un-po-di-pratt-per-la-sete-di-avventura_24.html' title='Un po&apos; di Pratt per la sete di avventura &lt;br&gt; Max.it, home page, 6 maggio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lSpzYaaHFy0/TgPPX8m0CVI/AAAAAAAAFGU/7VQMFhC4qMs/s72-c/PRATT+Imma.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7442136731779467158</id><published>2011-06-24T01:37:00.003+02:00</published><updated>2011-06-25T16:16:07.260+02:00</updated><title type='text'>Quando la musica sposa il fumetto  Corriere.it, home page, 30 aprile 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_aprile_30/comicon2011-trevisani_80aa4bd0-7368-11e0-9ff4-f30aef48f116.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-9FU-ChKT-nk/TgPMsWOK7fI/AAAAAAAAFGE/USouxqynSFU/s320/2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Lui, disteso al sole, legge Moravia, ma il libro affonda nella sabbia accanto alle sue gambe. La mano regge un drink, mentre gli occhi corrono sulle curve di una donna in topless. Lei, la pelle nera e l'andatura disinvolta, cammina e ricambia lo sguardo, con una smorfia decisa, quasi imbronciata. Sopra e tutto intorno c'è un cielo impossibile, rosso e giallo, forse dei mari del sud, e ci sono un cactus e una pantera, che ruggisce a fauci spalancate. È già una storia, quasi un brano in più, l'illustrazione che Andrea Pazienza realizzò nel 1983 per la copertina de &lt;i&gt;Il grande sogno&lt;/i&gt;, di Roberto Vecchioni. Ed è, questa, una delle chicche della mostra «Comic on cover», che raduna oltre duecento copertine di dischi realizzate dai maestri del fumetto italiano e mondiale. L'esposizione è un po' la perla della &lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_aprile_30/comicon2011-trevisani_80aa4bd0-7368-11e0-9ff4-f30aef48f116.shtml"&gt;XIII edizione del Comicon&lt;/a&gt;, il Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, quest'anno dedicato al &lt;a href="http://www.corriere.it/gallery/spettacoli/04-2011/comicon/1/comicon-2011-_d42053fa-7367-11e0-9ff4-f30aef48f116.shtml#1"&gt;binomio fumetti-musica&lt;/a&gt;. Si chiude domenica 1 maggio, al termine di una tre giorni da record: alla fine i visitatori saranno più dei 30 mila dello scorso anno, in quest'edizione che vede Cinquemila chilometri al secondo, di Manuele Fior (Coconino Press), aggiudicarsi il Premio Micheluzzi quale miglior fumetto, bissando il successo di gennaio al festival francese di Angoulême (un po' l'Oscar del fumetto europeo).&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8uwOmxn7PrA/TgPM56k4abI/AAAAAAAAFGI/mzxzs-D-dVY/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-8uwOmxn7PrA/TgPM56k4abI/AAAAAAAAFGI/mzxzs-D-dVY/s320/3.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;PERCHÉ LA MUSICA - Ma il tema della kermesse campana, Fumetto &amp;amp; Musica, merita una spiegazione. «Intanto il fumetto - racconta il direttore del Comicon, Claudio Curcio - ha condizionato le altre arti. E poi il fumettista, come i cantanti, racconta storie, e le storie a fumetti hanno un po' tutte la loro ideale colonna sonora...». Charles Schulz la musica la fece entrare come un personaggio, nelle strip dei suoi Peanuts, dove il piccolo Schroeder suona Beethoven, e gli spartiti delle sinfonie irrompono nella vignetta, a togliere la parola alla corteggiatrice forse più ignorata di ogni tempo, la dispettosissima Lucy. Scene che non possono mancare nella mostra La nona. Sinfonie nell'arte fumettistica, sempre a Castel Sant'Elmo, dedicata alle contaminazioni fumetti-musica. Si va dal tormentone di Serge Gainsbourg, la canzone Comic Strip, dove nel 1968 un'ammiccante Brigitte Bardot cantava ZIP! SHEBAM! POW! BLOP! WIZZ!, alle tavole del primo fumetto moderno, Yellow Kid, che prende il nome da una strofa di una commedia americana di fine Ottocento, Reilly and the 400. Intanto in libreria sono un piccolo caso le vite a fumetti dei grandi della musica: Bob Marley, Jimi Hendrix, Rino Gaetano, Fabrizio De Andrè... Fino al recentissimo Jim Morrison, di Frédéric Bertocchini e Jef (edizioni BD).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Bx3jlLnRy4U/TgPNN3kJKeI/AAAAAAAAFGM/Tof26cw0MXo/s1600/Kru+Nam.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://3.bp.blogspot.com/-Bx3jlLnRy4U/TgPNN3kJKeI/AAAAAAAAFGM/Tof26cw0MXo/s320/Kru+Nam.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;OLTRE LA MUSICA - Spaziando oltre il tema musicale, una mostra è dedicata alla Biblioteca di Guido Crepax, il maestro milanese che negli anni 70-80 mise in fumetti Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde di Stevenson, e si cimentò coi testi di Edgar Allan Poe, Henry James e Casanova. Ancora a Castel Sant'Elmo c'è la mostra di Colors, con gli originali del numero 80 della storica rivista di Fabrica, l'officina creativa della Benetton, tutto a fumetti, dedicato ai «super-eroi viventi» della nostra contemporaneità. Da Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, del quale si racconta la tragica infanzia. A Kru Nam, una donna che in Thailandia ha salvato 126 ragazzini dalla prostituzione infantile. A Aki Ra, un ex soldato bambino dei Khmer rossi, che a vent'anni ha deciso di darsi una missione: disattivare quante più mine possibili – ed ha già tagliato quota 50mila - per salvare le vite soprattutto dei piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9BdsInh-4D8/TgPNTNtiBII/AAAAAAAAFGQ/cnxhug9UPKU/s1600/4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="193" src="http://3.bp.blogspot.com/-9BdsInh-4D8/TgPNTNtiBII/AAAAAAAAFGQ/cnxhug9UPKU/s200/4.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;IL VECCHIO E IL NUOVO - Sui banchi degli espositori spiccano le novità editoriali: dal Don Camillo a fumetti (Renoir Comics), dove in ordine cronologico autori vari mettono in vignette i racconti di Giovannino Guareschi, al nostalgico L'inverno del disegnatore (Tunuè), dove il maestro spagnolo Paco Roca racconta la fondazione di una rivista indipendente di fumetti nella Spagna franchista. Ma in mostra stupisce, a testimonianza del legame vignette-musica, il numero di copertine di LP a fumetti: Tanino Liberatore, l'autore del robottone Ranxerox, nel 1983 ritrasse Frank Zappa nella cover del suo A man from Utopia. E il lisergico Robert Crumb disegnò la cover di Cheap Thrill, di Janis Joplin e Big Brother &amp;amp; The holding company. Hugo Pratt, tra le altre che fece, disegnò immaginifiche cover di dischi per Sergio Endrigo (Mari del Sud, nel 1982, dove co-firmò la traccia numero 7, Pandora), e per Paolo Conte (Parole d'amore scritte a macchina, 1990). In mostra sfilano ancora Milo Manara, Bonvi, Pablo Echaurren, Giorgio Forattini, Benito Jacovitti, Charles Burns, Moebius... E proprio all'ingresso di «Comic on cover» ecco la copertina di Canti d'Italia, che Guido Crepax, il creatore di Valentina, eseguì nel 1955 per questa selezione di canti risorgimentali: una damigella con una gonna a fiori è attorniata da soldati dell'esercito regio, e da garibaldini e partigiani che la salutano festosi e cantanti. Un albero spoglio, il pavè in terra, e dietro una casa coi lucernari, rossa verde e turchese, completano questo piccolo gioiello. «È il pezzo più vecchio della mostra», racconta il curatore, Carmine D'Onofrio, anche se a colpire di più i visitatori sono proprio le cover disegnate da Pazienza. Il marchigiano, prima di creare Zanardi, il suo personaggio più cattivo e celebre, fu partner fisso di Roberto Vecchioni per le cover di cinque dischi tra il 1979 e il 1986, grazie all'intercedere dell'allora produttore del cantante, Michelangelo Romano. Oltre a Il grande sogno Napoli mette in mostra le cover di Robinson (1979) e Hollywood Hollywood (1982). Ma anche quella di Montecristo (1980), dove nel lato A del 45 giri un giovane Vecchioni si affaccia dai torrioni di una fortezza completamente nudo – il disegno in un primo momento fu vittima di censura. E poi c'è la cover di Ippopotami (1986), dove si affaccia un ippopotamo dalla faccia furba, a simboleggiare l'animale che per Vecchioni meglio incarna la privilegiatissima classe politica italiana. Perché, come canta il Professore, «solo un altro ippopotamo può dire a un ippopotamo: "Sei brutto!"». E Pazienza, forse, l'avrebbe detto anche lui. Anzi, l'ha disegnato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7442136731779467158?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7442136731779467158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7442136731779467158&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7442136731779467158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7442136731779467158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/quando-la-musica-sposa-il-fumetto_7449.html' title='Quando la musica sposa il fumetto &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 30 aprile 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9FU-ChKT-nk/TgPMsWOK7fI/AAAAAAAAFGE/USouxqynSFU/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3793211448772932816</id><published>2011-06-24T01:15:00.001+02:00</published><updated>2011-06-24T01:16:31.324+02:00</updated><title type='text'>TIZIANO SCLAVI: IL MIO DYLAN DOG HA 25 ANNI  Sette, cover e pag 70, 28 aprile 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://it.calameo.com/read/000263112a5673f9b6c2e"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-RvZM6Lk7-rE/TgPJEuFf5BI/AAAAAAAAFF8/mf9hmq3WtQE/s320/dylcf06.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tiziano Sclavi ha la fama di un orco introverso. Immeritata. E' riservato, sì, ma non imprendibile. E' altresì gentile e garbato, con uno spiccato senso dell'understatement, questo gigante canuto di 58 anni. Quando lo conobbi gli chiesi il numero di telefono, e lui cacciò via dalla fronte due goccioloni di sudore tipo Paperino sottosforzo, e con un lungo giro di parole rispose, rosso di vergogna, che preferiva darmi la sua mail.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tiziano Sclavi ha inventato "Il Fumetto" degli anni '80 italiani, ovvero Dylan Dog. Serialità Bonelli con un po' di splatter - ma solo agli esordi - tante citazioni che sanno d'amore per il cinema e le arti in genere, e un sottofondo dolente e riflessivo. Una filosofia tutta sua, che sa di consapevole insufficienza, umanissima e particolare per un personaggio dei fumetti. Come insolita e particolare è stata la disponibilità di Sclavi, pronto a rispondere alle mie mail stile tamburo battente a qualsiasi ora del pomeriggio e della sera molto inoltrata. &lt;a href="http://it.calameo.com/read/000263112a5673f9b6c2e"&gt;L'intervista&lt;/a&gt; pubblicata da Sette per i 25 anni di Dylan, "a tendina" con quella che Vittorio Zincone ha fatto a Sergio Bonelli, è mostruosamente peggiore dell'originale da me inviato in redazione. Ma resta, spero, godibile nonostante refusi e pasticci.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3793211448772932816?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3793211448772932816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3793211448772932816&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3793211448772932816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3793211448772932816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/06/tiziano-sclavi-il-mio-dylan-dog-ha-25.html' title='TIZIANO SCLAVI: IL MIO DYLAN DOG HA 25 ANNI &lt;br&gt; Sette, cover e pag 70, 28 aprile 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RvZM6Lk7-rE/TgPJEuFf5BI/AAAAAAAAFF8/mf9hmq3WtQE/s72-c/dylcf06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8708578917469303671</id><published>2011-04-22T02:15:00.001+02:00</published><updated>2011-04-22T20:12:26.246+02:00</updated><title type='text'>Carnera e il suo levriero a fumetti  Corriere della Sera Milano, pag19, 15 aprile 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://it.calameo.com/read/00026311203aca7443500"&gt;&lt;img border="0" height="174" src="http://1.bp.blogspot.com/-QZKvLwWRVdk/TbDICrU4GUI/AAAAAAAAFE8/5yb67o635d8/s320/Carnera.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un Primo Carnera fumettista è la sorpresa della mostra Cani di carta. I cani nei fumetti, che inaugura oggi alle 15.30 all'Acquario Civico (viale Gadio 2, fino al 29/4, ingresso gratuito da martedì a domenica, orari 9-13 e 14-17.30). Il pugile italiano, campione dei massimi tra il 1933 e il 1943, firmò di suo pugno una serie di strisce pubblicate sulle pagine del «New York Journal», con tratto elegante e ironico: «Primo Carnera Nightmares», era il titolo della serie, che raccontava immaginarie e buffe disavventure del «gigante italiano». Probabilmente Carnera fu aiutato da un caricaturista francese, tale Gerard Louis Bearings, che lo seguì nell'avventura americana. Di sicuro a fare compagnia al gigante friulano c'era un simpatico levriero italiano. E in mostra ci sono anche il cane di Asterix, Ideafix, e quello di Batman, Asso. C'è il bassotto che accompagna il Signor Bonaventura fin dalla prima tavola disegnata da Sergio Tofano, nel 1917.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-g2L33o4UGeI/TbDIf02IBaI/AAAAAAAAFFA/-hJ_3glV6nY/s1600/snoopy2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/-g2L33o4UGeI/TbDIf02IBaI/AAAAAAAAFFA/-hJ_3glV6nY/s200/snoopy2.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E c'è Snoopy, il cane-filosofo di Charlie Brown, che Charles Martin Schulz tiene a battesimo nel 1950. «Ma lui si arrabbierebbe a sentirlo definire un semplice cane», dice Luigi Bona, direttore di Wow Spazio Fumetto, il museo del fumetto di viale Campania 12, che collabora all'allestimento. «Tra l'altro», prosegue Bona, «è curioso notare come tanti cani non siano più tali per i lettori: chi si accorge più che Pippo e Pluto son due cani che portano a spasso l'uno l'altro?». Altro cane pensante è la Pimpa di Altan, nell'esposizione organizzata da MyUrbanDog (www.myurbandog.it) e curata da Riccardo Mazzoni. «Il mio cane a fumetti preferito?», dice lui, «è Gino, pubblicato sul Corriere dei Piccoli negli anni 90: gli autori Mauro Cervia e Fabio Borganti furono capaci, con delicatezza, di spiegare ai bambini come nasce un cucciolo». &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8708578917469303671?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8708578917469303671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8708578917469303671&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8708578917469303671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8708578917469303671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/carnera-e-il-suo-levriero-fumetti.html' title='Carnera e il suo levriero a fumetti &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag19, 15 aprile 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QZKvLwWRVdk/TbDICrU4GUI/AAAAAAAAFE8/5yb67o635d8/s72-c/Carnera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6638910087384068787</id><published>2011-04-22T01:46:00.006+02:00</published><updated>2011-04-22T01:55:49.687+02:00</updated><title type='text'>Gli "Affari di famiglia" di Will Eisner  Max.it, World, 15 aprile 2011</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/04-2011/04wo_fumettipratt-3092012617.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-cewGHiaRX2Y/TbDBr6jzE1I/AAAAAAAAFE0/iaUdaplUtH8/s200/eisner.jpg" width="140" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; line-height: 16px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; line-height: 16px; text-transform: uppercase;"&gt;DI FRESCHISSIMA USCITA, IL LIBRO DEL CELEBRE FUMETTISTA È IL RITRATTO DI UNA FAMIGLIA AMERICANA ALLE PRESE CON UN PADRE NOVANTENNE E UN'EREDITÀ DA GESTIRE...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; line-height: 16px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; line-height: 16px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;/span&gt;Se mentre ancora sei in vita ti intitolano una specie di Oscar per premiare i migliori del tuo&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eisner_Award" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;settore&lt;/a&gt;; se hai scritto un&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.willeisner.com/library/comics-and-sequential-art.html" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;libro&lt;/a&gt;&amp;nbsp;su come fare fumetti che è il pezzo forte di qualsiasi scuola insegni “l'arte sequenziale”; se tutti – o quasi – sono concordi nel dire che nel 1978 hai inventato la&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.willeisner.com/library/a-contract-with-god.html" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;graphic novel&lt;/a&gt;, il romanzo a fumetti senza pretese di serialità, senza costumi, maschere, macchiette, eroi e supereroi... Ecco, se hai meritato tutto questo vuol dire che sei stato un grande. E&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Will_Eisner" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;Will Eisner&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(1917-2005), oltre ad essere l'autore di quel&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;The Spirit&amp;nbsp;&lt;/span&gt;che molti avranno apprezzato tre anni fa nella versione filmica, è stato il poeta dei bassifondi newyorchesi (la Grande Mela gli dedica fino al 30 giugno una&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.willeisner.com/the_eisnershpritz/2011/03/will-eisners-new-york-from-the-spirit-to-the-modern-graphic-novel-1.html" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;mostra&lt;/a&gt;&amp;nbsp;con oltre cento originali), e l'osservatore asciutto, distaccato, mai e poi mai didascalico o compiaciuto di una grandiosa commedia umana, dove si mescolano candore, cinismo, crudeltà, grettezza e slanci appassionati.&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; display: block; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Esempio per tutti questo&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.fandango.it/scheda.php/it/affari-di-famiglia/515" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;Affari di famiglia&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(Fandango Libri) di freschissima uscita, una graphic del 1998 dove cinque fratelli sui 40 anni si ritrovano a festeggiare il novantesimo compleanno del padre, che un ictus ha ridotto in carrozzina. Il mite Leo propone di portare il vecchio babbo all'ospizio, il ciclonico – e alcolizzato - Al teme che questo possa “erodere” l'eredità... Si discute, ci si arrabbia, viene fuori la natura avida e calcolatrice della prezzemolina Selena, della borghesissima Molly, perfino di Greta, che quel padre lo tiene in casa, nonostante ciò che le ha fatto da ragazzina...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma sarà Sammy, il problematico figlio di Al, a provvedere a suo nonno, in una maniera piuttosto singolare... Tutta da godere la prefazione all'edizione italiana scritta dallo stesso Eisner, dove l'autore ricorda la sua infanzia di figlio di immigrati ebrei a New York: «Le famiglie erano un'autentica istituzione, particolarmente forte negli ambienti ebrei o italiani, dove i nuclei famigliari erano come piccoli stati». Perché allora, come oggi, è importante “restare uniti”, e se qualcosa va storto che non si sappia in giro, perché alla fine sono “affari di famiglia”...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EBNo88IAPFU/TbDC7UxEC4I/AAAAAAAAFE4/h9yIBZ2k-j0/s1600/WESI_MOCCA_website_small_0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-EBNo88IAPFU/TbDC7UxEC4I/AAAAAAAAFE4/h9yIBZ2k-j0/s200/WESI_MOCCA_website_small_0.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6638910087384068787?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6638910087384068787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6638910087384068787&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6638910087384068787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6638910087384068787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/gli-affari-di-famiglia-di-will-eisner.html' title='Gli &quot;Affari di famiglia&quot; di Will Eisner &lt;br&gt; Max.it, World, 15 aprile 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cewGHiaRX2Y/TbDBr6jzE1I/AAAAAAAAFE0/iaUdaplUtH8/s72-c/eisner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7345263114554408921</id><published>2011-04-09T03:01:00.009+02:00</published><updated>2011-04-22T02:18:35.896+02:00</updated><title type='text'>Diabolik e Paperino dividono casa con Geppo e Alan Ford  Corriere della Sera Milano, pag 15, 2 aprile 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://it.calameo.com/read/0002631120c1c12d03b60"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-T8Vrq8mFJWY/TZ-rqOvqsWI/AAAAAAAAFEY/vQldSagSw6A/s320/WOW+affresco+facciata+8.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Questo &lt;a href="http://it.calameo.com/read/0002631120c1c12d03b60"&gt;pezzo&lt;/a&gt; l'ho preparato tra il McDonald di Porta Venezia, casa mia e la sede dello Wow... Tra un mercoledì pomeriggio e un venerdì all'alba .. La sera del venerdì ho dormito al tavolo, alla pizzeria Maitò di via Sidoli, a un passo da piazzale Susa .. Testimoni &lt;a href="http://davidebarzi.blogspot.com/"&gt;Barzi&lt;/a&gt;, Piccardo e &lt;a href="http://lacadelavega.blogspot.com/"&gt;Laca Pasol&lt;/a&gt;&amp;nbsp;.. E la padrona del locale, che mentre porta il conto strabuzza gli occhi sentendomi russare .. E anche questo è (farsi il c**o per il) giornalismo ..&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ni9yuTjtCoI/TZ-x81TGwnI/AAAAAAAAFEs/d7ApVDSZNVM/s1600/WOW+il+parco+2.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="116" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ni9yuTjtCoI/TZ-x81TGwnI/AAAAAAAAFEs/d7ApVDSZNVM/s400/WOW+il+parco+2.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fuori è liberty, dentro è chic. Terrazza e caffetteria sanno di party e calici da sorseggiare guardando il parco e la pista da skate: 11mila metri quadri dove il prato si gonfia in una gobba sinuosa, che s'impenna a formare la testa in pietra del biscione meneghino. Un bestione (è alto 6 metri) con il design di un cartoon: il degno saluto, all'ingresso della ex Motta, tra Piola e XXII Marzo, per chi oggi, primo giorno di apertura al pubblico, varca i cancelli di Wow, lo «spazio fumetto» inaugurato ieri per stampa e autorità. Viene da dirlo, «wow!», entrando nel salone in parquet, cuore dell'edificio di 1000 metri quadri. E subito ecco un Diabolik in ferro, e un combattivo Uomo Tigre in resina, e accanto Rocky Joe che si mette in guardia. La biblioteca, rifornita dal mezzo milione di pezzi della Fondazione Fossati. «Ma avremo anche le raccolte consultabili dei fumetti in edicola», dice il presidente Luigi F. Bona, che questa casa del fumetto l'ha voluta con il Comune di Milano, per l'impulso di Massimiliano Finazzer Flory. «Il fumetto non è più un'arte ancillare», dice l'assessore alla Cultura, «e lo Wow è un simbolo di riconversione dall'economia alla cultura: in quello che è stato anche il deposito dei mezzi Atm oggi trovate i mezzi dell'affettività e della creatività».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MqNOwEL7RXA/TZ-xzIwmeFI/AAAAAAAAFEo/F_Taz2h261Y/s1600/Diseny_Channel_Fish_Hooks_cartella_stampa_lancio_imm_Milo+e+Oscar.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://3.bp.blogspot.com/-MqNOwEL7RXA/TZ-xzIwmeFI/AAAAAAAAFEo/F_Taz2h261Y/s320/Diseny_Channel_Fish_Hooks_cartella_stampa_lancio_imm_Milo+e+Oscar.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Strumenti arricchiti dalle scorte del defunto Museo dell'Illustrazione di Ferrara, che porta in dote migliaia di pezzi di Echaurren, Luzzati e Altan, tra gli altri. Ma ecco il laboratorio, con la lavagna interattiva, dove gli autori disegneranno con la matita elettronica per i corsi di fumetto. In biblioteca ci sono 6 pc - ma si potrà presto navigare wireless in tutta l'area. Al primo piano troviamo la terrazza e lo spazio espositivo. Fino all'8 maggio l'ingresso sarà gratuito, per assistere a Editori coraggiosi, la mostra dedicata agli editori milanesi di 100 anni di fumetto italiano. Tanti, allo &lt;i&gt;Wow&lt;/i&gt;, gli eventi targati Disney: oggi i primi 200 visitatori otterranno un posto per l'anteprima del nuovo Winnie The Pooh, domenica alle 12 all'Anteo. E domani dalle 15.30 sarà proiettata in anteprima Fish Hooks, il nuovo cartone di Disney Channel, dove Milo e Bea sono due pesciolini adolescenti che ne combinano "di ogni", alla maniera dei Simpson...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j6mHMQ1GR04/TZ-2CSY4-zI/AAAAAAAAFEw/dQ6sCjwEdtw/s1600/linus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-j6mHMQ1GR04/TZ-2CSY4-zI/AAAAAAAAFEw/dQ6sCjwEdtw/s320/linus.jpg" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A Milano tutto ha avuto inizio, per il fumetto italiano.&amp;nbsp;Lo si nota in mostra, dove tra gli 80 pannelli compare l'originale del primo &lt;i&gt;Corriere dei Piccoli&lt;/i&gt;, 27 dicembre 1908. Al tempo le ottave rimpiazzavano le "diseducative" nuvolette. Che però con gli anni conquistarono tutti, con la gentilezza di quest'arte lenta e istantanea allo stesso tempo. Ed ecco gli anni '30, con &lt;i&gt;L'Intrepido &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Il Monello&lt;/i&gt;. Le edizioni Audace di Gian Luigi Bonelli, la Dardo di &lt;i&gt;Capitan Miki&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Il Giorno dei ragazzi &lt;/i&gt;e Jacovitti. E Alan Ford, Linus, Corto Maltese. La Valentina di Crepax e Gesebel, che Max Bunker affidava alle chine sulfuree di Magnus. Nascono a Milano Geppo, Provolino, Tiramolla. E gli albi Bonelli, ovviamente. A Milano fino al 1988 Mondadori pubblica &lt;i&gt;Topolino&lt;/i&gt;. Oggi ci pensa Disney Italia, con una robusta scuola di disegnatori nostrani: ed ecco gli originali di Massimo De Vita e Giorgio Cavazzano.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xOzLqG6-NHs/TZ-w8iVugiI/AAAAAAAAFEg/70sq-_ZNsb8/s1600/STURMTRUPPEN.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-xOzLqG6-NHs/TZ-w8iVugiI/AAAAAAAAFEg/70sq-_ZNsb8/s200/STURMTRUPPEN.jpg" width="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ecco il primo &lt;i&gt;Satanik &lt;/i&gt;(1964), dell'Editoriale Corno, che importerà l'Uomo Ragno e i supereroi di Stan Lee, e pubblicherà la rivista &lt;i&gt;Eureka&lt;/i&gt;, dove il direttore Maria Grazia Perini chiamò Bonvi con le sue &lt;i&gt;Sturmtruppen&lt;/i&gt;. Lei lo ricorda per «la generosità, e quell'accenno malinconico in fondo agli occhi azzurri». Di nuovo in mostra. Uno strillo del 1962 annuncia: «Mistero, terrore, suspense. È uscito il fumetto del brivido: &lt;i&gt;Diabolik&lt;/i&gt;!». E tra la cover di &lt;i&gt;Grand Hotel&lt;/i&gt; (1946) e &lt;i&gt;La famosa invasione degli orsi in Sicilia&lt;/i&gt; di Buzzati, ecco le tavole di Lupo Alberto, che a Milano venne nel 1979, nella matita del suo creatore Silver: «Quante storie mi son venute in mente ai Giardini Montanelli, lì mi pare di stare nel bosco del mio fumetto...», dice lui. «La gag che metterei in una teca? Di sicuro la prima: Alberto rapisce Marta nel pollaio, la porta in un cespuglio, e lei: “Non possiamo continuare a vederci così”». Ecco, uno «wow», anche per il Lupo, ci sta tutto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7345263114554408921?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7345263114554408921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7345263114554408921&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7345263114554408921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7345263114554408921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/diabolik-e-paperino-dividono-casa-con.html' title='Diabolik e Paperino dividono casa con Geppo e Alan Ford &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 2 aprile 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-T8Vrq8mFJWY/TZ-rqOvqsWI/AAAAAAAAFEY/vQldSagSw6A/s72-c/WOW+affresco+facciata+8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8367179810534100657</id><published>2011-04-09T02:41:00.005+02:00</published><updated>2011-04-10T00:23:32.590+02:00</updated><title type='text'>Non chiamatele donnine...  Max.it, home page, 10 marzo 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/03-2011/03wo_casottovinci-3071681106.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-Eaxt8BRkzbc/TZ-iiWiOC1I/AAAAAAAAFD4/ZMMItBnH3mM/s320/casotto+3.jpg" style="cursor: move;" width="225" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; line-height: 16px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 15px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;DA ANNI DISEGNA FIGURE FEMMINILI AD ALTO CONTENUTO EROTICO. A CARTOOMICS E A COMICS FOR SALE A MILANO SONO ESPOSTE LE SUE OPERE&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; display: block; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non chiamatele "donnine". Non credetele indifese, passive o schiave prive di desideri propri. Proprio perché sono spudorate devono incutervi timore e desiderio insieme, con un rossetto, un corpetto, un tacco, un tocco di latex, e un sorriso che ammicca, sempre. Le donne di&amp;nbsp;&lt;a href="http://redsectorart.com/casotto/index.php" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target=""&gt;Giovanna Casotto&lt;/a&gt;, 49 anni, da Desio (ma vive nel milanese da quasi quarant'anni) sono libidinose, sfacciate e vergini insieme, intatte da ogni volgarità, pure nell'abbondanza di posizioni, perversioni e tanto, tantissimo pelo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Mi piace e mi piace mostrarlo», chiaro il concetto? Giovanna ha disegnato per&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Selen&lt;/span&gt;, poi per&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Blue&lt;/span&gt;, mitiche riviste dell'eros a fumetti, entrambi defunte. Da un paio d'anni si dedica solo all'illustrazione, e parecchi dei suoi originali sono in mostra a Milano, in due differenti situazioni. L'esposizione&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;Les dessous de la femme, nell'ambito del salone Cartoomics,&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;dall'11 al 13 marzo in Fieramilanocity&lt;/span&gt;, racconta in un centinaio di lavori il tema dell'intimo femminile, e accanto alla Casotto vediamo 'caposaldi' dell'erotismo a vignette, come Guido Crepax, Roberto Baldazzini, Leone Frollo e Nick Guerra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Dal 9 al 23 marzo&lt;/span&gt;, invece, in via Pezzotti 8, altri originali degli stessi autori sono esposti e messi in vendita insieme a opere di Andrea Pazienza, Milo Manara, Jordi Bernet, Paolo Eleuteri Serpieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Giovanna, le tue donne sono molto anni '50, un po' come la fantasia erotica del nostro premier.&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: normal; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le mie donne sono ironiche e gioiose, danno tutto, sì, ma non chiedono niente in cambio. Anzi, chiedono la sola cosa che l'uomo non vuol più lasciarsi fare: provocare.&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dONTQ3dYFPk/TZ-jQJpfiAI/AAAAAAAAFEE/4C7O3I6VnYM/s1600/Giovanna_Casotto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-dONTQ3dYFPk/TZ-jQJpfiAI/AAAAAAAAFEE/4C7O3I6VnYM/s320/Giovanna_Casotto.jpg" style="cursor: move;" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;E tu che donna sei? Come vivi?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io sto in casa e non esco mai, mi vengono a trovare quattro amiche... Il mondo mi fa paura. In un'altra vita ero un albero, con le radici ben piantate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;Un'immagine un po' diversa dalle donne tutto sesso e partouze dei tuoi disegni...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;C'è tutta una storia dietro. Andavo all'asilo quando i miei cugini, una di 16 anni, l'altro già maggiorenne, mi prendevano in braccio e mi toccavano lì. Lo facevano con delicatezza, e forse hanno cominciato a liberarmi dalla mia incomunicabilità. Ma tecnicamente quella era pedofilia... &lt;b&gt;Erano parecchio strani, in effetti, come cugini...&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma ben compatibili con la realtà della provincia padovana. Una religiosità spietata costringeva mia nonna a lavarmi senza togliermi i vestiti, salendo con la mano da sotto gli abiti. A tutt'oggi i miei non vogliono sentir parlare del mio lavoro. Ma è un discorso che è continuato anche altrove.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;Cioè?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A 23 anni mi sono sposata e ho avuto prestissimo due figlie. Abitavo già in Lombardia, e quando le bimbe hanno affrontato le medie, a scuola alcuni genitori hanno organizzato un'assemblea spiegando alle altre famiglie che mi occupavo di disegno 'porno'. Le mie figlie erano disperate, mi portavano biglietti attaccati sul mio cruscotto, con su scritto 'troia', e mi chiedevano che vuol dire. Si erano convinte del fatto che mi prostituissi, mi supplicavano “Mamma, cambia lavoro!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;Capisco. E i lettori, ti hanno mai confusa coi tuoi personaggi?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Eh sì. Quando lavoravo in redazione, a&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Selen&lt;/span&gt;, mi arrivavano parecchie lettere: la gente voleva vedermi sommersa di lumache, con un biberon infilato nel sedere... Volevano comprare il mio intimo usato. Di tutto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;Tu sei perversa? Che cos'è per te l'erotismo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;È la scoperta, quella adolescenziale. Non è un'acrobazia in più, è una mutanda calata. E poi mi eccitano le chiese. Da ragazzina ero innamorata di Gesù, mi diceva mia nonna che se lo amavo lo avrei visto sorridere, quel crocifisso di legno accanto all'altare. E io, al Venerdì Santo, mi mettevo dietro a tutte per andarlo a baciare per ultima, sulla bocca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ibh509XSwl0/TZ-i91GblBI/AAAAAAAAFEA/ALuY-KFb17s/s1600/casotto+5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-ibh509XSwl0/TZ-i91GblBI/AAAAAAAAFEA/ALuY-KFb17s/s320/casotto+5.jpg" style="cursor: move;" width="223" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Spesso adoperi delle modelle, le fotografi: che rapporto hai con loro?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi cercano spesso su Facebook, alcune diventano amiche mie. Come la Cocca, una donna che vuole molto apparire, ma dentro è molto profonda. Con lei ho in piedi parecchi progetti, stiamo facendo un percorso insieme. Mi piace anche scrivere i suoi pensieri, metterli su carta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;Che ne pensi del neofemminismo anti-Berlusconi?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non è un femminismo, è un femminilismo, direi. Io c'ero in piazza il 13 febbraio: non volevamo essere uguali, volevamo essere diverse, diverse da un modello mercificato, dalle donne deturpate dal silicone. Ma comunque, sempre, desiderabili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Giovanna Casotto è in mostra a:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Les dessous de la femme&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: inherit;"&gt;, a cura di Stefano Bartolomei e Antonio Vianovi, presso&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cartoomics.it/" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target=""&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Cartoomics&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: inherit;"&gt;, 18° salone del fumetto, dei cartoons, del collezionismo e dei video games, dall'11 al 13 marzo a Fieramilanocity - Padiglione 4 - Porta Colleoni, viale Scarampo, Milano. Orari 9,30-20, ingresso 12 euro, 8 con lo sconto scaricabile dal sito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Comics for Sale-Fumetti&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: inherit;"&gt;in galleria, a cura di Stefano Bartolomei e Francesco Caprini, dal 9 al 23 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 18,30, presso le Grafiche Oldoni di via Pezzotti 8, Milano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Vedi&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-style: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VqxoXHDOuYE" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;i disegni di Giovanna Casotto&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: inherit;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VqxoXHDOuYE" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=t6Zky0lbxuY&amp;amp;fmt=18" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target="_blank"&gt;La cocca e Giovanna&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: inherit; font-weight: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8367179810534100657?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8367179810534100657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8367179810534100657&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8367179810534100657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8367179810534100657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/non-chiamatele-donnine-maxit-home-page_09.html' title='Non chiamatele donnine... &lt;br&gt; Max.it, home page, 10 marzo 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Eaxt8BRkzbc/TZ-iiWiOC1I/AAAAAAAAFD4/ZMMItBnH3mM/s72-c/casotto+3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5894447024953507076</id><published>2011-04-09T02:26:00.003+02:00</published><updated>2011-04-09T02:42:18.158+02:00</updated><title type='text'>Vinci e la donna irrisolta d'oggi  Max.it, home page, 9 marzo 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/03-2011/03wo_vannavinci-3071681345.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-pt7MmxhoEcA/TZ-hMF9TUqI/AAAAAAAAFDs/M6UwItQjeyM/s200/copyright+vannna+vinci+gatti+neri+cani+bianchi2.jpg" style="cursor: move;" width="181" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; text-transform: uppercase;"&gt;GILLA, LA PROTAGONISTA DEI SUOI FUMETTI FA INNAMORARE MOLTI. «È SEMPRE IN CERCA DI UNA DECISIONE, QUANTE CE NE SONO COSÌ?». ESCE UN NUOVO LIBRO ED È IN MOSTRA A BOLOGNA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Alla fine ti piacciono quelle come Gilla. Pigre, sfuggenti, intelligenti. Con quella bellezza che non fa ginnastica, “morbida e immobile”, così dicono. Gilla è andata a vivere a Parigi, anzi vi è 'scappata' dall'Italia, ed è sempre in cerca di una decisione. Studiare o lavorare, crescere o non crescere? Irrisolta e complicata, coi suoi vent'anni che non fanno testo, Gilla può essere amica di Cicci, che ha sessant'anni, e andare a letto con Giorgio, che ne ha altrettanti; può parlare col fantasma di Robi, quell'amichetto scomparso adolescente che bazzica la sua soffitta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; display: block; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Può conoscere altri fantasmi, di donne che hanno fatto una fine tragica, quello di Zelda Fitzgerald, la moglie dello scrittore Francis Scott, e della marchesa Luisa Casati Amman, la collezionista che con un ghepardo al guinzaglio si aggira per una Parigi che sembra Venezia. Ad una come Gilla, se le chiedi di fare l'amore, lei è capace di risponderti «No... vado a casa... Non ho tempo... Davvero... Sono troppo occupata...». Gilla è la protagonista di&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Lungo la strada&lt;/span&gt;, la seconda parte di&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Gatti neri. Cani bianchi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(Kappa edizioni), che la fumettista Vanna Vinci&lt;a href="http://www.vannavinci.it/index.asp" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target=""&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ha da poco mandato alle stampe. Cagliaritana, classe 1964, Vanna è in mostra a Bologna, fino al 10 aprile, con una personale dal titolo&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bilbolbul.net/it/vanna_vinci.html" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-decoration: underline !important;" target=""&gt;Sulla soglia&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Vanna, presentaci Gilla, la tua bionda flemmatica e silenziosa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gilla sente che sta diventando adulta, ma non sa cosa deve fare. È bloccata e chiusa in se stessa. Non a caso i suoi spiriti-guida sono Zelda Fitzgerald e la Casati, donne che non sono riuscite ad adattarsi ai cambiamenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Beh, io conosco tantissime Gilla in cerca di 'nonsisaché', rapite dai mille grilli che attraversano il loro cervello, e non hanno 20 anni, ne hanno 30-35... Credi che sia "reazionario" dire che una donna che non "figlia" o non trova un affetto stabile difficilmente trova un equilibrio soddisfacente&lt;/span&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le fasi di cambiamento sono difficili, per donne e uomini, e possono arrivare in tutti i momenti. Conosco Gille di settantanni, con figli adulti. È una delle condizioni dell’anima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l7dGhZwlOUM/TZ-h3yoWd0I/AAAAAAAAFDw/8numhLYxB0Y/s1600/gatti+neri+cani+bianchi001CVanna+Vinci+%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://2.bp.blogspot.com/-l7dGhZwlOUM/TZ-h3yoWd0I/AAAAAAAAFDw/8numhLYxB0Y/s320/gatti+neri+cani+bianchi001CVanna+Vinci+%25281%2529.jpg" style="cursor: move;" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Credi che la condizione della donna sia così "disperata" in Italia, da meritare una quintalata di manifestazioni a difesa della sua dignità? O la giornata del 13 febbraio ti è apparsa una forzatura davanti alla scelta un po' cafona ma sempre "in voga" delle squinternate di Arcore?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fa un po’ ridere fare questa dichiarazione qui, e fa anche un po’ vintage anni 70: ma... io sono femminista, e forse bisogna recuperare un po’ di quella forza positiva e ribelle. Riprendersi il controllo, lucidamente. E poi ci si può anche indignare, ribellare, o anche dire solo che la situazione è caduta in un profilo bassissimo. Se non ora quando? Io rispondo “sempre e dovunque”!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Come autrice qual è la tua poetica dell'erotismo disegnato?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre inserito delle situazioni sessuali nelle mie storie. Il sesso è una cosa importante nella vita, come mangiare, dormire e tutto il resto. Fa parte della vita. E poi “come dice Thomas Bernhard “Il sesso è dappertutto”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ma per te le varie Valentina ed Eva Kant sono donne pensate "per" gli uomini o sono personaggi credibili?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono creazioni artistiche, ma non pensate a tavolino. Diabolik è stato creato dalle sorelle Giussani e con la Valentina di Crepax è un fumetto molto letto dalle donne. In ogni caso un artista parla di se stesso, dei suoi universi, e nessuno può sindacare su questo. Come la Molly Bloom di Joyce... È una donna reale? No, è un meraviglioso personaggio femminile creato da un uomo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Zelda e Luisa: perché proprio loro? Qual è la loro attualità?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono spiriti guida, da non seguire, che rispecchiano lo stato d’animo della protagonista. Donne che si sono dimostrate inadatte alla vita e ai suoi cambiamenti. La loro attualità è nel fatto che sono due grandi decadute! Tema sempre attualissimo...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vanna Vinci,&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Gatti neri.Cani bianchi, Lungo la strada&lt;/span&gt;, Kappa edizioni, Collana Mondo naif, 152 pp, 16 euro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 10px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vanna Vinci,&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: italic; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Sulla soglia&lt;/span&gt;. Dal 4 Marzo al 10 Aprile 2011, Museo Civico Archeologico di Bologna, via dell'Archiginnasio, 2, Bologna. Ingresso 4 euro. Orari: dal martedì al venerdì, orari 9-15, sabato, domenica e festivi: 10-18.30.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qr4bcdsucFA/TZ-h8eRbaSI/AAAAAAAAFD0/GdhP4Y3uFJ8/s1600/GATTI_NERI002.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-qr4bcdsucFA/TZ-h8eRbaSI/AAAAAAAAFD0/GdhP4Y3uFJ8/s320/GATTI_NERI002.jpg" style="cursor: move;" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5894447024953507076?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5894447024953507076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5894447024953507076&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5894447024953507076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5894447024953507076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/vinci-e-la-donna-irrisolta-doggi-maxit_09.html' title='Vinci e la donna irrisolta d&apos;oggi &lt;br&gt; Max.it, home page, 9 marzo 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pt7MmxhoEcA/TZ-hMF9TUqI/AAAAAAAAFDs/M6UwItQjeyM/s72-c/copyright+vannna+vinci+gatti+neri+cani+bianchi2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2394270079047276619</id><published>2011-04-09T02:21:00.007+02:00</published><updated>2011-04-09T03:43:25.795+02:00</updated><title type='text'>Io, la donna di Dylan Dog  Corriere della Sera Milano, 8 marzo 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/11_marzo_8/dylan-dog-25-anni-paola-barbato-sceneggiatrice-190177268242.shtml"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="320" name="immagini1" src="http://3.bp.blogspot.com/-0TS0DQBlOJM/TZ-lau_lbfI/AAAAAAAAFEI/V70JBEazwPY/s320/Basso+Cannarsa.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=7628155986624519287&amp;amp;postID=2394270079047276619" name="evid"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;È lei la fidanzata di Dylan Dog. Paola Barbato, 39 anni, milanese, è l'unica donna tra gli sceneggiatori del fumetto horror di casa Bonelli, che quest'anno compie un quarto di secolo.&amp;nbsp;Giovedì&amp;nbsp;si celebra il Dylan Dog Day, con la tavola rotonda dal titolo «25 anni con l'Indagatore dell'incubo», dalle 16 al Centro congressi della Provincia di Milano (via Corridoni 16 ingresso gratuito) cui partecipa anche il critico Paolo Mereghetti. L'evento fa parte di «Horror &amp;amp; Motion», che precede la tre giorni fieristica di Cartoomics. (vedi scheda e box). Ci sarà anche lei, la scrittrice premio Scerbanenco nel 2008 con Mani nude (Rizzoli), che da 14 anni è tra gli autori dell'investigatore attratto dal soprannaturale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Venticinque anni in edicola, qual è il segreto della longevità di Dylan Dog?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«È che Tiziano Sclavi lo ha creato umanissimo e questo crea una grande empatia. Dylan non è un Superman e non è coraggiosissimo. E poi è un po' sfigato...».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Addirittura.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Massì, vede solo film horror, non sa usare la tecnologia, suona il clarinetto e fa sempre la stessa solfa. Dylan è un nerd intellettualoide che non ha mai i soldi per fare benzina. La sola cosa sopra la media è la sua bellezza. Del resto è ispirato a Rupert Everett».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;E ha fama di conquistatore: non si contano le ragazze finite nel suo letto...&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;«Ma Dylan è innamorato dell'amore. Ha entusiasmi precoci e spesso si fa usare dalle donne, poi però viene scaricato. Suo malgrado è un uomo oggetto, altro che sciupafemmine».&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QKzkBal3pR4/TZ-mTY1ImyI/AAAAAAAAFEM/_00Fr_Ba4rw/s1600/disegno.jpg"&gt;&lt;b&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="320" name="immagini2" src="http://3.bp.blogspot.com/-QKzkBal3pR4/TZ-mTY1ImyI/AAAAAAAAFEM/_00Fr_Ba4rw/s320/disegno.jpg" width="166" /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Le donne dylaniane sono sempre più castigate.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Un tempo si vedevano più seni, poi sono nate polemiche sul fatto che ci leggono anche i ragazzini. Ma non occorre giustificare un bel nudo disegnato: se mi dicono che Manara ha un'attinenza con l'estetica del bunga bunga, beh, rido fino al 2015».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Lei è l'unica donna a scrivere Dylan e una delle pochissime scrittrici a darsi al fumetto.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Le donne spesso non considerano certe carriere, perché pensano "Siccome sono donna, devo dimostrare qualcosa". Ma così ti discrimini da sola».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;È più facile scrivere romanzi o fumetti?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Romanzi. Scrivere fumetti prevede molte più regole: un fumetto fatto male è come una casa storta, non sta su».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Nei suoi albi ricorre il tema di una giustizia inafferrabile.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«La vera giustizia per me è incalcolabile. Perciò, a volte, a Dylan faccio fare un passo indietro davanti a cose che sono più grandi di lui».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BQWwagtSOMY/TZ-mrahBpFI/AAAAAAAAFEU/W173_innnUo/s1600/Anime.jpg"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="200" name="immagini3" src="http://3.bp.blogspot.com/-BQWwagtSOMY/TZ-mrahBpFI/AAAAAAAAFEU/W173_innnUo/s200/Anime.jpg" width="153" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Invece che di horror, stiamo parlando di filosofia...&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Ma l'horror è un pretesto, una metafora di altro. E negli albi non sono mai i "mostri" a far paura: per loro Dylan ha un rispetto immenso, così come per i "cattivi"».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Che cos'è allora che fa paura in Dylan?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«L'accidia: subire il tran-tran, le idee degli altri... Chi subisce un matrimonio, poi magari accoltella il coniuge, chi fa la strage in ufficio ha subito un certo lavoro. Questo è l'orrore: rinnegare se stessi».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;E Paola Barbato di che cosa ha paura?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;«Degli esseri umani. In ciascuno c'è un santo e un assassino. Quando vado in un posto nuovo valuto le vie di fuga e le possibilità di difesa. Molti lo fanno, ma ammetterlo non fa fare bella figura».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2394270079047276619?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2394270079047276619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2394270079047276619&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2394270079047276619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2394270079047276619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/04/io-la-donna-di-dylan-dog-corriere-della.html' title='Io, la donna di Dylan Dog &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, 8 marzo 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0TS0DQBlOJM/TZ-lau_lbfI/AAAAAAAAFEI/V70JBEazwPY/s72-c/Basso+Cannarsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6827649630872595822</id><published>2011-02-27T00:53:00.000+01:00</published><updated>2011-02-27T00:53:34.465+01:00</updated><title type='text'>TROVA L'INTRUSO  Max.it, home page, 24 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/02-2011/02wo_supereroi-3057264169.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-anCBX9s_ED4/TWmR-XWiS-I/AAAAAAAAFDc/VZpQnfaVV4w/s320/VARIANT+COVER+N1+by+Daniel+Acuna.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="goog_565101891"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_565101892"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nessuna pietà per il biondino Johnny Storm, alias la Torcia Umana. È  toccato a lui schiattare in battaglia, lasciando in tre i... Fantastici  Quattro nel numero 587 della serie. Ma ecco che a rimpiazzarlo arriva un  “nuovo” eroe: nientemeno che l'Uomo Ragno. La Marvel ha infatti annunciato che il 23 marzo Spiderman debutterà  nel gruppo, con il numero 1 della testata Future Foundation: si  chiameranno così gli ex Fantastici (che se non altro manterranno  l'acronimo “FF”). Il loro compito? «Salvare l'universo Marvel da minacce  inaudite, e prevenire l'insorgere di nuovi pericoli», fa sapere la  “Casa dei Sogni”, che ai Fantastici cambia anche il vestito. Via le vecchie tute blu, arrivano divise bianche personalizzate: sul  petto dei tre superstiti sono disegnati tre esagoni, due “vuoti” e  l'altro riempito di nero, mentre sul costume di Spiderman compare il  classico ragnetto nella tela. All'annuncio della novità i fan del più  antico team di supereroi, creato nel 1961 da Stan Lee e Jack Kirby, si  sono divisi tra entusiasmo e perplessità.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-iD1ChpTa7Pw/TWmSNJ_AV8I/AAAAAAAAFDg/MQcnHjuVoVk/s1600/Copertina+N1+by+Steve+Acuna.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh6.googleusercontent.com/-iD1ChpTa7Pw/TWmSNJ_AV8I/AAAAAAAAFDg/MQcnHjuVoVk/s320/Copertina+N1+by+Steve+Acuna.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Se gli autori della nuova serie, Johnathan Hickman e Steven Epting,  garantiscono ironia e ritmi scoppiettanti, d'altro canto sono in  parecchi a essere stufi di colpi di scena dettati dal marketing. Sentite  il capo delle vendite di Marvel, David Gabriel: «Faremo fuori un eroe  ogni quarto d'ora!», minaccia, e aggiunge tetro: «Guardate che non sto  scherzando».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E un altro capoccia, Tom Brevoort, si rincuora così: «I fans  smetteranno di dare per scontati i Fantastici Quattro. La loro era una  dimensione rassicurante, e al pubblico piaceva ancora, ma era anche  qualcosa che poteva allontanare nuovi lettori. Così abbiamo provato a  cambiare direzione». Ma su blog e forum si sprecano commenti al curaro:  «Future Foundation? sembra il nome di una organizzazione no-profit in  Georgia», scrive un utente del sito Comic Riffs. Nascono anche questioni  di coerenza narrativa. «Ma l'Uomo Ragno non era già impegnato coi  Vendicatori?», scrive Darren Franich su &lt;a href="http://www.ew.com/ew/" target="_blank"&gt;EW.com&lt;/a&gt;, prospettando problemi di stress per l'eroe  in calzamaglia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/--z3avxy1D0I/TWmR4gT8a3I/AAAAAAAAFDY/_yX07gLkBkc/s1600/UOMO+RAGNO+FF.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="https://lh4.googleusercontent.com/--z3avxy1D0I/TWmR4gT8a3I/AAAAAAAAFDY/_yX07gLkBkc/s320/UOMO+RAGNO+FF.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Eppure quella di Spiderman è stata una scelta tutto sommato facile,  per i creatori della serie. «Lui ha dei precedenti coi Fantastici  Quattro, e una lunga storia di amicizia-rivalità con la Torcia», dice  ancora Brevoort, che sul progetto “FF” garantisce: «È molto di più che  una passata di vernice su una vecchia serie. È qualcosa che investe le  caratteristiche fondamentali dei Fantastici Quattro. Vedrete, l'arrivo  di Spiderman è solo la punta dell'iceberg». Tenetevi pronti a tutto. Nel  nome del marketing.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6827649630872595822?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6827649630872595822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6827649630872595822&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6827649630872595822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6827649630872595822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/trova-lintruso-maxit-home-page-24.html' title='TROVA L&apos;INTRUSO &lt;br&gt; Max.it, home page, 24 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-anCBX9s_ED4/TWmR-XWiS-I/AAAAAAAAFDc/VZpQnfaVV4w/s72-c/VARIANT+COVER+N1+by+Daniel+Acuna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3425584859211670929</id><published>2011-02-27T00:49:00.003+01:00</published><updated>2011-02-27T19:31:35.905+01:00</updated><title type='text'>La Provincia, una storia a strisce  Corriere della Sera Milano, pag 21, 23 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/23/Provincia_una_storia_strisce_co_7_110223068.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="214" src="https://lh3.googleusercontent.com/-lVczw0svlWQ/TWmQ5CWpClI/AAAAAAAAFDQ/ha_7Nz9ga4s/s320/Cattura.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Anna e Nicola sono due liceali che devono rimediare un brutto voto in  storia: «Che pizza... Addio fine settimana!», sbottano. Che bello però,  se la storia te la racconta una nonna curiosa, o tuo papà, oppure un  amico, che all' ingresso del concerto di Elio ti spiega che una volta la  Bicocca era tutta fabbriche e che da un lato di viale Monza c'erano i  campi e dall'altro le fabbriche. E fa impressione vedere disegnato un  fienile, dove adesso c'è il ristorante cinese, ma è possibile leggendo  le avventure di questi due adolescenti, in «150 anni della Provincia di  Milano a fumetti», il volume che la Scuola del Fumetto di via Savona ha  realizzato da un'idea di Cristina Stancari, assessore allo Sport e  Tempo Libero di Palazzo Isimbardi, dove domattina l'opera verrà  presentata alla stampa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-vqNLB2fhU5U/TWmRUXh8aTI/AAAAAAAAFDU/Qqu3erqkNjc/s1600/Cattura2.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="https://lh3.googleusercontent.com/-vqNLB2fhU5U/TWmRUXh8aTI/AAAAAAAAFDU/Qqu3erqkNjc/s320/Cattura2.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;«È un lavoro collettivo», che assembla gli  sguardi di cinque giovani disegnatori», spiega Stancari. Abbiamo  stampato tremila copie che andranno nelle scuole e nelle nostre sedi, ma  presto si potrà scaricare dal nostro sito». La Provincia, questa  sconosciuta. «È forse l'ente che si conosce di meno, ma è un centro  fertile di iniziative, specie sul piano del sociale e della cultura».  Pure di questo si parla nelle storie disegnate da Vanessa Belardo,  Davide Brida, Rossana Bugini, Stefano Leandri e Mattia Zoanni, per i  testi di Costanza Prinetti, 30 anni, milanese di adozione «ma son qui da  diciotto anni», dice lei. «Nel fumetto ho inserito i miei luoghi  milanesi di adozione, come il Teatro Arcimboldi». Spicca, tra le  curiosità, la targa mussoliniana collocata accanto al rifugio antiaereo  della vecchia prefettura, che lapalissianamente recita: «Meglio  allarmati oggi che bombardati domani». Perché la storia può far  sorridere, anche nelle sue amarezze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3425584859211670929?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3425584859211670929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3425584859211670929&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3425584859211670929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3425584859211670929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/la-provincia-una-storia-strisce.html' title='La Provincia, una storia a strisce &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 21, 23 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-lVczw0svlWQ/TWmQ5CWpClI/AAAAAAAAFDQ/ha_7Nz9ga4s/s72-c/Cattura.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6985788436104112963</id><published>2011-02-27T00:33:00.006+01:00</published><updated>2011-04-09T03:29:50.009+02:00</updated><title type='text'>Viaggi nel tempo con Topolino e Pippo. Non è soltanto un gioco per ragazzi  Corriere della Sera Cultura, pag 34, 21 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/21/Viaggi_nel_tempo_con_Topolino_co_9_110221028.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="https://lh4.googleusercontent.com/-jbVhN5nfHsg/TWmNc6Av22I/AAAAAAAAFC0/KAU_fcCyCyU/s320/mottura_italiariunita2.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;Non è una roba da bambini. Ma ci vogliono entusiasmo, curiosità, e la  voglia di meravigliarsi dei bambini, per «entrare» in un'avventura di  Topolino. Lo spiegava Walt Disney, intervistato da Oriana Fallaci, a Los  Angeles, nel 1966: «Mickey Mouse non fu mai concepito per una mente  infantile: fu sempre un discorso a coloro che io chiamo gli onesti  adulti, cioè quelli che non si vergognano ad essere sostanzialmente  bambini. Perché a quale età si smette d'essere bambini? A sei anni, a  diciotto, a trenta, a sessanta? Se si è onesti, a nessuna: la curiosità,  l'entusiasmo, la voglia di piangere e ridere sono virtù dei bambini.  Un adulto incapace d'essere bambino non può trarre piacere dalla vita».  E forse solo ai curiosi e agli entusiasti, a chi è voglioso di  sorridere, è possibile viaggiare nel tempo con Topolino e Pippo.  Altrimenti, per carità, ci si può sempre annoiare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-VW47s7Vy3W4/TWmPDxArAHI/AAAAAAAAFDM/4f9jjnC9BC4/s1600/zapotec1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-VW47s7Vy3W4/TWmPDxArAHI/AAAAAAAAFDM/4f9jjnC9BC4/s1600/zapotec1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sempre Disney, in  quell'intervista, descriveva la sua idiosincrasia per «sofisticati» e  «superintellettuali»: «Che gusto hanno a vivere? Non si meravigliano di  nulla, non si divertono con nulla, sono sempre annoiati, noiosi. Li  preoccupa solo il giudizio degli altri e non stanno mai comodi. La loro è  una vita da vecchi, una vita che è una frangia della vita. A meno che  non abbiano una doppia esistenza e, di nascosto, quando fanno pipì, non  leggano Mickey Mouse». A questo punto la domanda va posta al lettore  adulto. È pronto a meravigliarsi? E ad accollarsi la «scomodità» di  essere sorpreso con un Topolino sotto il braccio, in strada, in ufficio,  all'università? Forse il gioco vale la candela. Perché un «onesto  adulto» potrebbe scoprire, con il nostro eroe, il mistero dei Dolmen e  quello di Atlantide. E perché no, rivivere la guerra di Troia, o la  leggenda di Re Porsenna. O scaraventarsi nel Medioevo di Topan il  Barbaro e Sir Pippoldo, tra dame, castelli e cavalcate a perdifiato...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-C7fMyVUuEIE/TWmNiauiuwI/AAAAAAAAFC4/riImul3KLYM/s1600/mottura_italiariunita.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="307" src="https://lh5.googleusercontent.com/-C7fMyVUuEIE/TWmNiauiuwI/AAAAAAAAFC4/riImul3KLYM/s320/mottura_italiariunita.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non sono ammesse scuse, anche perché cambiare epoca sarebbe un' autentica bazzecola: basta entrare, con Pippo e Topolino, nella macchina  del tempo creata dal Professor Zapotec. Krack! Pit! Woooschhh! Una  leva, un tasto, e via, nel vortice spaziotemporale, a svelare enigmi e  disseppellire verità storiche, nel gioco innocente e irriverente dei  cortocircuiti disneyani. Perché il sorriso della Gioconda, tenue e  impercettibile, ha una sola plausibile spiegazione: Leonardo ha un  complesso, è convinto di non saper disegnare i denti! Mentre l'esplosiva novità della musica di Mozart dipende dal fatto che il  viennese, nel 1782, suona già il rock con la sua «band», ma lo fa di  nascosto, perché sa che quella musica «è troppo futuristica per il  pubblico di oggi!». E Nostradamus? Come fa a predire il futuro, con le  sue quartine, nel lontano Cinquecento? Semplice: da ragazzino il  pastorello Michel de Notre-Dame ha fatto un salto in avanti nel tempo,  perché Pippo e Topolino se lo sono «riportato» per sbaglio nel presente.  E tornando indietro nei secoli ha fatto scorta di appunti...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-f8VO0YijR4U/TWmOj3nAmGI/AAAAAAAAFDI/y3UnbXLdy_c/s1600/zapotec.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="https://lh5.googleusercontent.com/-f8VO0YijR4U/TWmOj3nAmGI/AAAAAAAAFDI/y3UnbXLdy_c/s200/zapotec.gif" width="158" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forse non  tutti sanno che la macchina di Zapotec nasce a Milano: è infatti sul  «Topolino» settimanale, allora edito dalla Mondadori, che debutta il  marchingegno, nel 1985. Curiosamente, l'idea viene a due autori che  lavoravano l' uno a insaputa dell'altro: «Erano Giorgio Pezzin e Bruno  Concina», racconta Massimo Marconi, all'epoca caposervizio  sceneggiature del giornalino, «e l'espediente dei viaggi nel tempo  rispondeva all'esigenza di rinnovare il personaggio, che nel suo  presente, a Topolinia, era un po' prigioniero di una realtà ripetitiva.  Ecco: spostandolo nelle diverse epoche storiche lo abbiamo liberato». Il  primo di questi viaggi nel tempo fu Topolino e il segreto della  Gioconda, per i disegni di Massimo De Vita, che ebbe subito uno  straordinario successo. «Non se ne poteva più di sentirsi dire  "Preferisco Paperino"», osserva Luca Boschi, giornalista-fumettista ed  esperto disneyano, «eppure era proprio così: il Topo era imbalsamato nel  suo ruolo di tutore della legge, a fianco del commissario Basettoni,  impigliato in trame giallistiche dove appariva molto riflessivo, molto  più Sherlock Holmes, e molto meno &lt;i&gt;hard boiled&lt;/i&gt;».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-uqYKNqtmpQU/TWmNpEn40iI/AAAAAAAAFC8/Hu9E-vZ4IVE/s1600/mayflower-099finale.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh6.googleusercontent.com/-uqYKNqtmpQU/TWmNpEn40iI/AAAAAAAAFC8/Hu9E-vZ4IVE/s320/mayflower-099finale.gif" width="310" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Insomma, ci voleva un  po' di Storia per restituire smalto alle storie del Topo. Più azione e  meno congetture: ed ecco il nostro partecipare alla battaglia di Alamo,  alle prime rivolte degli americani, a Boston, contro gli inglesi, all'impresa del Mayflower. La vittoria di Napoleone a Marengo, nonostante  gli errori tattici del futuro Imperatore, è risolta proprio dall'intraprendenza di Pippo e Topolino, che recuperando un carico di  vettovaglie rubate consentono al cuoco Le Coq di cucinare prelibatezze  il cui aroma attira all'accampamento le truppe di Desaix, in precedenza  incautamente congedate dal generale còrso. Ancora Napoleone se la  prende con Topolino: «Sei un giornalista pettegolo!», grida al  viaggiatore nel tempo, reo di avere scoperto i suoi complessi e difetti:  il condottiero indossa stivaletti truccati, per sembrare più alto, ai  suoi ufficiali racconta sempre le stesse barzellette, e con la mano  infilata nell'abbottonatura della divisa non fa che tenere il pettine  con cui nascondere l'incipiente calvizie, aggiustandosi il ciuffo di  qui e di là.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-LpILlaiBSJ0/TWmOIMRJE3I/AAAAAAAAFDE/_5ZNwEGc9tA/s1600/it_sud_022a_001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh3.googleusercontent.com/-LpILlaiBSJ0/TWmOIMRJE3I/AAAAAAAAFDE/_5ZNwEGc9tA/s320/it_sud_022a_001.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A spasso nel tempo anche l'antagonista del Topo,  Gambadilegno, cambia faccia. È Gamboski, un trafficante di tessuti,  negli Stati Uniti del Settecento. È Jack Gambon, giornalista al soldo  degli inglesi, in Intervista a George Washington. Per poi tornare col  suo nome negli anni Venti, come delinquente-attore scritturato dalla  Tetro Goldwin Meyer... E Pippo si scopre intraprendente e coraggioso nel  suo alter ego Indiana Pipps, archeologo in perenne rivalità con il  perfido collega Edward G. Ampollion. Lo stesso Disney amava lasciarsi  spiazzare dagli animali, che descriveva come «le persone più  affascinanti che ho conosciuto». «Guardate loro e capirete voi stessi»,  diceva ancora in quell'intervista del 1966, poco prima di morire,  perché «gli umani sono soltanto animali che vanno all'università, e  quando piove aprono l'ombrello».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-8Xcblw3cHYg/TWmNsyPR-wI/AAAAAAAAFDA/0a87jz2yy6U/s1600/mottura_italiariunita3.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="156" src="https://lh6.googleusercontent.com/-8Xcblw3cHYg/TWmNsyPR-wI/AAAAAAAAFDA/0a87jz2yy6U/s320/mottura_italiariunita3.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6985788436104112963?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6985788436104112963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6985788436104112963&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6985788436104112963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6985788436104112963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/viaggi-nel-tempo-con-topolino-e-pippo.html' title='Viaggi nel tempo con Topolino e Pippo. Non è soltanto un gioco per ragazzi &lt;br&gt; Corriere della Sera Cultura, pag 34, 21 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-jbVhN5nfHsg/TWmNc6Av22I/AAAAAAAAFC0/KAU_fcCyCyU/s72-c/mottura_italiariunita2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2315413295747993562</id><published>2011-02-26T23:41:00.001+01:00</published><updated>2011-02-27T00:44:41.840+01:00</updated><title type='text'>Bozzetti di genio  Max.it, home page, 17 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/02-2011/02wo_fumettispiegelman-3044978052.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="https://lh3.googleusercontent.com/-xKwQbwfknOY/TWmAsTwsMeI/AAAAAAAAFCo/KEPsKCYiu8Q/s320/Spiegelman_Max.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Art Spiegelman pubblica con Einaudi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Be a nose!&lt;/span&gt; un'elegante raccolta di schizzi e tavole: tre  volumi di formato diverso tenuti insieme da una cinghia rossa&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;«In un caffè beatnik, un aiuto cameriere tonto si strugge per  diventare un artista in modo da riuscire a rimorchiare qualche ragazza.  Prima di diventare un pluriomicida tenta la via della scultura,  plasmando disperatamente una massa informe di creta e borbottando 'Sii  un naso! Sii un naso!!!'. Ho sempre pensato che questa scena di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un secchio di  sangue&lt;/span&gt;, film horror di Roger Corman del 1959, sia in assoluto la  rappresentazione più precisa del mio processo creativo». Parola di Art  Spiegelman, l'autore di  &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maus" target="_blank"&gt;Maus&lt;/a&gt;, ovvero: l'Olocausto incarnato da gatti-nazi e  topi-ebrei. Il 63enne fumettista newyorchese - ma è nato a Stoccolma da  ebrei scampati alla Shoah – esce anche in Italia  con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;BE A NOSE! &lt;/span&gt;(Einaudi),  curiosa ed elegante raccolta di schizzi: tre volumetti diversi per  formato ed epoca di realizzazione, tenuti insieme con un cinghione rosso  che fa molto anni '70 (l'ultima volta che ne avete visto uno era in una  puntata di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saranno famosi&lt;/span&gt;, probabilmente).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Confezione curiosa e allettante per un'opera che l'autore – premio  Pulitzer nel 1992 proprio per Maus – neppure voleva pubblicare. Art dice  di non avere “la costanza” per curare un quaderno di schizzi. Il  maestro-fondatore (secondo molti) della graphic novel (il fumetto-romanzo,  adulto, non-seriale) ha delle strane nevrosi che gli impediscono di  darsi compiutamente alla taccuino- mania. «Riempio una pagina. Se il  risultato mi piace, ho paura di farne un'altra e rovinare tutto», scrive  nel fascicoletto che accompagna e presenta i tre quadernetti. «Peggio  ancora, se il disegno non mi piace metto il quaderno da parte per non  imbrattarlo ulteriormente». Bene: ciò che resta di cotanto, tenero  scrupolo è in questi tre taccuini.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-8zYuvf5pCes/TWmBDzaGmdI/AAAAAAAAFCs/ZMBmrLeqm70/s1600/Art_Spiegelman_Be_a_Nose.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="https://lh3.googleusercontent.com/-8zYuvf5pCes/TWmBDzaGmdI/AAAAAAAAFCs/ZMBmrLeqm70/s320/Art_Spiegelman_Be_a_Nose.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;BE&lt;/span&gt;  risale al 1979, quando Art se ne venne in Europa e visitò la Polonia  per le ricerche relative a Maus. Taccuino di viaggio e di pensieri, dove  subito spicca una vignetta cattivissima dedicata a suo padre Vladek.  «Sto morendo, portatemi all'ospedale...», dice il tirchissimo  protagonista di Maus, «ma prima passiamo in banca». E poi un  autoritratto di Art che legge Kafka, e sopra c'è scritto: «10-23-79. i  miei genitori hanno passato un anno ad Auschwitz. Io sto per passarci  una notte...». Notevole anche pagina 59: un tipo massiccio in  giacca-cravatta regge un cartello dove c'è scritto BAD DRAWING, e  intanto butta l'occhio dentro un bicchiere gigante, che contiene chissà  che drink, con tanto di cannuccia e limone. Intorno c'è pieno di ometti,  col fucile, col pugnale, o semplici astanti. In fondo un carrarmato e  qualche palazzone oblungo e pendente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-Ta6Fkg5V5dU/TWmBH9pPQuI/AAAAAAAAFCw/IL9x9JdKNPU/s1600/Art-Spiegelman-Three-new--001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Ta6Fkg5V5dU/TWmBH9pPQuI/AAAAAAAAFCw/IL9x9JdKNPU/s320/Art-Spiegelman-Three-new--001.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;A&lt;/i&gt; data 2007. Il tratto di Spigelman si è fatto più morbido e  disinvolto, temi e soggetti incrociano Bruegel e John Lennon, morte e  non-sense. Splendido, qui, l'autoritratto “psicanalitico” che data  3-26-07, e che apre il &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=EemERwpa9Zg&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;trailer &lt;/a&gt;della versione americana della raccolta. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Megalomaniac  with an inferiority complex&lt;/span&gt;, è il titolo-didascalia: nel cono  d'ombra dietro la nuca del 'grande autore' siede affranto il suo alter  ego, piccino e complessato. Ma lo schizzo più bello, brioso ed elegante è  forse quello del 1 maggio 2007, dove nella stanza di una casa borghese  un damerino stempiato azzarda un dito sul petto sovrabbondante di una  bella dama compiacente, ma rigidissima. Intorno gli immancabili cani, un  gattone, un pennuto e un pupazzotto che fa il verso a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Yellow Kid&lt;/span&gt;  (fumetto americano di fine '800)... mentre da una finestra si  affacciano i grattacieli di New York. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chiudiamo con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;NOSE&lt;/span&gt;. Anno di grazia 1983: Spigelman ha da poco fondato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Raw&lt;/span&gt;,  rivistone d'avanguardia al quale contribuirono Burns, Crumb, Muňoz,  Marisal e Tardi tra gli altri. Qui i suoi schizzi sono densi,  acquerellati, pastosi, immaginifici. Spiccano un faccione giallo con  quattro contorni rossi, e il ricordo di una vacanza in Umbria, con Burns  e rispettive mogli. Da sfogliare più volte, la sera, per rifarsi gli  occhi da tutte le brutture che vedete di giorno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;BE A NOSE!, di Art Spiegelman, Einaudi Stile Libero Extra, pp. 270,  30 euro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2315413295747993562?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2315413295747993562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2315413295747993562&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2315413295747993562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2315413295747993562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/bozzetti-di-genio-maxit-home-page-17.html' title='Bozzetti di genio &lt;br&gt; Max.it, home page, 17 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-xKwQbwfknOY/TWmAsTwsMeI/AAAAAAAAFCo/KEPsKCYiu8Q/s72-c/Spiegelman_Max.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6233245662986222474</id><published>2011-02-26T23:27:00.001+01:00</published><updated>2011-02-27T19:31:06.954+01:00</updated><title type='text'>Per Zagor 50 candeline, Nathan ne spegne 20  Corriere della Sera Milano, pag 15, 10 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/febbraio/10/Per_Zagor_candeline_Nathan_spegne_co_7_110210050.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="155" src="https://lh3.googleusercontent.com/-k38pR8f6-fc/TWl-LO45wjI/AAAAAAAAFCk/_D9P72rVQW4/s320/zagorcd.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="right" id="rectangle right" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;OAS_AD('Bottom1');&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È tempo di anniversari in casa Bonelli dove si festeggiano i 50 anni  di Zagor (foto, a destra) e i 20 di Nathan Never (a sinistra).  Ricorrenza che verrà celebrata a «Fumettopoli», il salone-mercato del  fumetto che si terrà il 19 e 20 febbraio all' Ata Hotel Executive (v.le  don Sturzo 45). Quotazioni in rialzo per i numeri 1 delle due collane.  «Il primo Zagor varia dai 500 ai 1.000 euro, mentre il primo Nathan è  sui 15 euro», la stima della fumetteria «Supergulp!». Zagor, nel formato  «striscia», apparve nel giugno 1961: il creatore Sergio Bonelli scrisse  i testi per le matite di Gallieno Ferri e, curiosamente, l' aiutante  Cico compariva prima del protagonista. Nathan Never nasce invece nel  giugno 1991: gli ideatori sono Antonio Serra, Michele Medda e Bepi  Vigna. Nathan è un investigatore in un futuro plausibile, fatto di  megalopoli e mass media invadenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6233245662986222474?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6233245662986222474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6233245662986222474&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6233245662986222474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6233245662986222474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/per-zagor-50-candeline-nathan-ne-spegne.html' title='Per Zagor 50 candeline, Nathan ne spegne 20 &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 10 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-k38pR8f6-fc/TWl-LO45wjI/AAAAAAAAFCk/_D9P72rVQW4/s72-c/zagorcd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-207482878801121586</id><published>2011-02-26T23:02:00.001+01:00</published><updated>2011-02-26T23:21:48.131+01:00</updated><title type='text'>Martin Mystère alle Cinque Giornate: miracoli del fumetto  Corriere della Sera Milano, pag 15, 10 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/11_febbraio_10/martin-mystere-cinque-giornate-fumetto-bonelli-malara-181436155444.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh3.googleusercontent.com/-sdDiiP8t-ok/TWl3VhAjY6I/AAAAAAAAFCY/6wfw2g72uMg/s320/copertina+colori.jpg" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ai giorni nostri una pattuglia di B-52 sorvola il cielo di Milano.  Frotte di giovanotti escono dalle auto targate Austria e raggiungono i  rifugi, mentre suona l'allarme della contraerea. Ma chi bombarda la  Madunina? Sarà il Regno di Sardegna, o lo Stato della Chiesa? Ma  soprattutto, in che razza di incubo ci troviamo?! «Beh, senza l'Unità  d'Italia avremmo potuto frammentarci in decine di stati diversi, in  guerra fra di loro per le materie prime», risponde Alfredo Castelli, che  il singolare bombardamento lo ha sceneggiato nel fumetto «Il Naviglio  battagliero», otto tavole disegnate da Alfredo Orlandi, che vengono  presentate questa sera dall'Associazione Amici dei Navigli. Il  protagonista del fumetto è Martin Mystère: il detective-archeologo sta  mangiando cassoeula all'Osteria del Cappello, con il fido Java, quando  un avventore un po' invadente inizia a raccontare di quando, durante le  Cinque Giornate del 1848, si rese protagonista dell'assalto a un  deposito di munizioni. La surreale vicenda include un esempio di «futuro  mancato», dove appunto Castelli immagina che la battaglia non ci sia  mai stata, e che Milano affronti altre guerre, ancora sotto il dominio  asburgico.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-zRBTIHsNcpk/TWl4Mx4bZKI/AAAAAAAAFCc/GAAQ9dOR9_M/s1600/mm2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="243" src="https://lh4.googleusercontent.com/-zRBTIHsNcpk/TWl4Mx4bZKI/AAAAAAAAFCc/GAAQ9dOR9_M/s320/mm2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;«Lo scontro che raccontiamo c'è stato davvero», spiega  Castelli, «la notte del 21 marzo 1848 sessanta patrioti conquistarono  una casermetta presidiata da un corpo di croati, e lo fecero solcando in  barca il Naviglio, fino al tratto di via Santa Sofia, oggi coperto».  Nel fumetto i protagonisti parlano in dialetto milanese, e raccontano  che i ribelli «izsigaven a fumàa no», cioè istigavano a non fumare, per  non pagare la tassa sul tabacco al governo di Vienna. E che i patrioti  di Santa Sofia, in confronto alle truppe dell'Imperatore, erano «dumà  quater strasciùn», soltanto quattro scalmanati. Gergalità e precisione  storica. «Il titolo riprende quello di un articolo dello scrittore  Giuseppe Sacchi, apparso nel 1886», racconta il presidente  dell'Associazione Amici dei Navigli, Empio Malara, che ha ideato la  pubblicazione, realizzata con Sergio Bonelli editore. Martin Mystère  aveva già «lavorato» per gli Amici dei Navigli, in due albetti del '95  («Se a Milano ci fosse il mare») e del 2001 («In viaggio sui Navigli»).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-t1WMwcDipUo/TWl8j2BF9GI/AAAAAAAAFCg/CVhdYe4gUHk/s1600/Quarta+di+copertina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh6.googleusercontent.com/-t1WMwcDipUo/TWl8j2BF9GI/AAAAAAAAFCg/CVhdYe4gUHk/s320/Quarta+di+copertina.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;«Nell'albo  riproponiamo il testo della lapide che lo stesso Sacchi scrisse per  celebrare le battaglie del Naviglio, che furono più d'una», aggiunge  Malara. Usavano le barche, ma anche le mongolfiere, i patrioti, e nel  fumetto le vediamo. «Piccoli palloni con messaggi alle campagne: se il  vento spirava nel senso giusto i milanesi le mandavano in cielo», dice  Castelli. Sergio Bonelli ricorda che questa storia «è un gioco, anch'io  sono tra gli Amici dei Navigli. Al Risorgimento prediligo i cangaceiros  del Brasile, ma mi trovo a mio agio anche in trattorie come quella del  fumetto», dice l'editore. Chissà che il fumetto non contribuisca al  progetto dell'Associazione: riattivare il Naviglio da via Conca del  Naviglio alla Darsena. Missione non impossibile, che i promotori  prevedono di «felice conclusione». Dopo 163 anni il Naviglio è ancora  battagliero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-207482878801121586?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/207482878801121586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=207482878801121586&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/207482878801121586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/207482878801121586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/ai-giorni-nostri-una-pattuglia-di-b-52.html' title='Martin Mystère alle Cinque Giornate: miracoli del fumetto &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 10 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-sdDiiP8t-ok/TWl3VhAjY6I/AAAAAAAAFCY/6wfw2g72uMg/s72-c/copertina+colori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3516882764439820347</id><published>2011-02-26T22:37:00.005+01:00</published><updated>2011-02-26T22:52:26.895+01:00</updated><title type='text'>Addio a Tura Satana, regina del genere «sexploitation»  Corriere.it, home page, 6 febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_febbraio_06/tura-icona-trevisani_561c51f4-3229-11e0-a054-00144f486ba6.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-E3TYDNCQSqs/TWl0DtY1XHI/AAAAAAAAFCQ/AIOOGktZR24/s320/1.JPG" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Fu&amp;nbsp;tra le primissime fidanzatine di Elvis Presley, divenne un'icona del genere sexploitation, B-movies americani degli anni Sessanta, scollacciati e schizofrenici, e Quentin Tarantino ne era talmente affascinato da ispirarsi al suo personaggio per il ruolo della Sposa, affidato a Uma Thurman nella saga di&amp;nbsp;Kill Bill!. È morta venerdì sera, a Reno, in Nevada, l'attrice Tura Satana, che fu Varla nel cult movie&amp;nbsp;Faster, Pussycat! Kill! Kill!, diretto da Russ Meyer nel 1965.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;TURA&amp;nbsp;- Tura Luna Pascual Yamaguchi aveva 72 anni, essendo nata a Hokkaido, in Giappone, nel 1938 - ma alcune fonti dicono 1935 - da un attore giapponese dell'era del muto, mentre sua madre aveva origini cheyenne, irlandesi e scozzesi. Proprio a causa della nazionalità del padre, Tura, ancora piccola, fu internata con la famiglia nel campo di concentramento di Manzanar, in California, dove negli anni della Seconda guerra mondiale vennero rinchiusi oltre 110 mila americani originari del nemico Giappone.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-Eb6h2wS_wW0/TWl0_rxw2jI/AAAAAAAAFCU/miGja3QYh80/s1600/8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="272" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Eb6h2wS_wW0/TWl0_rxw2jI/AAAAAAAAFCU/miGja3QYh80/s320/8.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;RUSS&amp;nbsp;MEYER&amp;nbsp;- Tura Satana deve la sua fama al film di Meyer, dove appare in stivali, guanti e maglia nera aderente, e interpreta una spogliarellista a capo di una gang che include altre due giunoniche ragazzotte, Billie e Rosie, a caccia di soldi e guai nel deserto solcato a bordo di potenti automobili. Tra piccoli ranch e stazioni di servizio le tre delinquenti sequestrano, uccidono e riempiono di botte una serie di malcapitati. Varla combatte a colpi di karate, in un film che in breve tempo divenne un mito per le femministe degli anni Sessanta (Varla e soci picchiano soprattutto gli uomini, e nella storia compare un ragazzo massiccio, il Vegetale, incapace di parlare e rapportarsi con l'altro sesso). Ma soprattutto&amp;nbsp;Faster Pussycat!&amp;nbsp;divenne un cult dei B-movies: lo stesso Tarantino da tempo vorrebbe girare un remake della pellicola, e per la parte di Varla avrebbe pensato a Britney Spears. Il film ispirò anche il video di un celebre pezzo della rock band svedese dei Cardigans,&amp;nbsp;My Favourite Game, dove la cantante Nina Persson guida nel deserto a velocità pazza, in completo nero e guanti, proprio come Varla.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-c5Af0yYAKWs/TWlz_NROMUI/AAAAAAAAFCM/vV81_2rpnd0/s1600/12.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="253" src="https://lh4.googleusercontent.com/-c5Af0yYAKWs/TWlz_NROMUI/AAAAAAAAFCM/vV81_2rpnd0/s320/12.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;VARLA&amp;nbsp;- Dopo il suo primo successo Tura comparve in altri B-movies, come&amp;nbsp;The Astro-Zombies(1968) e&amp;nbsp;The Mark of Astro-Zombies&amp;nbsp;(2002). Ma la sua notorietà resta legata alla figura vampiresca di Varla, e alla storia d'amore con Elvis Presley: la ex groupie Pamela Des Barres ha intervistato Tura nel libro&amp;nbsp;Let’s Spend the Night Together, dove si racconta che The Pelvis, appena 17enne, restò affascinato a guardare uno spettacolo dell'allora ventenne Satana, per «il modo in cui lei muoveva il suo corpo e teneva in ostaggio i marinai, come oggetti sessuali». La leggenda vuole che Tura abbia insegnato a Elvis come si bacia una donna, e che fino alla fine dei suoi giorni abbia indossato l'anello che lui le regalò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;INFANZIA DIFFICILE&amp;nbsp;- L'infanzia difficile dell'attrice, dopo l'internamento in California, era proseguita a Chicago, in un quartiere che lei definiva «un po' italiano, ebreo e polacco, praticamente il sobborgo mafioso della città». Tura stessa, nel suo sito online, raccontava di come a scuola fosse diventata campionessa di atletica, e venisse a lungo discriminata e maltrattata dalle compagne, a causa delle sue origini, finché debuttò come modella di nudo e ballerina. Nel 1963 arrivò il primo ruolo al cinema – è una prostituta in una breve scena di&amp;nbsp;Irma la dolce&amp;nbsp;– poi la fama imperitura con il film di Meyer. Coi suoi pantaloni attillati, il seno debordante e quello sguardo da carogna. Indimenticabile.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3516882764439820347?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3516882764439820347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3516882764439820347&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3516882764439820347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3516882764439820347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/02/addio-tura-satana-regina-del-genere.html' title='Addio a Tura Satana, regina del genere «sexploitation» &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 6 febbraio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-E3TYDNCQSqs/TWl0DtY1XHI/AAAAAAAAFCQ/AIOOGktZR24/s72-c/1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6444628464967049947</id><published>2011-01-31T02:20:00.010+01:00</published><updated>2011-02-26T22:52:47.350+01:00</updated><title type='text'>NUVOLETTE RISORGIMENTALI  Corriere.it, home page 28 gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/unita-italia-150/11_gennaio_27/unita-italia-fumetti-trevisani_1e2d3bf8-2a56-11e0-88f8-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="241" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYO_XWpxFI/AAAAAAAAFB4/0BHLxZXjQ_s/s320/15.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;MILANO&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&amp;nbsp;- Garibaldi, Mazzini e Cavour. Mameli, Bixio, Vittorio Emanuele. D’accordo, l’Unità d’Italia, che quest’anno «compie» centocinquant’anni, fu affare da re e condottieri: grandi gesta, grandi ingegni, grandi scenari internazionali. Ma fu pure questione di gente umile, piccina, invisibile ai «radar» della storiografia più classica. Personaggi che le matite di alcuni assi del fumetto nostrano, per le sceneggiature di Francesco Artibani, sono andati a pescare in fondo al mare della storia, come perle che riaffiorano incrostate di sale, nell'allure malinconica e tenera di quella che il fumettista americano Will Eisner chiamava «arte sequenziale». E si intitola &lt;i&gt;150 Unità d’Italia&lt;/i&gt;, la collana il cui primo volume,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;Il lungo cammino&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;, è in edicola dal 27 gennaio in allegato ai settimanali&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;Il Giornalino&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;&lt;i&gt;Famiglia Cristiana&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; line-height: 21px;"&gt;(il secondo e ultimo volume esce il 3 febbraio).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYLVomOC6I/AAAAAAAAFBk/dzkeLOdc-58/s1600/GITA+SCOLASTICA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="115" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYLVomOC6I/AAAAAAAAFBk/dzkeLOdc-58/s320/GITA+SCOLASTICA.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-width: 0px; font-style: inherit; margin: 0px 0px 1em; outline-width: 0px; padding: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;CONQUISTA E LIBERTA'&amp;nbsp;- Non solo Risorgimento, nei fumetti editi dai Paolini, ma la descrizione di «momenti in cui si è fatta la nostra storia, tra due poli magnetici: conquista e libertà», dice il direttore del&amp;nbsp;&lt;i&gt;Giornalino&lt;/i&gt;, padre Stefano Gorla. Ecco quindi le chine e gli acquerelli di Toppi, Mastantuono, Cavazzano, Frisenda, Ambrosini, Milazzo, Nizzoli, a raccontare di antichi sardi che nel 236 a. C. si organizzano per difendere l'Isola dall'invasione dei romani; di bersaglieri che, dopo la breccia di Porta Pia, percorrono incantati le strade di Roma, in un tempo sospeso; di uomini che a Caporetto, o nella Firenze che insorge contro i tedeschi nel 1944, devono scegliere tra gli affetti e gli ideali. Ma il Risorgimento a fumetti è anche guerriglia fratricida, nelle chine dolenti e nei colori sapidi de&lt;i&gt;&amp;nbsp;Il brigante Grossi e la sua miserabile banda&lt;/i&gt;, di Michele Petrucci (Tunuè). L'autore narra la storia di Terenzio Grossi, un contadino marchigiano che all’arrivo dei Savoia rifiuta la leva obbligatoria e si dà alla macchia con altri compari, delusi dal nuovo regime. La «banda Grossi», fra assassinii, stupri e furti, fu il terrore del pesarese negli anni 1860-62. Finché Terenzio fu tradito e ucciso alle spalle, proprio come Jesse James.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYKuJYlhjI/AAAAAAAAFBg/yMgWgaWpCd0/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYKuJYlhjI/AAAAAAAAFBg/yMgWgaWpCd0/s200/3.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;CONTADINI E SUPERPOTERI - Ben diverso è lo scenario di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Soldato Regio&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;, un mix di kolossal e fantascienza. «Paolo Ferrari è un contadino piemontese di metà Ottocento che scopre di avere superpoteri straordinari: ha una forza incredibile, se gli spari la ferita si rimargina, ed è capace di respirare sott'acqua», spiega Simone Sarasso, che ha scritto la storia per i disegni di Daniele Rudoni. «Ferrari deve partire soldato, e va nel sud a combattere il brigantaggio con le truppe sabaude», prosegue Sarasso. Maschera di cuoio, pugno d'acciaio, Soldato Regio – come lo battezza il comandante Cialdini -  gioca d'azzardo con la storia. È proprio lui, nel 1870, a sfondare a mani nude la breccia di Porta Pia, in questo fumetto ancora in cerca di editore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUaOoY573rI/AAAAAAAAFB8/JIe93-nnFss/s1600/24.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUaOoY573rI/AAAAAAAAFB8/JIe93-nnFss/s320/24.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;GARIBALDI COWBOY - Scanzonato e surreale, invece, è il Risorgimento di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Garibaldi - Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovini menti&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Verdana Bold',sans-serif;"&gt;, di Tuono Pettinato (Rizzoli Lizard), dove l'eroe dei due mondi è un pupazzetto entusiasta e buffissimo, con quattro dita per mano in puro stile Disney. «È il momento, fatemi invadere qualcosa!», dice Giuseppe salpando da Quarto alla volta della Sicilia borbonica. E nel fumetto del pisano Andrea Paggiaro – vero nome di Tuono – Garibaldi sogna di uccidere in duello Pio IX e Cavour, a colpi di fucile. «È con questa che si fanno le guerre!», dice il Conte, ferito a terra, mostrando a Garibaldi la piuma d'oca, “arma” per eccellenza di ogni armistizio. E Giuseppe lo fulmina: «Quando un uomo con la penna incontra l'uomo col fucile... L'uomo con la penna è un uomo morto!». «In effetti Garibaldi era un po' cowboy», dice l'autore, «e nel creare il personaggio mi sono comunque rifatto agli studi di Denis Mack Smith, che descrive un uomo animato da buonissime intenzioni, ma parecchio impulsivo, capace di gettarsi a corpo morto in situazioni ben più grandi di lui». Fumetti da ridere, ma a prova di... verifica storica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-width: 0px; font-style: inherit; margin: 0px 0px 1em; outline-width: 0px; padding: 0px; text-align: center; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYLkaNutQI/AAAAAAAAFBo/d-f62HVmbmM/s1600/9.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6444628464967049947?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6444628464967049947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6444628464967049947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6444628464967049947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6444628464967049947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/01/nuvolette-risorgimentali-corriereit_3506.html' title='NUVOLETTE RISORGIMENTALI &lt;br&gt; Corriere.it, home page 28 gennaio 2011'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TUYO_XWpxFI/AAAAAAAAFB4/0BHLxZXjQ_s/s72-c/15.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5442192846629177046</id><published>2011-01-08T01:55:00.003+01:00</published><updated>2011-01-08T03:25:45.092+01:00</updated><title type='text'>BARICCO A STRISCE  D La Repubblica delle donne, N. 716, 23 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TSe1w2G8mqI/AAAAAAAAFBU/d9Oz6MQ-dPo/s1600/SENZASANGUE001.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TSe1w2G8mqI/AAAAAAAAFBU/d9Oz6MQ-dPo/s320/SENZASANGUE001.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Ops! Una dimenticanza dal 2010! Il &lt;a href="http://data.kataweb.it/storage/periodici/dweb/pdf/716/DON_128_129.pdf"&gt;mio pezzo per D sul fumetto &lt;i&gt;Senza sangue&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, tratto dal romanzo omonimo di Alessandro Baricco! Beh, il mio nuovo lavoro di redattore per due settimanali di gossip e spettacoli, che svolgo dal giugno 2010 per la GVE, mi porta via del tempo. Le testate si chiamano &lt;i&gt;Top &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Vero&lt;/i&gt;. La cosa, contrariamente a quanto pensa la quasi totalità delle persone che mi conoscono - o credono di conoscermi, magari come uno snob - mi piace e mi realizza.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Ho imparato molto a livello di titolazione, impaginazione, edizione di un giornale. E poi mi sto un pochino aggiornando su quello che è il mondo dell'entertainment mainstream, che neppure fa male.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Infine fa piacere intervistare professionisti che non disegnano e non sceneggiano, ma che comunque si chiamano Aldo Grasso, Giuliana De Sio, Fioretta Mari, Martina Colombari, Paolo Bonolis. E' curioso entrare nel mondo delle stelline come Marika Fruscio, o delle deb come Melissa Castagnoli, e sfiorare coi miei occhi gli occhi di Nicoletta Romanoff. E farle "la domanda che non si deve fare". Quella sfrucugliante, quella sulla "vita privata". Tutto questo mi porta via tanto tempo, quello diuturno soprattutto, ma non mi ha staccato dalla passione e dalla voglia di parlare di fumetti sui giornali cosiddetti "seri". Ed ecco il pezzo su Baricco.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TSe191O8WRI/AAAAAAAAFBY/IUUBzqq88S4/s1600/senza-sangue-baricco-faraci-ripoli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="249" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TSe191O8WRI/AAAAAAAAFBY/IUUBzqq88S4/s320/senza-sangue-baricco-faraci-ripoli.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una donna, la vendetta, una guerra che non vuole finire. Una storia di rancore e crudeltà, sotto la quale scorre una vena di romanticismo. Alessandro Baricco ha affidato il suo romanzo &lt;i&gt;Senza sangue &lt;/i&gt;(Rizzoli, 2002) alla sceneggiatura di Tito Faraci e ai disegni di Francesco Ripoli: ne è nato un fumetto edito dalla torinese BD (sarà presentato a Lucca Comics and Games, 29/10- 1/11). Protagonista è Nina, che da bambina, in casa, assiste all'omicidio del padre e del fratello da parte di alcuni uomini armati, ma scampa all'eccidio rannicchiandosi in una botola. Uno degli assassini, il giovane Tito, la trova, ma le risparmia la vita, facendo finta di nulla. In età matura Nina rintraccia Tito, ormai anziano, e lo costringe a ricordare con lei il passato. "Nina è divisa tra rancore e gratitudine, e alla fine la sua scelta è senza sangue", dice Faraci, milanese, 45 anni, che ha scritto per Dylan Dog e Lupo Alberto, fra gli altri. "Con Baricco c'è un'amicizia che nasce dalla stima", racconta, "mi ha spronato a fare modifiche, a cercare la mia strada in una storia dove Nina è la sola donna fra uomini buoni, cattivi, comunque tutti perdenti. Lei invece ha un ruolo forte e simbolico. Come gli scenari e gli oggetti che ho scelto per il libro: auto e armi, ad esempio, vengono da epoche diverse, senza scrupoli di filologia. In fin dei conti, questo è un testo romantico, e serviva un segno all'altezza delle emozioni". Il disegnatore è Francesco Ripoli, 39 anni di Livorno, con Marco Rizzo già autore del fumetto-inchiesta &lt;i&gt;Ilaria Alpi, il prezzo della verità&lt;/i&gt; (BeccoGiallo). "Ho disegnato tutto a matita", dice l'artista, "per rendere la ruvidezza degli eventi, ma anche la morbidezza di alcune figure, come quella di Nina. Le ho dato il volto di mia madre: tondo, latino, come i luoghi e i nomi&amp;nbsp;di questa storia" (edizionibd.it).&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5442192846629177046?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5442192846629177046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5442192846629177046&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5442192846629177046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5442192846629177046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2011/01/baricco-strisce-d-la-repubblica-delle.html' title='BARICCO A STRISCE &lt;br&gt; D La Repubblica delle donne, N. 716, 23 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TSe1w2G8mqI/AAAAAAAAFBU/d9Oz6MQ-dPo/s72-c/SENZASANGUE001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8815242898785088724</id><published>2010-11-22T03:33:00.001+01:00</published><updated>2010-11-22T03:33:31.458+01:00</updated><title type='text'>Blankets diventa grande  Max.it, home page, 11 novembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/11-2010/11wo_blankets-20577843445.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnVJLqpJjI/AAAAAAAAFBE/pOpuIrZa528/s320/Cop+blankets300dpi.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;599 PAGINE E RIEDIZIONE SUPERLUSSO PER UN CLASSICO DELLA GRAPHIC NOVEL FIRMATO CRAIG THOMPSON © CRAIG THOMPSON 2010, 2003&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Saltare la messa. Saltare le ore di scuola. Saltare sulla neve, correre fuori con tuo fratello, dopo aver disegnato con lui per ore, in un tempo sospeso. E poi, la notte, ranicchiarsi con lui nel lettone che è troppo freddo d'inverno, e troppo caldo d'estate, nella campagna del Wisconsin. Forse è questa la felicità: essere leggeri. Scrollarsi di dosso tutte quelle incombenze, l'educazione miserabile che ti hanno dato. Soprattutto la felicità, quando cresci e ti spuntano i brufoli, è incontrare Raina, e dormire con lei. Ma la sveglia va messa alle sei, per tornare nella stanza degli ospiti, e far finta che non è successo niente. Perché i suoi genitori sono molto cristiani, come i tuoi, del resto, che da lei, nel Michigan, non ti avrebbero mai mandato per quella vacanza, se solo avessero saputo che Raina è “più di un'amica”. E quando l'amore svanirà, di lei, da grande, ti resterà quella magnifica coperta che ha cucito per te.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Raina e Craig sono i protagonisti di &lt;i&gt;Blankets&lt;/i&gt; (Rizzoli Lizard, prefazione di Luca Sofri), dell'americano &lt;a href="http://www.dootdootgarden.com/"&gt;Craig Thompson&lt;/a&gt;: 599 pagine di pura meraviglia a fumetti, in una riedizione elegante e lussuosa, per quello che oramai è un classico della graphic novel. Nel racconto dell'infanzia dell'autore ecco il campo invernale coi preti e gli altri bambini, la scuola, dove non tutti i temi si possono scrivere, e quei disegni di donne nude, che fanno disperare mamma e papà, e fanno piangere Gesù. E tuo fratello più piccolo, Phil, che avresti voluto proteggere meglio, la tua ragazza coi suoi genitori che divorziano, e il reverendo che vorrebbe che anche tu diventassi sacerdote. Ma tu sei un tipo “grunge”, anche se non sai cosa vuol dire, e per capirlo devi tornare, più grandicello, al campo invernale, e incontrare quei ragazzi un po' strani, che se ne stanno in disparte come te, ma non si sentono affatto “sfigati”. Devi incontrarli e conoscere Raina. E scoprire te stesso. E crescere. E diventare Blankets.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Vedi l'intervista della tv olandese a Craig Thompson&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=rHn3v3dyWyk&amp;amp;fmt=18"&gt;Vedi un trailer di Blankets fatto coi Lego&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=c6AIzwvIeM0&amp;amp;fmt=18%20%20Alessandro%20Trevisani"&gt;Vedi un'animazione di Blankets con musiche di Don McCloskey&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8815242898785088724?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8815242898785088724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8815242898785088724&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8815242898785088724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8815242898785088724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/blankets-diventa-grande-maxit-home-page.html' title='Blankets diventa grande &lt;br&gt; Max.it, home page, 11 novembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnVJLqpJjI/AAAAAAAAFBE/pOpuIrZa528/s72-c/Cop+blankets300dpi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7109751407952596174</id><published>2010-11-22T03:14:00.003+01:00</published><updated>2010-11-22T03:34:56.294+01:00</updated><title type='text'>I Beatles nei fumetti e a fumetti  Max.it, home page, 10 novembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/11-2010/11-wo_-bestlesfumetti-20574589989.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="268" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnTBc7uifI/AAAAAAAAFBA/odyOaerlNmA/s400/beatles_max.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;DALLA PURA CITAZIONE ALLA BIOGRAFIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;In fondo un fumetto lo erano già di per sé. Con quelle zazzere lunghe, le giacche e il cravattino nero. Tutti uguali, sempre uguali. Come un Tex, un Alan Ford, un Diabolik. E invece erano i Beatles, il fenomeno dei fenomeni: così dirompente da essere subito celebrato in comics, dalla Spagna franchista, alla Francia, agli Stati Uniti, al Messico. E un libro, in uscita il 10 novembre, celebra il mito dei Fab Four con una stupefacente e coloratissima raccolta dei fumetti dedicati ai Quattro di Liverpool: &lt;a href="http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8857208008&amp;amp;page=&amp;amp;lett=&amp;amp;soggetto="&gt;&lt;i&gt;Beatles a fumetti &lt;/i&gt;&lt;/a&gt;(Skira, 39 euro), di Enzo Gentile e Fabio Schiavo, è un'allegrissima e psichedelica peregrinazione tra settimanali, albi, pubblicità, libri, periodici. Una messe di materiale a fumetti raccolto in 240 pagine che documentano la fenomenologia di questi «campioni di un linguaggio orizzontale», per dirla con le parole di Gentile, protagonisti da 50 anni della vita di tutti i giorni, a tutte le latitudini, spaziando dalla musica al cinema alla tv ai giornali, fino ai cartoni, che li videro protagonisti di &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ODNVo1o7w8M&amp;amp;fmt=18"&gt;&lt;i&gt;Yellow Submarine&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, nel 1968.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnS5twmyQI/AAAAAAAAFA8/R5Jk8rC2sso/s1600/10+BATMAN.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnS5twmyQI/AAAAAAAAFA8/R5Jk8rC2sso/s320/10+BATMAN.jpg" width="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Fino alle strisce, appunto, che li celebrano in forma di biografia, oppure li ospitano per delle semplici apparizioni. Ecco allora i quattro affacciarsi dalle tavole di &lt;i&gt;Strange Tales&lt;/i&gt;, albo Marvel del 1965: era l'anno della tournée americana dei Beatles, e anche La Cosa e La Torcia Umana dei Fantastici 4, adeguatamente camuffati per non farsi riconoscere, si infilano nel pubblico di uno dei concerti della band. Cinque anni dopo, in quel 1970 che li vide sciogliersi, i Beatles camminano sulla cover di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Batman&lt;/i&gt; n. 222, mentre Robin e l'Uomo pipistrello cercano di capire quale dei quattro sia «quello morto» (il riferimento è alla leggenda del beatle morto e rimpiazzato, che si narrava fosse Paul). Ma ecco che la band si fa una capatina sulle pagine di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Asterix e i Britanni&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(1965): «Sono dei bardi molto popolari qui da noi», spiega una guida all'eroe col caschetto, mentre quelli firmano autografi. E riecco i Beatles sulla cover del volume&amp;nbsp;&lt;i&gt;Lupo Alberto - Almanacco del Rock&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(1993), effigiati da Silver in una buffa ricostruzione della cover di &lt;i&gt;Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band&lt;/i&gt;, con Tintin e Dylan Dog mescolati fra gli altri. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnSblqwYmI/AAAAAAAAFA4/zKQv49KbL8g/s1600/12+IL+MALE.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnSblqwYmI/AAAAAAAAFA4/zKQv49KbL8g/s320/12+IL+MALE.jpg" width="247" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;I Quattro sono anche protagonisti di biografie a fumetti, come quella del berlusconiano&amp;nbsp;&lt;i&gt;Tutto&lt;/i&gt;, nel 1988 (&lt;i&gt;Beatles. I quattro ragazzi che sconvolsero il mondo&lt;/i&gt;), o quella cautissima e famigliare di &lt;i&gt;Historias de Hoy&lt;/i&gt;, albo argentino del 1968, dove scopriamo che Paul ha preso tutto il suo talento dalla mamma, che gli ha insegnato a suonare il benjo. Splendida e poetica la cover del numero 48 de &lt;i&gt;Il Male&lt;/i&gt;, disegnata da Vincino nel 1980, alla morte di John: il cantante è ritratto atterrito mentre il suo killer gli spara addosso, e in un fumettone grida «HELP!», mentre in basso, in un angoletto, gli altri tre beatles, strumenti alla mano, intonano il seguito: «I need somebody!». All'interno del giornale Karen, pseudonimo di Jacopo Fo, disegnava la storia di Lennon che va in cielo senza chitarra, e ottiene un “permesso” per scendere sulla Terra a recuperarla. I Beatles a fumetti: divertente sì, ma viene un po' da commuoversi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/11-2010/11_beatlesfumettigentile-20574589925.shtml"&gt;Leggi l'intervista a Enzo Gentile&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7109751407952596174?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7109751407952596174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7109751407952596174&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7109751407952596174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7109751407952596174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/i-beatles-nei-fumetti-e-fumetti-maxit.html' title='I Beatles nei fumetti e a fumetti &lt;br&gt; Max.it, home page, 10 novembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnTBc7uifI/AAAAAAAAFBA/odyOaerlNmA/s72-c/beatles_max.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3214004725162808878</id><published>2010-11-22T03:06:00.000+01:00</published><updated>2010-11-22T03:06:56.315+01:00</updated><title type='text'>Mœbius a Parigi  Max.it, home page, 3 novembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/11-2010/11wo_moebius-20574623613.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="226" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnOYs0phUI/AAAAAAAAFAo/c93IsKOYE0A/s320/La+Chasse+au+Major+2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;PARIGI OSPITA UNA MOSTRA CHE RIASSUME LA CARRIERA DI JEAN GIRAUD-GIR-MOEBIUS. 400 OPERE TRA DISEGNI, BOZZETTI, TAVOLE, AEROGRAFIE E CORTOMETRAGGI.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;C'era una volta un autore che decise di essere due. Perché ogni volta che Jean Giraud, 72 anni molto ben portati, diventa&amp;nbsp;Gir, allora è quello di Blueberry, il&amp;nbsp;soldato blu&amp;nbsp;amico degli idiani, che ruba i connotati a Jean-Paul Belmondo; e quando invece diventa&amp;nbsp;Mœbius&amp;nbsp;è quello de&amp;nbsp;&lt;i&gt;L'Incal&lt;/i&gt;, il fumetto che per lui scrisse Alejandro Jodorowsky; e di nuovo si chiama Mœbius quello del Garage ermetico, e di &lt;i&gt;Arzach&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;Harzach&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;Arzak &lt;/i&gt;che dir si voglia, il guerriero extraterrestre che viaggia a cavallo di un uccello ibrido, metà macchina e metà animale, tra ciclopi, battaglie e carcasse gigantesche, in un universo senza tempo. Titoli, volti, personaggi, l'autore stesso è mutevole in questo mondo sospeso, morbido, gommoso, senza urti e senza limiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnQJXd3-LI/AAAAAAAAFAs/-XfZzGKZV2k/s1600/Box_A4_QUADRI+2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="245" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnQJXd3-LI/AAAAAAAAFAs/-XfZzGKZV2k/s320/Box_A4_QUADRI+2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Perché il nome Mœbius è rubato al matematico che concepì il nastro dove due facce si uniscono per formarne una sola. E Jean Giraud volle essere questo e quello: il disciplinato,americanoso, estroso ma comunque realistico disegnatore di western, per i testi di Michel Charlier. Ma pure l'autore anarchico, bizzoso, e insofferente di ordini, trama e coerenze, da quando insieme ad altri fondò negli anni '70 la rivista&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.bdoubliees.com/metalhurlant/index.html"&gt;Métal Hurlant&lt;/a&gt;, tra fantascienza, marxismo e autarchia. Era l'epoca in cui Mœbius diceva: «Non c'è alcuna ragione perché una storia sia come una casa con una porta per entrare, delle finestre per guardare gli alberi e un camino per il fumo. Si può benissimo immaginare una storia a forma d'elefante, di campo di grano o di fiammella di cerino...». E la carriera di&amp;nbsp;Jean Giraud-Gir-Mœbius, attraverso 400 opere tra disegni, bozzetti, tavole, aerografie e &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/xexuxj_moebius-transe-forme-le-major-la-li_creation"&gt;cortometraggi&lt;/a&gt;, è oggi riassunta in una mostra che la &lt;a href="http://fondation.cartier.com/files/press_file_2018_fr.pdf"&gt;Fondation Cartier&amp;nbsp;pour l'art contemporain&lt;/a&gt; dedica al francese, la prima di questa ampiezza in patria. Il filo conduttore è la metamorfosi: i personaggi di Mœbius sono pietrificati o si dissolvono, gli uomini si trasformano in donne, i giovani invecchiano di colpo, i corpi sono invasi da lunghi tentacoli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnQOHybg_I/AAAAAAAAFAw/GpYb_k-ohYI/s1600/005+2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnQOHybg_I/AAAAAAAAFAw/GpYb_k-ohYI/s320/005+2.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;All'ingresso del percorso un nastro di Mœbius, appunto, sorregge sei characters: Blueberry, Arzach, il Maggiore Grubert, John Difool, Stel e Altan. In una sala si proietta&amp;nbsp;&lt;i&gt;La Planète encore&lt;/i&gt;, 8' di animazione realizzati da Mœbius e Geoffrey Niquet. Ed ecco un cristallo gigante, minerale caro all'autore, circondato dagli schizzi per&lt;i&gt; Il quinto elemento&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Tron&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Alien&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Abyss&lt;/i&gt;, i film per i quali Mœbius ha collaborato a livello di costumi, maschere, ambienti. Spiccano i disegni delleforme metamorfiche, pietre, piante e fiori che Mœbius cattura da vicino, in macrofotografia, per poi andarli a disegnare. Infine in&amp;nbsp;&lt;i&gt;Metamœbius&lt;/i&gt;, documentario inedito in 70', Mœbius si racconta a un cineasta di sua invenzione, Govam Taboun. Esempio mirabile dell'arte di un autore che ha dichiarato di voler vivere il Big Bang nella sua opera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Mœbius Transe-Forme&lt;/i&gt;, Fondation Cartier pour l'art contemporain, Parigi, Boulevard Raspail, 261. Orari: tutti i giorni eccetto il lunedì dalle 11 alle 20, martedì chiusura ore 22. Ingresso 8,50 euro (ridotto 5,50). Fino al 13 marzo 2011.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Vedi un'animazione del fumetto &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8QozLSpjQc0&amp;amp;fmt=18"&gt;&lt;i&gt;The long tomorrow&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vedi un'animazione del fumetto&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_RHORwHN3iw&amp;amp;fmt=18"&gt;&lt;i&gt;Arzach&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mœbius disegna&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=31eMG8MoXD8&amp;amp;fmt=18"&gt;&lt;i&gt;Blueberry&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3214004725162808878?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3214004725162808878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3214004725162808878&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3214004725162808878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3214004725162808878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/mbius-parigi-maxit-home-page-3-novembre.html' title='Mœbius a Parigi &lt;br&gt; Max.it, home page, 3 novembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnOYs0phUI/AAAAAAAAFAo/c93IsKOYE0A/s72-c/La+Chasse+au+Major+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-4991305509390694408</id><published>2010-11-22T02:57:00.001+01:00</published><updated>2010-11-22T02:57:43.383+01:00</updated><title type='text'>Lucca regno dei fumetti  Corriere.it, home page, 30 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cultura/10_ottobre_30/lucca-comics-2010_d6fb26a4-e442-11df-9798-00144f02aabc.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnMldoJm4I/AAAAAAAAFAY/Zvgx8HZpdh8/s320/1.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;A Lucca il mondo è tutto a fumetti. Ventitremila presenze nel primo giorno di&amp;nbsp;LuccaComics and Games 2010, la kermesse più importante del settore. Furono 140 mila, nel totale, lo scorso anno: un popolo che ha fame di albi, dediche, presentazioni e scoperte. E a Lucca questo è l'anno della contaminazione: scrittori, musicisti, artisti «altri» scoprono il fumetto come mezzo per mettere in campo temi e contenuti «impegnativi», con la scioltezza che è propria delle nuvolette. È il caso di Alessandro Baricco, che il 31 ottobre alle 15, a Palazzo Ducale, presenta con lo sceneggiatore Tito Faraci la versione a fumetti del suo romanzo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Senza sangue&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;(BD): le matite di Francesco Ripoli, tra romanticismo e crudeltà, fanno «vedere» la storia di Nina, una donna che da bambina ha salva la vita da uno dei carnefici di suo padre, e da adulta lo ritrova e se ne vendica in maniera del tutto particolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnN7RCjzYI/AAAAAAAAFAk/boLGPLzmAfw/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnN7RCjzYI/AAAAAAAAFAk/boLGPLzmAfw/s320/3.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;ESEMPI&amp;nbsp;DI SINTESI -&amp;nbsp;Ma è anche il caso di Simone Cristicchi: il cantautore romano ha presentato al Salone&amp;nbsp;&lt;i&gt;Li romani in Russia&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(Rizzoli Lizard), dove Niccolò Storai, con tinte vivide, ha illustrato a china l'omonimo poema di Elia Marcelli, regista e attivista pacifista, che in romanesco raccontò la sua avventura di scampato nella disfatta italiana in Russia del 1941-43. Al testo originale Cristicchi ha aggiunto brani di Radio Balilla, l'emittente di regime che raccontava la spedizione del nostro esercito come un clamoroso successo. Esempi, questi, di una sintesi possibile fra il fumetto e le altre e più celebrate arti. Ma il romanzo grafico non vive di sole trasposizioni. Pino Cacucci, l'autore di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Puerto escondido&lt;/i&gt;, ha scritto&amp;nbsp;&lt;i&gt;La giustizia siamo noi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(Rizzoli Bur), per le matite levigate e malinconiche di Otto Gabos: è la storia di cinque poliziotti nell'Italia di oggi, che ogni volta che arrivano al dunque di verità scottanti dalle alte sfere si sentono dire: «Soprassedete». Sicché si mettono «in proprio», e in clandestinità uccidono politici corrotti, mafiosi e criminali di ogni risma. «Doveva essere un romanzo», dice Cacucci, «ma la forma-libro è molto più "pesante" del fumetto. Una storia così, senza immagini, avrebbe innescato chissà quali contestazioni e richieste di chiarimenti». Il fumetto racconta con candore, senza destare «sospetti». «Il fumetto soprattutto ha un grande impatto visivo. Le auto, le sparatorie, la rassegnazione, la rabbia: qui tutto è visibile», prosegue Cacucci, «e la sola cosa di fantasia resta il commando di poliziotti-giusitizieri. Per il resto ci ha preceduto la realtà».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnNpTh1-II/AAAAAAAAFAc/ucQfYnWai8k/s1600/8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnNpTh1-II/AAAAAAAAFAc/ucQfYnWai8k/s320/8.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;FUMETTI IMPEGNATI E SUPEREROI -&amp;nbsp;La strage di Capaci, l'agenda rossa di Borsellino, le collusioni mafia-politica e un Parlamento che nega le autorizzazioni a procedere: è all'Italia di oggi che si allude, senza riferimenti diretti, nella graphic di Cacucci-Gabos. «Non c'è più vergogna, né riprovazione, per chi vince calpestando gli altri: anzi, viene ammirato», dice ancora lo scrittore, «l'assenza di etica una volta la chiamavamo "mafia"; oggi viviamo in un magma in cui è normale fare così, muoversi così». Ma il fumetto a LuccaComics è anche evasione, coi supereroi di Gary Frank. Il tratto realistico e insieme suggestivo del 41enne di Bristol è celebrato nella mostra&amp;nbsp;&lt;i&gt;L'uomo che disegna i giganti&lt;/i&gt;, a Palazzo Ducale, dove pure espone Massimiliano Frezzato, con l'antologica&amp;nbsp;Blu, incanto, rosso e ironia: esplosioni di colore nel tratto morbido e surreale dell'autore de&amp;nbsp;&lt;i&gt;I custodi del Maser&lt;/i&gt;. Fra le altre mostre spicca&amp;nbsp;&lt;i&gt;Libano: Medioriente a fumetti&lt;/i&gt;, dove un paese si racconta tra bombe, vita notturna, veli e narghilè, e&amp;nbsp;&lt;i&gt;Adults only&lt;/i&gt;: la rivoluzione underground, che racconta due decenni di fumetti «alternativi» americani, con una straordinaria collezione di comic book, riviste, giornali, volantini e manifesti d'epoca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnN2Pv5R9I/AAAAAAAAFAg/_rLNZTHFNbA/s1600/11.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnN2Pv5R9I/AAAAAAAAFAg/_rLNZTHFNbA/s320/11.JPG" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;LA MOSTRA-MERCATO&amp;nbsp;- Ma il cuore di LuccaComics è la mostra-mercato, con oltre 500 stand, dove spuntano novità editoriali come&amp;nbsp;&lt;i&gt;Red Rocket 7&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(Bao Publishing), di Mike Allred: 187 pagine per raccontare la storia del rock, vista cogli occhi di un alieno che precipita sulla terra e si mette a girare l'America, incontrando «gente» come i Beatles e David Bowie. Sui banchi della Beccogiallo spunta &lt;i&gt;Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore&lt;/i&gt;, dove Marco Rizzo e Nico Blunda narrano la storia del giornalista ucciso nel 1988 dalla mafia: ecco gli anni Settanta, e Renato Curcio, Adriano Sofri, gli arancioni di Osho, negli stupefacenti disegni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Poi c'è la Fandango, che riedita il settantasettesco&amp;nbsp;&lt;i&gt;Le straordinarie avventure di Pentothal&lt;/i&gt;, che lanciò un giovanissimo Andrea Pazienza sulle pagine della rivista&amp;nbsp;&lt;i&gt;Alter Alter&lt;/i&gt;. E&amp;nbsp;&lt;i&gt;Electric requiem&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(Hazard Edizioni), biografia a fumetti di Jimi Hendrix, di Mattia Colombara e Gianluca Maconi. La Magic Press edita&amp;nbsp;&lt;i&gt;A Small Killing&lt;/i&gt;, dove Alan Moore, l'autore di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Watchmen&lt;/i&gt;, racconta i suoi anni Ottanta, fra yuppies e fallimenti, per i disegni di Oscar Zarate. E si parla ancora di storia ne&amp;nbsp;Il brigante Grossi e la sua miserabile banda, di Michele Petrucci (Tunué), dove alcuni briganti si ribellano allo stato nell'Italia risorgimentale; mentre pura evasione è&amp;nbsp;&lt;i&gt;Courtney Crumrin e le vacanze mostruose&lt;/i&gt;, dell'orrorifico e coinvolgente Ted Naifeh (RenoirComics).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;I 25 ANNI DI SUPER MARIO&amp;nbsp;- Ma Lucca è anche Lucca Games, la rassegna di giochi e videogiochi che quest'anno celebra i 25 anni di Super Mario Bros: la Nintendo per l'occasione è presente per la prima volta al Salone, e Andrea Babich, esperto di videogames, domenica 31 ottobre, dalle 14,30 in sala Ingellis (padiglione Games), racconta la storia del personaggio, dagli esordi dei primi episodi alle ultime avventure, attraverso sessioni giocate e raccontate in mega schermo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-4991305509390694408?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/4991305509390694408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=4991305509390694408&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4991305509390694408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4991305509390694408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/lucca-regno-dei-fumetti-corriereit-home.html' title='Lucca regno dei fumetti &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 30 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnMldoJm4I/AAAAAAAAFAY/Zvgx8HZpdh8/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-1262983486370448710</id><published>2010-11-22T02:48:00.001+01:00</published><updated>2010-11-22T02:49:15.048+01:00</updated><title type='text'>Cristicchi si dà ai fumetti e al teatro  Sette, pag 24, 28 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnL0dLaoYI/AAAAAAAAFAU/JRqZ07wJMVA/s1600/copertina_li+romani+inrussia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnL0dLaoYI/AAAAAAAAFAU/JRqZ07wJMVA/s320/copertina_li+romani+inrussia.jpg" width="223" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La disastrosa spedizione italiana in Russia, durante la seconda guerra mondiale, raccontata in ottave in dialetto romanesco. Il poema di Elia Marcelli, regista e attivista pacifista degli anni '40-'60, reso a fumetti per l'iniziativa di un cantautore, Simone Cristicchi, e le chine del disegnatore Niccolò Storai: alla vigilia di Lucca Comics and Games 2010, il salone dei fumetti che si tiene dal 29 ottobre al 1 novembre, viene presentato il 28 ottobre alle 18, alla libreria Ubik di Lucca, &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Li romani in Russia &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(Rizzoli Lizard), “graphic poem” che riprende fedelmente il racconto autobiografico di Marcelli, soldato spedito nel 1941 sul fronte orientale. Le vignette accompagnano i versi che narrano la fame, le battaglie, la morte dei commilitoni di questo romano che verrà rimandato a casa per un congelamento. Il testo di Marcelli, nel fumetto, è spezzato da inserti sceneggiati dallo stesso Cristicchi: il pratese Storai disegna l'artista, romano anche lui da generazioni, sul palco di un teatro, intento a declamare i comunicati di Radio Balilla, la radio del regime fascista, che raccontava la campagna di Russia come un eccezionale successo. Proprio a teatro presto partirà la tournèe di Li romani in Russia. Racconto di una guerra a millanta mila miglia, spettacolo anche questo basato sul poema, dove Cristicchi sarà solo in scena per la regia di Alessandro Benvenuti, a raccontare la storia di un altro soldato mandato in Russia: suo nonno Rinaldo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-1262983486370448710?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/1262983486370448710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=1262983486370448710&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1262983486370448710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1262983486370448710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/cristicchi-si-da-ai-fumetti-e-al-teatro.html' title='Cristicchi si dà ai fumetti e al teatro &lt;br&gt; Sette, pag 24, 28 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnL0dLaoYI/AAAAAAAAFAU/JRqZ07wJMVA/s72-c/copertina_li+romani+inrussia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-4009556154362664239</id><published>2010-11-22T02:30:00.002+01:00</published><updated>2010-11-22T02:31:51.881+01:00</updated><title type='text'>Classici Illustrati da Pratt a Mattotti  Corriere della Sera Milano, pag 19, 26 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/26/Classici_illustrati_Pratt_Mattotti_co_7_101026071.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnG73vttqI/AAAAAAAAFAQ/TkaO8N0FNUs/s320/HUgo+Pratt_Sonetti+erotici_di+Giorgio+Baffo+%25282%2529.jpg" width="261" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;«Mi voi cantar le glorie della Mona» declama Giorgio Baffo, settecentesco poeta veneziano, e così motiva la scelta: «Dove se puol trovar più bella, e bona / Materia, che interessi tutti quanti? Scriver sulla Moral dei Padri Santi / L'è un seccar i cogioni a ogni persona». Versi irriverenti, che un altro veneziano, Hugo Pratt, ha illustrato nei &lt;i&gt;Sonetti erotici&lt;/i&gt;, per i &lt;i&gt;Classici illustrati Nuages&lt;/i&gt;, collana che Gavirate (Varese) celebra con una mostra omonima (vernice domani alle 18 al Chiostro di Voltorre, fino al 5 febbraio, ingr. 5 euro). Ventuno autori, 82 opere: ecco Altan con le &lt;i&gt;Istruzioni alla servitù&lt;/i&gt; di Jonathan Swift, Sergio Toppi e il &lt;i&gt;Ticonderoga &lt;/i&gt;di Louis Stevenson, Karel Thole e i &lt;i&gt;Racconti &lt;/i&gt;di Poe. Tra la &lt;i&gt;Marchesa di O &lt;/i&gt;di Guido Crepax e le &lt;i&gt;Lettere di una monaca portoghese &lt;/i&gt;di Milo Manara, ecco Moebius effigiare il &lt;i&gt;Paradiso &lt;/i&gt;di Dante: «Ma perché chiedi a me che sono un diavolo il paradiso?» chiese sbigottito il francese a Cristina Taverna, titolare della galleria Nuages. Risposta: perché l'&lt;i&gt;Inferno &lt;/i&gt;se l'era già scelto Lorenzo Mattotti...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-4009556154362664239?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/4009556154362664239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=4009556154362664239&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4009556154362664239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4009556154362664239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/classici-illustrati-da-pratt-mattotti.html' title='Classici Illustrati da Pratt a Mattotti &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 19, 26 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TOnG73vttqI/AAAAAAAAFAQ/TkaO8N0FNUs/s72-c/HUgo+Pratt_Sonetti+erotici_di+Giorgio+Baffo+%25282%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8037376759436034621</id><published>2010-11-05T01:41:00.002+01:00</published><updated>2010-11-05T01:43:06.718+01:00</updated><title type='text'>Sergio Toppi: «Quanto ho viaggiato seduto alla mia scrivania»  Corriere della Sera Milano, pag 17, 26 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/10_ottobre_25/sergio-toppi-opera-complata-libreria-san-paolo-1704022633049.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="235" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNSLK04EdI/AAAAAAAAFAE/anQzmwsBp2M/s400/20BSIN~1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Carlo Magno, Tommaso Moro, la Grande Guerra. Il Nilo, la savana, e rocce enormi, nel deserto australiano. Le leggende nordiche, la stregoneria, l'ignoto, la violenza e la crudeltà. La bellezza delle donne e quella delle armi, dei soldati. Dappertutto, in ogni tempo, Toppi «c'era», Toppi l'ha visto, e Toppi l'ha disegnato e raccontato coi suoi fumetti. E una collana di libri e una mostra celebrano l'opera dell'autore milanese, 78 anni, oltre 50 al lavoro nel mondo dell'illustrazione, dei comics, dei cartoni - collaborò coi Pagot, quelli di Calimero, fino agli anni '60. «Sulle rotte dell'immaginario» è l'iniziativa del settimanale Il Giornalino, in collaborazione con il Museo del Fumetto di Lucca. Si parte giovedì 28 con «Africane», primo di dodici volumi allegati al giornale. La collana raduna l'80% dell'opera di Toppi, metà del materiale appare per la prima volta in volume. Ci sono anche storie inedite, come quella dedicata a Sant'Ambrogio. In uscita 180 tavole a fumetti e 120 illustrazioni, mentre 22 opere saranno esposte alla Libreria Rizzoli dal 1° novembre.&amp;nbsp;«I disegni di Toppi richiedono un pellegrinaggio dello sguardo: guardateli attentamente», dice Stefano Gorla, direttore del Giornalino, che ha pensato il sottotitolo: Toppi, viaggiatore immobile. «Mi sta bene, ma non sono Salgari, io, e soprattutto non penso di suicidarmi», scherza l'autore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Toppi, lei collabora dal 1976 al Giornalino dei Paolini. È cattolico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Di educazione, ma non sono praticante. E neppure ateo: cerco una verità mia».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Legge molti fumetti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Quasi per nulla. Leggo altro, e divoro immagini».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Facciamo dei nomi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Buzzati, Rigoni Stern, Faulkner e Hemingway, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Nel cinema Kurosawa, Germi, Olmi e Monicelli. Nella pittura Klimt e Schiele».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Un grande autore deve avere una sua filosofia, delle idee, anche politiche.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sono un moderato, quindi mi fucilerebbero tutti. Cerco un equilibrio, sono un borghese».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Invece le sue storie grondano di armi, di violenza. E di donne conturbanti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«È ciò che mi piace disegnare. Una volta ho disegnato un soldato infilato nella giarrettiera di una donna bellissima».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Sergio Toppi è cattivo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Così mite che non sono nemmeno antimilitarista».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Che cos'è il fumetto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Un vizio. E non ho mai fatto studi di disegno».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;La chiamano artista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Lo detesto: sono disciplinato, come tutti quelli che fanno fumetti. Non posso fare quello che mi passa per la testa al mattino».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Nelle sue storie i bianchi vengono sopraffatti dagli indigeni e dalla natura. È questo il senso del sacro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Ho il senso dei valori universali, che noi occidentali rischiamo spesso di perdere».&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Lei ha sempre vissuto nella sua Milano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Ci sto volentieri, anche se le auto non ci lasciano più spazio. Gli scienziati dicono che un addensamento di persone le rende forzatamente più aggressive. Devo constatare che è vero!».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNSTpUYRFI/AAAAAAAAFAI/ke4bvuLFMnU/s1600/Africane_primo+volume_Sulle+rotte+dell'immaginario.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNSTpUYRFI/AAAAAAAAFAI/ke4bvuLFMnU/s320/Africane_primo+volume_Sulle+rotte+dell'immaginario.jpg" width="246" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8037376759436034621?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8037376759436034621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8037376759436034621&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8037376759436034621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8037376759436034621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/sergio-toppi-quanto-ho-viaggiato-seduto.html' title='Sergio Toppi: «Quanto ho viaggiato seduto alla mia scrivania» &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 17, 26 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNSLK04EdI/AAAAAAAAFAE/anQzmwsBp2M/s72-c/20BSIN~1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-261138444009142511</id><published>2010-11-05T01:31:00.003+01:00</published><updated>2010-11-22T02:32:20.977+01:00</updated><title type='text'>Rostagno, vita a fumetti di un utopista antimafia  Corriere della Sera Milano, pag 14, 19 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/19/Rostagno_vita_disegni_utopista_antimafia_co_7_101019054.shtml"&gt;&lt;b&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNQCf7XDXI/AAAAAAAAFAA/sZir1EWogUU/s320/14.jpg" width="222" /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Il Sessantotto e la mafia, il giornalismo, la televisione. Lotta Continua e gli arancioni di Osho. Quante storie si intrecciano in «Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore» (Beccogiallo), vita a fumetti del giornalista torinese: la presentano oggi Gad Lerner e gli autori Marco Rizzo e Giuseppe Lo Bocchiaro (alle 18, Feltrinelli Duomo, via Foscolo 1/3). Rostagno, classe 1942, nel 1979 fondò a Trapani Saman, comunità per aiutare i tossicodipendenti, e dagli schermi di una televisione locale denunciò le collusioni tra mafia e politica. Venne ucciso una notte del 1988: gli autori del fumetto sposano la pista di Cosa Nostra. «Le dichiarazioni dei pentiti e le perizie non fanno che confermare il movente mafioso. Pensare ad altro, come pure qualcuno ha fatto, non fa che alimentare l' alibi dei boss», dice Rizzo. Nel fumetto c' è Milano, dove Rostagno fondò il Macondo, locale alternativo, in via Castelfidardo 7, a un passo da Porta Nuova. «Nel locale c' era la redazione de Il Male», racconta Rizzo, «e il primo negozio equo-solidale d' Italia. Era un centro sociale schierato a sinistra, ma anche un centro di aggregazione per il quartiere». Torino-Trapani, passando da Milano: la parabola di Mauro Rostagno.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-261138444009142511?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/261138444009142511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=261138444009142511&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/261138444009142511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/261138444009142511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/11/rostagno-vita-fumetti-di-un-utopista.html' title='Rostagno, vita a fumetti di un utopista antimafia &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 14, 19 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TNNQCf7XDXI/AAAAAAAAFAA/sZir1EWogUU/s72-c/14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2488030140760513011</id><published>2010-10-20T00:59:00.005+02:00</published><updated>2010-10-20T04:10:23.608+02:00</updated><title type='text'>KENSHIRO. LE ORIGINI DEL MITO  Max.it, World, 19 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/10-2010/10wo_kenshiro-20560577611.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="180" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TL4iNwWroDI/AAAAAAAAE_o/DHHigZ__c7E/s320/Ken+-+Le+origini+del+mito_1_Copyright+%C2%A9Testuo+Hara+Buronson+2001,+%C2%A9+Soten+Partners+2006+.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 22px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cazzotti pazzeschi, fiotti di sangue e deltoidi spessi come gomene di un transatlantico. I "cento pugni distruttivi di Okuto", quell'ira che esplode fino a lacerare gli abiti, la smorfia sofferente rubata a Sylvester Stallone: vi mancava Kenshiro, compagno instancabile e fedele nei pomeriggi d'autunno della vostra adolescenza? Bene, eccovi un brandello di gioventù in versione remix:&lt;a href="http://www.man-ga.it/interna.asp?idEntita=70&amp;amp;idTipoEntfiltra=1"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Ken.&amp;nbsp;Le origini del mito&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;è la serie inedita in onda dal 19 ottobre su&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.man-ga.it/"&gt;Man-ga&lt;/a&gt;, canale 149 di Sky. Si tratta di un prequel della vecchia serie Tv: nella Shanghai degli anni '30 va in scena nientemeno che lo zio di Ken, Kasumi Kenshiro. Un uomo dalla doppia vita: in una è un insospettabile professore, nell'altra è Yang Wang, il Re della Morte, 62° successore della scuola di assassini di Hokuto Shinken.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Per aiutare il suo amico Pan Guanglin e la bella Youling, Kasumi deve affrontare le tre famiglie di Hokuto e le corrotte Triadi di Shanghai. Un carattere da attaccabrighe, il vizio del fumo, la passione per le belle donne e la bella vita: lo zietto non c'entra niente col taciturno e disciplinato nipotino. Kasumi si muove in una società corrotta e decadente che precipita verso la guerra mondiale e la catastrofe atomica; Kenshiro jr, invece, vivrà le conseguenze di quel disastro. La serie è andata in onda in Giappone a partire dal 2006: in 26 episodi, dal lunedì al venerdì, per una volta i pomeriggi diventeranno prime serate. Perché i piccoli allievi di Hokuto - quelli piazzati davanti alla tv - oramai sono cresciuti e di giorno... lavorano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2488030140760513011?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2488030140760513011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2488030140760513011&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2488030140760513011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2488030140760513011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/10/kenshiro-le-origini-del-mito-maxit_20.html' title='KENSHIRO. LE ORIGINI DEL MITO &lt;br&gt; Max.it, World, 19 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TL4iNwWroDI/AAAAAAAAE_o/DHHigZ__c7E/s72-c/Ken+-+Le+origini+del+mito_1_Copyright+%C2%A9Testuo+Hara+Buronson+2001,+%C2%A9+Soten+Partners+2006+.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7357136627734350065</id><published>2010-10-17T03:02:00.006+02:00</published><updated>2010-10-17T03:24:01.922+02:00</updated><title type='text'>MAVAFFANWILSON!  Max.it, World, 15 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/10-2010/10wo_wilson-20555356337.shtml"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="320" name="immagini1" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpK3memG2I/AAAAAAAAE_c/rfvgR--OI7o/s320/Wilson+cover+bassa.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;DANIEL CLOWES FIRMA UN RACCONTO IN STRIP DI SAPORE TRAGICOMICO. E FORSE UN PO' AUTOBIOGRAFICO...&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Mandare a fare in c**o il tipo col fuoristrada; prendere per il c**o un tizio che lavora nel campo dell'informatica e ti parla per sigle; uscire di casa e andare a cercare la moglie che ti ha mollato sedici anni prima; trovarla, farci l'amore, andarci al cinema, sequestrare insieme la figlia che avete avuto insieme, e che lei, mettendola al mondo, aveva affidato a una coppia di ricconi; finire in galera, prendere per il c**o il prete del carcere, uscire dopo sei anni e fare il funerale al cane che ti è morto nel frattempo; mettersi con un'altra donna, ritrovare tua figlia e chattare con tuo nipote che sta in Alaska. Tutto questo fa Wilson. Tutto questo – e molto altro – è Wilson.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Wilson vive a Oakland, come il suo creatore, l'americano&amp;nbsp;Daniel Clowes&amp;nbsp;classe 1961, autore di culto, che in&amp;nbsp;&lt;i&gt;Wilson&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(Coconino), appunto, scandisce in ottanta quadri la vita di quest'uomo buffo e solitario, disposto a mettersi in gioco, ma capace di coltivare i propri pregiudizi con ostentato autocompiacimento e un gran dispendio di parolacce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Alcune tavole, le più amare e sarcastiche, sono disegnate con uno stile da strip comica, le altre sono più realistiche: ognuna è una gag a se stante, ma tutte sono annodate l'una all'altra, come lenzuoli di un racconto tragicomico che ci trascina fuori dalla nostra quotidianità, semplicemente portandoci davanti allo specchio delle nostre vite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Wilson, di Daniel Clowes, Coconino, euro 17,50&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=B6neK24hi6w&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;Daniel Clowes parla del suo lavoro&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Daniel Clowes in un documentario BBC&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7357136627734350065?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7357136627734350065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7357136627734350065&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7357136627734350065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7357136627734350065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/10/mavaffanwilson-maxit-world-15-ottobre_17.html' title='MAVAFFANWILSON! &lt;br&gt; Max.it, World, 15 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpK3memG2I/AAAAAAAAE_c/rfvgR--OI7o/s72-c/Wilson+cover+bassa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5946751028842540441</id><published>2010-10-17T02:55:00.007+02:00</published><updated>2010-10-17T03:24:27.242+02:00</updated><title type='text'>ADELE E LO PTERODATTILO  Max.it, World, 13 ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/10-2010/10wo_adele-20555356288.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpJHkpzr1I/AAAAAAAAE_U/t6uOm6splN4/s320/Copertina+Lizard.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;LUC BESSON FIRMA LA REINCARNAZIONE CINEMATOGRAFICA DEL FUMETTO CULT DI JACQUES TARDI,&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI ADÈLE BLANC-SEC&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dal 15 ottobre uno pterodattilo plana al cinema, sulle teste degli spettatori italiani. Il mostro preistorico si affaccia minaccioso dalla locandina di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Adèle e l'enigma del faraone&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;: l'ultima prodezza di Luc Besson, già campione di incassi in Francia (1 milione 800mila spettatori), è ricavata dai fumetti del transalpino Jacques Tardi, autore de&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://lizard.rcslibri.corriere.it/libro/4240_le_straordinarie_avventure_di_tardi.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Le straordinarie avventure di Adèle Blanc-sec&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(Rizzoli Lizard), in libreria per la concomitanza col film.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma che c'entra lo pterodattilo? C'entra perché la Parigi del 1912 è sconvolta da un evento incredibile e terrificante: al Jardin des Plantes un uovo si è dischiuso dopo 136 milioni di anni, e il mostro preistorico è volato a mietere vittime qui e là in città. Responsabile indiretto dell'accaduto è lo scienziato Esperandieu, che viene imprigionato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpJeiHrv5I/AAAAAAAAE_Y/3yfF6634-xA/s1600/14120-louise_bourgoin_adele_blanc_sec.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpJeiHrv5I/AAAAAAAAE_Y/3yfF6634-xA/s320/14120-louise_bourgoin_adele_blanc_sec.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E qui entra in scena Adèle, una bellissima giornalista freelance che ha bisogno del luminare per riportare alla vita la sorella Agathe, rimasta catatonica dopo un incidente. A coadiuvarla sarà nientemeno che una mummia che lei stessa ha resuscitato nelle piramidi egizie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questa la trama del film, che mixa gli elementi del fumetto in salsa hollywoodiana. Besson reinventa il personaggio di Adèle, infondendole il brio della bretone Louise Bourgoin, ventottenne divetta della tv francese, sexyssima nella scena del bagno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il regista spiega il suo colpo di fulmine per il character di Tardi con “il fatto di essere eroina solo per se stessa e non per gli altri. È un personaggio disposto a fare di tutto per salvare la sorella, ma se le chiedessero di salvare il mondo probabilmente resterebbe tranquilla a fumare nella sua vasca”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tardi ci ha messo sei anni per dare l'autorizzazione all'amico Luc: nel fumetto Adèle è fredda, altera e non sorride mai. La vena grottesca di Tardi, la trama fittissima che si gioca per gran parte nei balloon di personaggi verbosissimi, diventano fuoco d'artificio di effetti speciali e dialoghi pimpanti al cinema. Ma il fumetto ha la ricchezza del tratto pulito, istrionico e levigato insieme, di Tardi, coi suoi personaggi-maschere: dagli aiutanti di Adèle, agli scienziati, ai gendarmi agli investigatori. La Parigi della Belle Èpoque non era mai stata così cattiva, colorata e lugubre, ma al tempo stesso innocente e incantevole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/cinema/10-2010/10ci_adele-20549009755.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vai alla recensione del film&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/film/2010/missadeleelenigmadelfaraone/trailer/hd/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vai al trailer del film&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=5yfdS6BGH3Y&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Guarda Louise Bourgoin in onda a Canal+&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=eHFNjlBArIw&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tardi al tavolo da disegno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5946751028842540441?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5946751028842540441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5946751028842540441&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5946751028842540441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5946751028842540441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/10/adele-e-lo-pterodattilo-maxit-world-13.html' title='ADELE E LO PTERODATTILO &lt;br&gt; Max.it, World, 13 ottobre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpJHkpzr1I/AAAAAAAAE_U/t6uOm6splN4/s72-c/Copertina+Lizard.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8519950790708541223</id><published>2010-10-17T02:38:00.002+02:00</published><updated>2010-10-17T02:49:05.609+02:00</updated><title type='text'>IL MONDO RACCONTATO CON LA MATITA  Corriere.it, home page, 24 settembre 2010</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 11.6667px; line-height: 21px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpDJ4RkUKI/AAAAAAAAE_E/LzgtBbguxqM/s1600/10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="261" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpDJ4RkUKI/AAAAAAAAE_E/LzgtBbguxqM/s320/10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Vengono, vedono, disegnano. Catturare la realtà dal vivo, in presa diretta, è la loro missione, proclamata in un piccolo manifesto. Punto primo: “Disegniamo sul posto”. Punto otto, e ultimo: “Mostriamo il mondo, un disegno alla volta”. Gli urban sketchers solcano il globo schizzando paesaggi, dettagli, scene quotidiane sui loro taccuini. Sono eredi di una tradizione, quella dei&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;carnets de voyage&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;, che comprende antenati illustri, come Toulouse Lautrec, Matisse, Van Gogh e Gauguin. Viaggiatori con la matita, che a Treviso, sabato 25 settembre, trovano la loro effimera “patria”: il raduno nazionale degli Urban Sketchers Italia è infatti l'evento clou di &lt;a href="http://www.corriere.it/gallery/cultura/09-2010/urban/1/gli-urban-sketchers-treviso_1aa95242-c7db-11df-9bef-00144f02aabe.shtml#1"&gt;Treviso Comic Book Festival&lt;/a&gt;, rassegna in continua ascesa nella hit parade delle fiere di fumetti (oltre ventimila i visitatori nel 2009).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;MOSTRA-MERCATO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;- Quest'anno il tema è&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Carnet: immagini che raccontano viaggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;. Nove mostre di originali punteggiano il centro storico della città veneta; la mostra mercato in Camera di Commercio schiera, il 25 e 26 settembre, oltre 40 fra autori ed espositori. E saranno ben 43 i 'carnettisti', italiani e stranieri, in mostra con&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Carnet de voyage&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;: agli Spazi Bomben inaugura il 25 alle 12 - fino al 29 settembre – l'esposizione dei globetrotter del taccuino. Tra moleskine illustrate, schizzi e appunti su libri, blocchi, quaderni di scuola, ecco, fra gli altri, Giovanni Cocco, Giancarlo Iliprandi, lo spagnolo Freekhand, il francese Lapin. Quasi tutti hanno aderito al raduno in piazza Pola: qui, sabato alle 10,30, parte il corteo degli urban sketchers. «Ci muoviamo in gruppo per la città, scegliamo un soggetto e facciamo schizzi veloci, per soste di circa venti minuti. E avanti con un altro bozzetto, fino a sera», spiega Andrea Longhi, trevigiano, 31 anni, presente con la personale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Made in China&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-size: 1em; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px; line-height: 21px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFGYRN8PI/AAAAAAAAE_I/NE7h-PD6BwE/s1600/longhi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="203" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFGYRN8PI/AAAAAAAAE_I/NE7h-PD6BwE/s320/longhi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;100&amp;nbsp;CORRISPONDENTI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;- «Ho viaggiato per due mesi tra Hong Kong e Pechino, schizzando fogli su fogli», continua Longhi, «senza mai sapere cosa avrei disegnato un'ora dopo». La napoletana Simonetta Capecchi è la vicepresidente di Urban Sketchers Italia, anche lei in mostra nella collettiva dedicata al&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;carnet&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11.6667px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;: «La comunità internazionale dei carnettisti comprende 100 "corrispondenti" che postano sul sito di Urban Sketchers», racconta lei, «fondato, insieme alla omonima onlus, dallo spagnolo Gabriel Campanario. Il concetto è quello di unire alle immagini brevi testi con informazioni sulla vita quotidiana dei luoghi visitati».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;REPORTAGE LENTO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;- Un altro fenomeno è quello delle maratone di disegno dal vivo: giornate mondiali in cui i carnettisti, alla sera, mettono online ciò che hanno portato a casa dal loro girovagare durante il giorno. Si chiamano sketchcrawl, e l'idea è anche un marchio depositato da Enrico Casarosa, l'italiano della Pixar che ha contributo al successo del cartone&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Up.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;«In ottobre saremo a L'Aquila», dice ancora Capecchi, «coi nostri taccuini entreremo nella zona rossa per fare un reportage "lento". Un modo tutto nostro di protestare contro lo stato di crescente degrado del centro storico nel post terremoto».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFVhfwMVI/AAAAAAAAE_M/G6QP_L4_JZM/s1600/19.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFVhfwMVI/AAAAAAAAE_M/G6QP_L4_JZM/s320/19.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;VIAGGIATORI IMMOBILI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;- E a Treviso c'è anche chi, invece di viaggiare, ha mandato in giro per l'Italia scrittori come Elizabeth Barrett Browning e D. H. Lawrence. È Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, pisano, classe '76, autore di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Viaggio in Italia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;: «Disegno anche un Lord Byron molto sopra le righe, e il Forster autore di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Camera con vista&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;, in visita a Firenze. E poi Hugo Von Hoffmanstal, che il Tour d'Italie non si sogna proprio di farlo, nonostante il suo amico, il romanziere Borchardt, lo inviti continuamente: macché, lui è immobile a Vienna, è così placido che... i suoi baffi hanno i baffi!». Anche Tuono è un tipo sedentario: «Potrei fare dei carnet senza voyage», ironizza, «in realtà mi piaceva raccontare fatti storici, e seguire questi personaggi mentre sbalordiscono davanti agli italiani, che spesso vedono come selvaggi immersi fra meravigliosi monumenti».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="right" id="rectangle right" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; display: inline; float: right; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;IN PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;- Paggiaro è fra gli otto fumettisti in mostra con&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Immagini che raccontano viaggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;, che inaugura il 24 alle 19,30 allo Spazio Paraggi: fra gli altri Massimiliano Frezzato, Laura Scarpa, Giuseppe Palumbo. Da segnalare anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;NY&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;, la personale del fumettista-musicista Davide Toffolo, dedicata a New York; la mostra degli autori di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Cubana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;(Voilier), Lele Vianello e Guido Fuga, che hanno completato una storia iniziata dal loro maestro di bottega, Hugo Pratt, nel 1993; e l'incontro, il 26 alle 11,30 in Camera di Commercio, col maestro francese del fumetto-reportage, David B, autore di un&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Diario italiano&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;(Coconino) tra Bologna e Trieste, e del recentissimo&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Il re rosa&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;(BAO Publishing), dove un equipaggio di pirati-scheletri, assaltando un mercantile, si trova ad adottare un bambino in fasce. E poi la personale di Émile Bravo, autore di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Mia mamma (è in America, ha conosciuto Buffalo Bill)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;(BAO Publishing). Domenica si assegnano i premi nazionali Carlo Boscarato, mentre il 24 sera l'evento “Il ritorno degli Ultra Toys”, allo Spazio Paraggi, coinvolge dodici artisti pronti a customizzare dal vivo, con dediche e disegni, centinaia di pupazzi in plastica Señor Blanco. “Cosplay in Tv”, domenica alle 16,30, chiude la kermesse, con il concorso-sfilata dei costumi ricavati dai personaggi dei cartoni animati. Dai disegni in viaggio ai disegni in carne ossa. Comunque, disegni in movimento. «Non fa per me. Al massimo potrei fare i Carnet dell'Eurostar», chiude, beffardo, Tuono Pettinato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFeGPNxNI/AAAAAAAAE_Q/XUioDdbDRSU/s1600/dossi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="257" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpFeGPNxNI/AAAAAAAAE_Q/XUioDdbDRSU/s320/dossi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8519950790708541223?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8519950790708541223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8519950790708541223&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8519950790708541223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8519950790708541223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/10/il-mondo-raccontato-con-la-matita.html' title='IL MONDO RACCONTATO CON LA MATITA &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 24 settembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpDJ4RkUKI/AAAAAAAAE_E/LzgtBbguxqM/s72-c/10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5427238410470812547</id><published>2010-10-17T01:45:00.021+02:00</published><updated>2010-11-22T02:32:56.559+01:00</updated><title type='text'>Slowcomics, il turismo lento incontra il fumetto eccellente  Corriere della Sera Milano, pag 15, 16 settembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://milano.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/10_settembre_16/salone-fumetto-turismo-lento-monza-1703771828765.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLoy9-Ch62I/AAAAAAAAE-o/RbsL9OkaoVM/s320/Tour+ITA+imp+43-64-2.jpg" width="233" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Viaggiate&amp;nbsp;con lentezza. Non bruciate le tappe. Oppure correte, ma poi sedetevi sotto a un cespuglio per leggere, come fanno i protagonisti del film più scatenato di Emir Kusturica, «Gatto nero, gatto bianco»: nel pieno dell'azione, c'è sempre uno che trova il tempo per sfogliare Alan Ford. Fumetti e viaggi, disegni e racconti: una volta i cahiers de voyage erano un mezzo indispensabile per mostrare posti lontani, prima della fotografia e della tv. Ora l'abbinata fumetto-viaggio è sfruttata dagli autori di graphic novel, il romanzo a fumetti che da qualche lustro è uscito dall'edicola per entrare in libreria. Una nouvelle vague di viaggiatori col pennello che si mette in mostra, questo weekend, all'Autodromo di Monza, in Sloworld, il primo Salone del Turismo e del Fumetto Eccellente. Gli ottant'anni di Topolino, i 300 numeri del mensile Lupo Alberto, la rassegna delle statuine di Diabolik, il maestro Osamu Tezuka: eventi e personaggi che fanno da corollario a &lt;i&gt;Matite con la valigia&lt;/i&gt;, la mostra dove spicca la firma di Massimiliano Frezzato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Il torinese, 43 anni, ha raccontato un suo viaggio in Francia:&amp;nbsp;Tour de France (Vittorio Pavesio Editore) illustra un viaggio di lavoro che sguscia via dalla routine del «giro promozionale», per volare sulle ali della fantasia e del grottesco, con molta autoironia. Il tratto di Frezzato è morbido, liquido, caricaturale. «Mi sono rifatto a Moebius e a Pazienza. Voglio essere un narratore-ciarlatano, che non si prende troppo sul serio». Nel libro ecco problemi, tic e limiti d'Oltralpe: Frezzato disegna il vortice di auto e catrame del quartiere parigino Défense, ma anche la Francia bucolica dell'Alsazia, e quella turistica di Mont Saint-Michel: «Viaggiare è una forma di auto-miglioramento. Come disse Castaneda, il viaggio toglie via ciò che non serve».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;Accanto al Tour ecco gli originali di Laura Scarpa,&amp;nbsp;del francese Bastien Vivès, in viaggio in Italia, e di Rodolphe Töpffer, lo svizzero che nell'Ottocento fu tra i pionieri del fumetto, e illustrò i viaggi del patetico Mr. Vieux Bois. Storie che il poeta Goethe divorava, tanto che scrisse: «Per creatività Töpffer umilia l'inventore più fertile». In mostra c'è anche Corto Maltese, disteso e sognante, in un momento «slow».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpMT4_xZ3I/AAAAAAAAE_g/aogQS-uwv0Q/s1600/Sloworld_Topolino2.JPG"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="152" name="immagini1" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLpMT4_xZ3I/AAAAAAAAE_g/aogQS-uwv0Q/s320/Sloworld_Topolino2.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;Ma Sloworld è anche &lt;i&gt;Lupo Alberto 300!&lt;/i&gt;, esposizione di originali del lupo più famoso d'Italia: «Il lupo sono io», dice il creatore, Guido Silvestri, in arte Silver, «Io, trent'anni fa: bucolico, decisamente "slow". Ma a Monza porto i miei Fumetti al trancio, pannelli disegnati da fare a pezzi e offrire al pubblico». Con lui, sabato alle 10, «taglieranno» nuvolette anche Luca Enoch, Claudio Villa, Frezzato e Giuseppe Palumbo. E poi:&amp;nbsp;&lt;i&gt;Quel Topolino di carta e fantasia&lt;/i&gt;&amp;nbsp;mostra le più belle storie di Mickey Mouse in Italia (in occasione del Salone, sull' ultimo Topolino appare la storia&amp;nbsp;&lt;i&gt;Ciccio e il portento del vivere lento&lt;/i&gt;), mentre&amp;nbsp;&lt;i&gt;Remembering Osamu Tezuka&lt;/i&gt;&amp;nbsp;celebra il giapponese che creò Kimba il Leone Bianco. Curiosità: il più famoso «fumettaro» di Milano, Nessim Vaturi, titolare della Borsa del fumetto di via Lecco, presenta lo stand-mostra&amp;nbsp;&lt;i&gt;Vent'anni dopo&lt;/i&gt;, esposizione e vendita di fumetti del 1990. «Da noi arrivavano i manga, a ripensarci erano bei tempi», ricorda. Anche la nostalgia, in fondo, è slow.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-style: normal; line-height: 100%; orphans: 2; widows: 2;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5427238410470812547?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5427238410470812547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5427238410470812547&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5427238410470812547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5427238410470812547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/10/slowcomics-il-turismo-lento-incontra-il.html' title='Slowcomics, il turismo lento incontra il fumetto eccellente &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 16 settembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TLoy9-Ch62I/AAAAAAAAE-o/RbsL9OkaoVM/s72-c/Tour+ITA+imp+43-64-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8478716194430378989</id><published>2010-09-14T11:28:00.035+02:00</published><updated>2010-10-17T03:19:35.370+02:00</updated><title type='text'>LA FILOSOFIA SI INSEGNA COI SUPEREROI  Corriere.it, home page 13 settembre 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cultura/10_settembre_13/filosofia-supereroi-trevisani_aaa0c102-bf0f-11df-8975-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="239" name="immagini1" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9PnfV0I3I/AAAAAAAAE-M/FGiAyjwqcgs/s400/dr.+manhattan.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Batman come Socrate, gli X-Men come i sofisti. Nelle università americane&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;la filosofia la insegnano i supereroi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;. Cresce, infatti, il numero degli insegnamenti che riguardano i cosiddetti “popular media”: fiction, fumetti, cinema, sono da tempo materia di studio negli atenei degli Sati Uniti. Ma che superpoteri e massimi sistemi potessero andare a braccetto, fra un WHAM! e una meditazione cartesiana, nessuno, forse, lo avrebbe mai potuto sospettare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;ETICA&amp;nbsp;- Capita invece che il professor Christopher Robichaud, della Harvard Kennedy School, nel Massachusetts, per avvicinare i suoi allievi ai dilemmi della filosofia morale, offra loro l'esempio di Spider Man: com'è che il giovane Peter Parker deve usare i suoi superpoteri? Moralmente è tenuto a metterli al servizio della comunità? O sarebbe altrettanto «etico» impiegarli per soddisfare la sua vocazione di scienziato? Capita, ancora, che Christopher Bartel, assistente di filosofia all'Appalachian State University del North Carolina, dia da leggere agli studenti&amp;nbsp;Watchmen, il fumetto degli inglesi Alan Moore e dave Gibbons, premio Hugo nel 1988. E un personaggio, in particolare, serve a Bartel per illustrare le teorie del determinismo e del libero arbitrio: è Dr. Manhattan, alias Jon Osterman, lo scienziato che un incidente nucleare ha trasformato in un essere superpotente, in grado, per di più, di prevedere il futuro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9P_K1MWhI/AAAAAAAAE-U/4B4xXyeR0HM/s1600/watchmen.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="320" name="immagini2" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9P_K1MWhI/AAAAAAAAE-U/4B4xXyeR0HM/s320/watchmen.jpg" width="240" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;STAN LEE&amp;nbsp;- Il creatore di tantissimi supereroi (Spiderman, X-Men e i Fantastici 4 su tutti), Stan Lee, ripercorrendo i suoi 71 anni di attività in una&amp;nbsp;recente intervista alla Cnn, lo aveva detto: «Anche se erano storie d'azione a fumetti, ho pensato che poteva essere interessante per i lettori avere una terza dimensione, che ho sempre cercato di introdurre in forma sottile, iniettandovi un po' di filosofia. Qualcosa su cui riflettere, mentre si legge». Più pragmaticamente, il professor Bartel descrive il suo corso – Filosofia, letteratura, cinema e fumetti – come un «fantastico strumento di reclutamento»: moltissimi, fra i suoi studenti, avrebbero scelto la specializzazione in filosofia. Secondo William Irwin, del Black's College of Pennsylvania, non c'è nulla di strano nel mescolare eroi in costume e pensieri altisonanti. «La filosofia comincia con Socrate nelle strade di Atene», commenta, «quando si sforzava di parlare nella lingua del popolo, adoperando analogie con l'agricoltura e citando la mitologia più spicciola». Irwin è, fra l'altro, editore della&amp;nbsp;collana And Philosophy, dove spiccano titoli come&amp;nbsp;X-Men and philosophy,&amp;nbsp;Lost and Philosophy e&amp;nbsp;Batman and Philosophy, dove senza mezzi temini ci si domanda «Perché Batman non uccide Joker?», visto che ogni volta che lo fa arrestare quello, sghignazzando, dopo un po' se ne esce di galera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;NECESSITÀ O PROPAGANDA?&amp;nbsp;- L'autore, Mark White, della City University of New York, si dice sicuro di «scatenare qualche grassa risata nei corridoi». Del resto la domanda si pone legittimamente: questa&amp;nbsp;vague&amp;nbsp;fumettistica negli atenei americani inquadra una reale affinità fra materie di studio e cartoni? Oppure dipende dal narcisismo di qualche professore fanatico di supereroi? Insomma, siamo di fronte a un'evoluzione della didattica, o siamo piombati di colpo in un'aula della scuola Marilyn Monroe, quella del film&amp;nbsp;Bianca&amp;nbsp;di Nanni Moretti? «Ma non stiamo mica mettendo Superman sullo stesso piano di Omero e Dante», ci tiene a precisare Irwin. «L'obiettivo è semplicemente quello di interessare la gente alla filosofia, parlando loro subito in termini familiari».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="LTR" id="rectangle right"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9QqmSvdiI/AAAAAAAAE-c/-7fZfwq027g/s1600/watchmen+3.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="212" name="immagini3" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9QqmSvdiI/AAAAAAAAE-c/-7fZfwq027g/s320/watchmen+3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;SUPERUOMINI&amp;nbsp;- Ma forse una spiegazione più sottile, riguardo all'importanza dei supereroi nella cultura americana, l'ha data involontariamente il filosofo Georges Sorel, che nel 1908 si esprimeva con parole in tutto simili a quelle di un moderno fumetto. Il teorico del sindacalismo rivoluzionario scriveva, nelle sue&amp;nbsp;Riflessioni sulla violenza: «Credo che se Nietzsche non fosse stato così preso dalle sue reminiscenze di professore di filologia, si sarebbe accorto che il superuomo esiste per davvero, e che attualmente è incarnato dalla potenza degli Stati Uniti». E nel 1985, pubblicando&amp;nbsp;Watchmen, Alan Moore mette in scena lo&amp;nbsp;speaker&amp;nbsp;di un telegiornale americano, mentre annuncia al mondo che un uomo dai poteri straordinari (il Dr. Manhattan di cui sopra) è al servizio del governo americano, impegnato nella guerra fredda contro l'Urss. Le parole del conduttore sono esattamente queste: «Il superuomo esiste, ed è americano!». I casi sono due: o Alan Moore ha letto Sorel, oppure della necessità di questi supereroi-filosofi dovremo, come han già fatto gli americani, farci una ragione... filosofica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8478716194430378989?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8478716194430378989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8478716194430378989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8478716194430378989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8478716194430378989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/09/la-filosofia-si-insegna-coi-supereroi.html' title='LA FILOSOFIA SI INSEGNA COI SUPEREROI &lt;br&gt; Corriere.it, home page 13 settembre 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TI9PnfV0I3I/AAAAAAAAE-M/FGiAyjwqcgs/s72-c/dr.+manhattan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7361096323737250920</id><published>2010-08-31T20:57:00.015+02:00</published><updated>2010-10-17T03:16:25.747+02:00</updated><title type='text'>PEETERS. PACHIDERMI E PILLOLE  Max.it, World, 31 agosto 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1P9Qut60I/AAAAAAAAE8c/QrY-C0hDHeY/s1600/PACHIDERMA-05.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="120" name="immagini1" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1P9Qut60I/AAAAAAAAE8c/QrY-C0hDHeY/s320/PACHIDERMA-05.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1P9Qut60I/AAAAAAAAE8c/QrY-C0hDHeY/s1600/PACHIDERMA-05.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;DALL'AUTORE DI KOMA E RG&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Sincero, sobrio, versatile. Agile, elegante, onirico:&amp;nbsp;Frederik Peeters, fumettista ginevrino, classe 1974, ci aveva già stupito con&amp;nbsp;Koma&amp;nbsp;(ReNoir) e&amp;nbsp;RG&amp;nbsp;(Rizzoli Lizard), dimostrandosi abile tanto nel poliziesco che nel racconto fantastico. Ora torna in libreria con due volumi freschi di stampa,&amp;nbsp;Pachiderma&amp;nbsp;(BAO Publishing) e&amp;nbsp;Pillole blu&amp;nbsp;(Kappa Edizioni). Sfogliamo il primo. Svizzera francese, 1951: Carice si precipita all'ospedale, dove il marito è stato appena ricoverato per un brutto incidente. Ma dell'uomo non trova traccia: invece incontra un medico latin lover che ha il cognome e le fattezze di un vecchio attore hollywoodiano, il fascinoso&amp;nbsp;John Barrymore, e fa la spia per i sovietici; e poi un agente segreto che esce come un blob dalla canna di un termosifone; e poi la sua allieva di pianoforte che la bacia in bocca; e fantasmi di bambini che Carice vorrebbe avere, ma non sono mai nati, e le parlano affacciandosi da crepe nel muro, o da dietro gli alberi. Uno legge e si chiede: “Ma come gli viene, a questo?”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: center; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1QYwbU6MI/AAAAAAAAE8k/iXiqVMYAv9A/s1600/PACHIDERMA-03.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="115" name="immagini2" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1QYwbU6MI/AAAAAAAAE8k/iXiqVMYAv9A/s320/PACHIDERMA-03.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;«Volevo fare una storia di fumetto classico», spiega Peeters, «e avevo in mente questa donna borghese, inibita, che a fatica tira fuori i propri sentimenti. Per abiti e decori mi sono rifatto alla commedia americana degli anni '30 e '40».&amp;nbsp;Semplice, no? Tratto asciutto e sintetico, il suo, non un segno o una vignetta di più: nessun compiacimento, l'importante è raccontare, con taglio cinematografico, fra dettagli, silenzi e soggettive.&amp;nbsp;«Mi piace cambiare stile», dice Frederik, «a volte anche radicalmente. Voglio avere la sensazione di migliorare continuamente. Faccio fumetti per divertirmi, distrarmi, viaggiare: in una parola, per fuggire la realtà. Ho un rapporto psicotropo col fumetto: piacere, soddisfazione e astinenza sono i miei sintomi».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: center; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1QeujSBuI/AAAAAAAAE8s/k1xAZQnx2OU/s1600/PilloleBlu_96.jpg"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="152" name="immagini3" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1QeujSBuI/AAAAAAAAE8s/k1xAZQnx2OU/s320/PilloleBlu_96.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Peeters è suo malgrado familiare con termini medici e malattie: in&amp;nbsp;Pillole blu&amp;nbsp;ha raccontato la sua storia: quella di un uomo che a una festa ritrova Cati, una ragazza conosciuta da adolescente, e se ne innamora. Uscita, cinema, cenetta intima: tutto fila, ma lei confessa di essere sieropositiva, e che il suo bambino di tre anni è malato anche lui. Frederik decide di restare con Cati. Ma decide anche, prima ancora di parlarne coi suoi genitori, di raccontare tutto in un fumetto: le ansie, le preoccupazioni e le premure di un rapporto complicato dalla malattia e dai sensi di colpa. Ecco la medicina, da dare al bambino insieme allo yogurt, e la tensione scatenata da un preservativo rotto. E l'incontro con un medico buffo ma esperto, che ridimensiona tutte le paure e addirittura esenta la coppia dall'obbligo di indossare il preservativo. E in fondo a tutto un miscuglio di sentimenti: passione, desiderio, voglia di fuggire. E quella pietà che come un'ombra sinistra marca stretto l'amore, lo rende fragile, insicuro di se stesso. Finché svanisce per l'irrompere dell'ammirazione, sconfinata, per una donna che nelle sue condizioni è capace più che mai di ascoltare, pazientare, prendersi cura degli altri. In 192 pagine vengono giù pregiudizi, paranoie, luoghi comuni sull'HIV, a colpi di vignette.&amp;nbsp;«Quello che resta affascinante nei fumetti», dice ancora Frederik, «è la semplicità della realizzazione. L'autore è solo, ma è direttamente connesso a un lettore, anche lui solo. Ma questo ti permette di essere libero, di spaziare e di ricevere delle reazioni». Che dire? Evviva la Svizzera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Leggi l'intervista al&amp;nbsp;Guardian&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Guarda il trailer di&amp;nbsp;RG&amp;nbsp;(Rizzoli Lizard)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: left; widows: 2;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Guarda il trailer di&amp;nbsp;Koma&amp;nbsp;(ReNoir)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; text-align: center; widows: 2;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1Qjc07VmI/AAAAAAAAE80/ub8b3jveQ20/s1600/koma_poster.jpg"&gt;&lt;img align="BOTTOM" border="0" height="145" name="immagini4" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1Qjc07VmI/AAAAAAAAE80/ub8b3jveQ20/s320/koma_poster.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7361096323737250920?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7361096323737250920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7361096323737250920&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7361096323737250920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7361096323737250920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/08/peeters-pachidermi-e-pillole-maxit_6932.html' title='PEETERS. PACHIDERMI E PILLOLE &lt;br&gt; Max.it, World, 31 agosto 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TH1P9Qut60I/AAAAAAAAE8c/QrY-C0hDHeY/s72-c/PACHIDERMA-05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2840505042332379580</id><published>2010-07-21T13:26:00.009+02:00</published><updated>2010-10-17T02:43:02.835+02:00</updated><title type='text'>HITLER BY PRATT. A FUMETTI  Max.it, home page 21 luglio 2010</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; color: black; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/07-2010/07wo_pratt-20483770540.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEbY8r1KXOI/AAAAAAAAE7c/7kFE7Vzj7Do/s400/JUNGLA.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 23px; text-transform: uppercase;"&gt;QUALCUNO RICORDA GUERRA D'EROI E SUPER EROICA? C'ERA ANCHE IL PAPÀ DI CORTO MALTESE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="contentArticolo" style="border-width: 0px; clear: both; color: black; display: block; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin: 0px; outline-width: 0px; padding: 0px;"&gt;&lt;div style="border-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin: 0px; outline-width: 0px; padding: 10px 0px 0px;"&gt;Adolf Hitler by Hugo Pratt. È questa la sorpresa di&amp;nbsp;&lt;span style="border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;WWII. Storie di guerra&lt;/span&gt; (Rizzoli Lizard): 716 pagine che raccolgono i dodici episodi che il creatore di Corto Maltese disegnò per l'editore Fleetway, a Londra, nel 1960. Fumetti appartenenti al genere, allora in voga, dei War comics britannici, giornaletti in carta leggera destinati a magnificare le imprese degli Alleati contro i nazisti: &lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 23px;"&gt;da noi furono in edicola, dal 1965 al 1992 con le testate Guerra d'eroi e Super Eroica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Albi “vintage” scolpiti nella memoria di quasi ciascun trenta-quarantenne italico, dove Pratt disegnò, fra gli altri, Battler Britton: l'eroe dell'aviazione inglese, che aveva debuttato nel '55 sulle pagine del Sun, rappresenta uno dei rari casi in cui Pratt si mise all'opera su un personaggio non suo. Ma ecco il Führer, nelle chine dense e accattivanti di Pratt, gioire per la messa a punto della V2: nella storia intitolata Vendetta esplosiva il micidiale missile che doveva far vincere la guerra all'Asse viene lanciato dalla Polonia su Londra, ma per un intoppo ondeggia e precipita presto a terra, senza esplodere. I partigiani polacchi recapitano l'ordigno nelle mani di Britton, volato per l'occasione in continente a recuperare i segreti dell'arma, in compagnia di un pavidissimo ingegnere. Storie come questa, un po' spartane e naïf, erano comunque l'occasione, per Pratt, di immergere il pennello nelle foreste dell'est Europa, o nei deserti d'Egitto, dove si scontrano tank e blindati inglesi, e nelle jungle asiatiche del Pacifico, dove gigantesche statue buddhiste fungono da riparo per alcuni marines circondati dai giapponesi. E nel Mediterraneo, dove gli uomini della Special Boat Service, a bordo di canoe e caicchi mettono in scacco intere flotte di navi tedesche. E intanto lo stile e le inquadrature di Pratt, fra neri robusti e contorni impalpabili, in quelle tavole londinesi, sapevano già di altri eroi, di altre guerre e di altri marinai. Aspettando Corto Maltese.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEd1WnunXxI/AAAAAAAAE7s/XRkuJgWAaGk/s1600/Pratt_max_guerra.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="268" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEd1WnunXxI/AAAAAAAAE7s/XRkuJgWAaGk/s400/Pratt_max_guerra.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2840505042332379580?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2840505042332379580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2840505042332379580&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2840505042332379580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2840505042332379580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/07/hitler-by-pratt-fumetti-maxit-home-page_5928.html' title='HITLER BY PRATT. A FUMETTI &lt;br&gt; Max.it, home page 21 luglio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEbY8r1KXOI/AAAAAAAAE7c/7kFE7Vzj7Do/s72-c/JUNGLA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-796836995660337613</id><published>2010-07-19T03:13:00.002+02:00</published><updated>2010-10-17T03:23:06.592+02:00</updated><title type='text'>A LONDRA LA SATIRA E' RUDE E BEFFARDA  Max.it, home page, 16 luglio 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://max.rcs.it/hot/world/07-2010/a-londra-satira-rude-beffarda-20477537735.shtml"&gt;&lt;img border="0" height="270" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEOmFrq8tOI/AAAAAAAAE7U/yEbKtttAoug/s400/tate_max.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Alla Tate Britain la Thatcher in cartapesta, i martelli di The Wall e  tutto il  politicalmente scorretto&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Margaret Thatcher in cartapesta, dallo show televisivo anni ‘80 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spitting Image&lt;/span&gt;. La marcia dei  martelli disegnata da Gerald Scarfe per le animazioni del film dei Pink  Floyd,&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3273U4gYqEI" target="_blank"&gt;The wall&lt;/a&gt;. Napoleone e William Pitt, premier  britannico dei primi dell’Ottocento, che seduti a tavola affettano il  mondo cotto al vapore come una mela, in una stampa di David Gillray.  Cosa ci fanno talenti e stili così diversi tutti insieme nelle stanze di  un museo a Londra? Semplice: &lt;a href="http://www.tate.org.uk/britain/exhibitions/britishcomicart/default.shtm" target="_blank"&gt;Rude Britannia. British comic art&lt;/a&gt;, alla Tate  Britain fino al 5 settembre, è una lunga carrellata-omaggio all'arte  inglese della satira e della caricatura. Film, fumetti, vignette,  sculture, foto, acqueforti d'epoca: dal 1600 in qua ce n'è per ridere e  riflettere, con quello che un po' pomposamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Guardian&lt;/span&gt; ha descritto come “uno dei nostri maggiori  contributi alla cultura mondiale”. &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;Una satira cattivella, sorniona, a volte elegante, altre  sguaiatissima, quella britannica. Con la fama di essere libera e  indipendente: sicuramente molto temuta dal potere, e basti qui per tutti  l'episodio di George Cruikshank, che nel 1820 riceve cento sterline  dalla famiglia reale purché eviti di ritrarre “Sua Maestà Giorgio IV in  qualsivoglia situazione imbarazzante". Una sezione della mostra è  dedicata al tema dell'assurdo: spiccano le illustrazioni dello scozzese  David Shrigley, barbarico, elementare autore del video-cartone animato  di &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Sjyo422YwlA&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;Good song&lt;/a&gt; dei Blur, e i film di Edwina Ashton e  Oliver Michaels. Chi avesse voglia di roba scollacciata ammirerà le  cartoline marittime di&amp;nbsp;Donald McGill, e le caricature di Aubrey  Beardsley, Sarah Lucas e Grayson Perry. Buon pomeriggio, al Tate.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span id="goog_1402623075"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-796836995660337613?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/796836995660337613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=796836995660337613&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/796836995660337613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/796836995660337613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/07/londra-la-satira-e-rude-e-beffarda.html' title='A LONDRA LA SATIRA E&apos; RUDE E BEFFARDA &lt;br&gt; Max.it, home page, 16 luglio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TEOmFrq8tOI/AAAAAAAAE7U/yEbKtttAoug/s72-c/tate_max.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-1007450740919182260</id><published>2010-07-03T11:50:00.013+02:00</published><updated>2010-07-27T19:40:34.327+02:00</updated><title type='text'>IL MARINAIO GENTILUOMO CHE HA ATTRAVERSATO LA STORIA  Corriere della Sera, pag 42, 30 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/30/marinaio_gentiluomo_che_attraversato_storia_co_9_100630062.shtml" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-family: arial;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489615481510214274" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8IMfjmuoI/AAAAAAAAE6w/J_0EurZ3_UI/s400/Corto_Corriere_Gazzetta.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 218px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 361px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-style: italic;"&gt;Sock! Bang! Bang! Bang! Bang!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt; I colpi sparati dalle camicie nere non  vanno a segno su Corto Maltese, cui bastano un calcio, un pugno e un  salto sui tetti per fuggire e cavarsela. &lt;i&gt;Favola di Venezia&lt;/i&gt;, tavola 45:  poco dopo il protagonista è aggredito da un massone armato di coltello,  vestito con tanto di cappuccio e grembiule. Corto lo spinge giù da una  scala, quello cade e muore, senza neppure il classico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-style: italic;"&gt;Tump!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;. Tutto qui  l'agonismo richiesto al nostro eroe, che per il resto della storia è  assorto in dissertazioni dotte con Gabriele d'Annunzio e la sedicente  reincarnazione della filosofa Hipazia. Riparte da Venezia, in un  turbolento 1921, l'avventura di Corto Maltese, che «Corriere della  Sera» e «Gazzetta dello Sport» ripropongono in edizione economica.  Versione integrale, interamente a colori e in formato tascabile: una  rarità. «Corto Maltese è Hugo Pratt» scrive, presentando l'opera, Fabio  Licari: il carattere scanzonato, lo spirito avventuriero è quello del  suo autore, il fumettista veneziano scomparso nel 1995 a 68 anni. Corto è  innanzitutto un testimone: il più famoso nel mondo tra i personaggi del  fumetto italiano è spettatore di eventi storici e politici, ma quando  questi lo incalzano porta onore al suo nome, che nell'&lt;i&gt;argot&lt;/i&gt; spagnolo  significa «svelto».     È il 1967 quando Pratt crea il  marinaio-gentiluomo che ha appassionato due generazioni di lettori ed è  stato tradotto perfino in coreano, turco e serbo. Quell'orecchino, il  berretto, la giacca blu a bottoni si sono fatti notare. Come pure la  sigaretta al labbro, l'aria romantica e i modi eleganti. Ma lui, Corto,  resta un mistero. Qual è la sua storia? Com'è che finisce a fare il  pirata per i tedeschi, nell'Oceano Pacifico, alla vigilia della Prima  guerra mondiale? Perché non ci concede mai una scena d'amore, lui che  pure è circondato da un'abbondante corte di femmine? Si sa che Pratt  non amava raccontare il sesso («Lo sanno tutti come si fanno quelle  cose, non occorre mostrarlo», disse una volta). E che Corto è sempre di  partenza: lo lasciamo in Oceania e riappare nei Caraibi, in Amazzonia,  in Honduras. Si sposta dall'Irlanda al Corno d'Africa, alla Siberia  del dopo rivoluzione, a caccia di un treno pieno d'oro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8JhtNLBMI/AAAAAAAAE7A/SQ9h558rMKM/s1600/corto.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-family: arial;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489616945463100610" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8JhtNLBMI/AAAAAAAAE7A/SQ9h558rMKM/s320/corto.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Finché, nel  1923, arriva in una Buenos Aires fatta di tango, biliardo e  giarrettiere, in cerca di un'amica identica alla diva del cinema muto  Louise Brooks.    «Con Pratt la conoscemmo a casa sua, nel 1983, a  Rochester, negli Usa» ricorda l'amico di una vita, Vincenzo Mollica.  «Lei, che aveva già ispirato il caschetto di Valentina di Guido Crepax,  lo stupì mostrandogli un Corto Maltese appeso al muro». Amici importanti  ne ha avuti, il marinaio. Da François Mitterrand a Federico Fellini, da  Paolo Conte a Umberto Eco, cui piacque dire: «Se voglio divertirmi  leggo Hegel, se voglio impegnarmi leggo Corto Maltese». Perché Pratt ha  emancipato il fumetto, lo ha portato «a una altissima dignità di maturo e  autonomo genere letterario», per citare ancora Eco, mescolando  rivoluzioni e guerre, letteratura e filosofia.    Soprattutto Corto  attraversa la storia: incontra Jack London in Manciuria, Stalin ad  Ancona, Hermann Hesse nel Canton Ticino. Il suo migliore amico è  Rasputin, lo stregone dei Romanov, o perlomeno la sua trasfigurazione  ingenua, spietata, sanguinaria fino all'idiozia. E Corto è sempre già  noto, già presentato, a suo agio con tutti. Qualche elemento in più,  Pratt, lo annota a corredo dei suoi acquerelli: Corto nasce a Malta nel  1887, ma cresce a Gibilterra. Il padre è un marinaio inglese, la madre  una gitana. Da una cartomante, un giorno, scopre di non avere la linea  della fortuna sulla mano sinistra. Allora prende un rasoio d'argento e  se la incide da sé. È fatto così, Corto Maltese. Beffardo, cinico,  scettico. Non ha patrie né ideali, all'apparenza. Ma poi è capace di  gesti nobili, come accompagnare un'orfana in un viaggio pericoloso  attraverso l'Asia, solo perché un simpatico sconosciuto glielo ha  chiesto. I dettagli sono rivelatori: l'orecchino, Corto, lo porta al  lobo sinistro, come d'uso nella Marina mercantile britannica. La giacca  invece l'ha presa a Burt Lancaster, nel ruolo del capitano O'Keefe  nel film &lt;i&gt;Il trono nero&lt;/i&gt; (1954). All'attore ha rubato anche la stazza, il  sorriso e gli occhi. «Ma pensa se mì fosse stà più alto, con 'sti oci  qua!» scherzava Pratt, confrontandosi col fascino di Corto: lo racconta  Guido Fuga, il collaboratore che per lui realizzava fondali, treni,  aerei. Insieme, a Venezia, nel 1977, lavoravano alla Favola per &lt;i&gt;L'Europeo&lt;/i&gt;, al ritmo di otto strisce a settimana. «Dormivamo da Hugo, a  Malamocco. Che levatacce, all'alba. Colazione in cucina e si tirava  fino all'una. Poi tutti a pranzo da Scarso» il ristorante dove Corto,  in &lt;i&gt;L'angelo della finestra d'Oriente&lt;/i&gt;, mangia uno «sfogio» (una  sogliola). Pratt prendeva molto dalla sua vita: storie e facce. La  Hipazia di &lt;i&gt;Favola&lt;/i&gt; è ispirata a Patty Pravo, ma «il naso Hugo lo prese in  prestito a una giovanissima redattrice di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-style: italic;"&gt;Linus&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;» rivela Fulvia Serra,  che fondò, con Pratt, e diresse la rivista &lt;i&gt;Corto Maltese&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8JbtjF56I/AAAAAAAAE64/XC8kHN9hxP0/s1600/cortoMaltese.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-family: arial;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489616842475825058" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8JbtjF56I/AAAAAAAAE64/XC8kHN9hxP0/s320/cortoMaltese.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 187px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Volti  rubati. «Venexiana Stevenson - rivela Fuga - è la colorista Mariolina  Pasqualini: nei fumetti impugnava la Luger e faceva la spia per gli  austriaci, ma nella realtà rimase incinta. "Sei matta? Un'avventuriera  incinta?", esplose Pratt apprendendolo, e a un certo punto della storia  tolse Venexiana da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-style: italic;"&gt;La casa dorata di Samarcanda&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;, appunto raccontando che  era gravida».    Talento, fantasia e una solida base documentaria: era  questa l'alchimia di Pratt, che aveva una biblioteca di oltre 30 mila  volumi. Libri su pellerossa, logge massoniche, colonie africane. Manuali  di storia, raccolte di figurine, militaria. Le sue ispirazioni:  Melville, Conrad, Wallace, Zane Grey. E i romanzi di Stevenson, al quale  strappò la definizione di «gentiluomini di fortuna» e che lesse «in un  campo d'internamento di Dire Dawa, sotto una calura infernale». Perché  la vita di Pratt non è meno avventurosa di quella immaginaria di Corto: a  soli 10 anni segue il papà, sottufficiale fascista, nella colonia  etiope. Prigioniero degli inglesi dopo il '41, a Venezia, nel dopo  liberazione, collabora con gli Alleati. Nel 1949 se ne va in Argentina,  dove vivrà per 13 anni. Poi gli Stati Uniti, l'Inghilterra e la  Francia, dove arriva il successo, con le storie brevi del Maltese. Dopo  vennero i racconti lunghi, senza scadenze e senza cliché, decenni prima  del cosiddetto fenomeno «graphic novel». E per Corto Pratt aveva  previsto una «ultima puntata», ambientata nella guerra di Spagna: «L'ultima guerra possibile, per quel romantico» disse Pratt, che modificava  il suo stile alla ricerca di un segno sempre più sintetico. «Vorrei  arrivare a dire tutto con una linea» amava ripetere: nelle &lt;i&gt;Elvetiche&lt;/i&gt; e  in &lt;i&gt;Mu&lt;/i&gt;, le ultime storie di Corto, il suo tratto, da fitto e realistico  che era, si era fatto onirico, rarefatto. Come un'onomatopea. Come un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 130%; font-style: italic;"&gt; Sock! Bang! Bang! Bang! Bang!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;. Su il sipario, entra in scena Corto  Maltese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8J5ocqYHI/AAAAAAAAE7I/98C3TQprcmc/s1600/CORTO_Corriere.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-family: arial;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489617356502753394" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8J5ocqYHI/AAAAAAAAE7I/98C3TQprcmc/s320/CORTO_Corriere.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 320px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 227px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-1007450740919182260?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/1007450740919182260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=1007450740919182260&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1007450740919182260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1007450740919182260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/07/il-marinaio-gentiluomo-che-ha.html' title='IL MARINAIO GENTILUOMO CHE HA ATTRAVERSATO LA STORIA &lt;br&gt; Corriere della Sera, pag 42, 30 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TC8IMfjmuoI/AAAAAAAAE6w/J_0EurZ3_UI/s72-c/Corto_Corriere_Gazzetta.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7988428425925392483</id><published>2010-06-24T14:24:00.007+02:00</published><updated>2010-06-27T03:03:59.053+02:00</updated><title type='text'>EL NINO MARAVILLA GUIDA LO SQUADRONE A FUMETTI  Corriere.it, home page, 22 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCNU0-0r6kI/AAAAAAAAE6U/Yj-n1u7ZQCU/s1600/madam.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 480px; height: 477px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCNU0-0r6kI/AAAAAAAAE6U/Yj-n1u7ZQCU/s400/madam.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486322040261306946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;MILANO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; - "El niňo Maravilla", lo chiamano in Cile. E sono gesta e soprannome da cartone animato, quelli di Alexis Sanchez: il 21enne attaccante dell'Udinese contro la Svizzera ha sfoggiato tecnica e rapidità impressionanti, degni di una controfigura di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Holly e Benji&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Ma è proprio ispirandosi al mitico anime giapponese che Brian Wallis e Sebastián Castro hanno sceneggiato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Triunfadores&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, il fumetto sulla nazionale cilena pubblicato ogni week end dal quotidiano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;El Mercurio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Ed ecco El niňo, “Chupete” Suazo, “Flaco” Ortiz e gli altri ragazzi della Roja apparire anche su boxer, magliette, adesivi e cuscini. Una mania, quella per i Triunfadores, incrementata dalla doppia vittoria in un mondiale dopo 48 anni di digiuni, e che appartiene al filone dei "fumetti mondiali".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;COMICS&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; - Dal Giappone agli Usa, dal Sudafrica all'Inghilterra, da Milano a Hong Kong, sono infatti &lt;a href="http://www.corriere.it/gallery/sport/06-2010/mondiali-calcio-sudafrica/37/mondiale-fumetti_201f4028-7df4-11df-a575-00144f02aabe.shtml#1"&gt;tantissimi i comics dedicati quest'anno alla Coppa del mondo&lt;/a&gt;. Il primo della serie è stato il cartoon della mascotte ufficiale del torneo: Zakumi è un sedicenne leopardino antropomorfo, che incarna la passione degli adolescenti per il calcio. Le sue avventure compaiono sul sito della Fifa: ingenuo e spontaneo, Zakumi arriva a tingersi i "capelli" di verde per meglio mimetizzarsi in mezzo al campo di gioco, ma la via del gol, nella savana, gliela insegna il suo coach, un esotico uccellino accompagnato da una simpatica scimmietta. Zakumi è stato creato dal sudafricano Adries Odendaal, ma la striscia è realizzata da una singolare coppia di autori: l'americano Stephen Francis e l'austriaco Rico Schacherl, peraltro già molto noti in Sudafrica per aver creato, nel 1992, la striscia più popolare del Paese, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Madam &amp;amp; Eve&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;: pubblicato dal &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mail &amp;amp; Guardian&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, settimanale di Johannesburg a tendenza liberal, il fumetto, in questi giorni mondiali, ironizza sulla mania delle vuvuzelas, addirittura facendole suonare alle orecchie dei dannati all'inferno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Madam &amp;amp; Eve &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;racconta la vita in Sudafrica dopo la fine dell'apartheid: Gwen è la tipica bianca benestante che da padrona si ritrova ad essere semplice datrice di lavoro per Eve, una donna di colore che riscopre la sua coscienza sociale. Fra litigi e trattative sullo stipendio sotto sotto le due si vogliono bene, ma non hanno voglia di ammetterlo. La strip scherza anche sulla paura di furti e attentati durante la competizione: un tema caro anche al 52enne sudafricano Zapiro, fumettista con un passato da attivista e obiettore militare. Arrestato illegalmente nel 1983 dal regime dell'apartheid, oggi sforna vignette anche lui per il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Mail &amp;amp; Guardian&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCNV75Akf7I/AAAAAAAAE6k/GtIvpBbGKRs/s400/sky+comic.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border- outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;RECORD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; - Dicevamo del Cile, ma un autentico esempio di fumetto-calcio-mania è quello di Sky Comic, un cartoon da record creato in Giappone: 13 teloni da 300 metri quadri, ciascuno raffigurante un calciatore della nazionale nipponica, sono stati dipinti a mano dai tifosi in 13 diverse città del Paese, e disposti su un campo accanto all'aeroporto Haneda di Tokyo, il 26 maggio, alla partenza dei giocatori per il Sudafrica. Il manga vero e proprio, invece, realizzato dall'agenzia TWBA, si può ammirare sul sito dell'Adidas, sponsor del progetto e del team capitanato da Makoto Hasebe. Un altro fumetto su commissione è quello di Peter Kuper, americano di Cleveland: il 52enne fumettista underground, per la catena tv ESPN ha realizzato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;A complete history of the World Cup&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, narrazione tragicomica dei Mondiali, dove alla prima tavola spunta un Mosè avvolto nella bandiera britannica, mentre dona al mondo, nel 1863, le tavole con le regole del gioco del calcio. Altro lavoro d'autore è quello dell'argentino German Aczel, che in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Passione mondiale. 1930-2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, attualmente allegato a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Corriere della Sera &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Gazzetta dello Sport&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, ha disegnato le scene-madri della Coppa del Mondo, da Pelè che esulta sollevato da Jairzinho all'urlo euforico di Tardelli. Malinconico e poetico fu invece il mondiale inglese di Gigi Meroni, capro espiatorio della spedizione del 1966, finita contro la Corea del Nord – gara che peraltro non giocò: l'episodio è ricordato a fumetti in Gigi Meroni. Il ribelle granata (BeccoGiallo), dove Riccardo Cecchetti, su testi di Marco Peroni, disegna Edmondo Fabbri che porge la maglia azzurra a Meroni e gli dice: «È tua, se ti tagli i capelli».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;IN RETE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; - Ma i fumetti "mondiali" impazzano sul web, dove Haiku Comics sfotte i portieri, trasformati in zombie dalla paura di Jabulani, il pallone dalle traiettorie impossibili. Il blogger-fumettista Dan Fish, inglese di Essex, in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Foot-balls of Fury &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ironizza sull'infortunio di Beckham e immagina un'invasione di alieni sgominati da un nuovo capitano britannico, tale Glenn Barry, ma soprattutto da un'allergia ai terreni in erba sintetica. Gli azzurri sono ben più vivaci e pimpanti di quanto mostrato finora in Sudafrica, sulle pagine di Topolino: Zio Paperone e lo sponsor mondiale, nel numero uscito il 9 giugno, ha messo in scena Tuffon, Cannapapero, Gattoso, Ghellini e il c.t. Marcello Filippi, paper-nazionali che strabiliano per somiglianza coi "titolari". Ma ancora sul web graffia Chris Toy da Hong Kong, 28 anni, autore di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline- font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Studs Up&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, cattivissima satira sull'isteria calcistica che conta oltre 20mila fans su Facebook e si finanzia vendendo online casacche "fumettose" marchiate "Studs Up Football Club". «Tutti i tifosi devono essere matti, altrimenti non potrebbero sopravvivere ai su e giù delle loro squadre in classifica», spiega Chris, che da vero supporter commenta: «Adoro avere sei ore di calcio da guardare ogni giorno, però vorrei che gli arbitri fossero migliori». C'è un personaggio nevrotico, in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Studs Up&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, che per silenziare le vuvuzelas prende il televisore a colpi di kalashnikov. Ma fa scalpore un Maradona panciuto che non la finisce più di distribuire smancerie ai suoi giocatori, scatenando la terribile ira di Carlos Tevez. «Non per nulla un giornalista ha chiesto a Maradona se non fosse troppo affezionato alla squadra, e lui si è arrabbiato moltissimo», dice Toy. E allora anche Diego si rilassi con un buon calcio-fumetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7988428425925392483?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7988428425925392483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7988428425925392483&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7988428425925392483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7988428425925392483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/el-nino-maravilla-guida-lo-squadrone_24.html' title='EL NINO MARAVILLA GUIDA LO SQUADRONE A FUMETTI &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 22 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCNU0-0r6kI/AAAAAAAAE6U/Yj-n1u7ZQCU/s72-c/madam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8075175850257391830</id><published>2010-06-23T02:38:00.005+02:00</published><updated>2010-06-24T00:08:44.383+02:00</updated><title type='text'>ROCK E FUMETTI CREATI IN DIRETTA  Corriere della Sera Milano, pag 15, 19 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFYkLCryaI/AAAAAAAAE50/nbnwp9S-snA/s1600/CoverDIsco200B.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 317px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFYkLCryaI/AAAAAAAAE50/nbnwp9S-snA/s320/CoverDIsco200B.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485763199576557986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0);  font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse;  "&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Musicista e autore di fumetti, Sergio Gerasi si esibisce stasera al Bitte con la sua band, i 200 Bullets, in un mix curioso di rock e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;cartoons&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Alternandosi fra batteria e pennelli, il milanese disegnerà dal vivo i suoi personaggi per presentare il progetto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Le tragifavole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, cd e fumetto editi insieme dalla ReNoir: otto tracce dai ritmi pop-melodici accompagnano cinque racconti in virato seppia dedicati da Gerasi a personaggi strani e solitari vittime di singolari incantesimi legati alla nevrosi metropolitana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-collapse: collapse;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Nelle canzoni dell'album, così come nel fumetto, rivivono personaggi e atmosfere meneghine: «Sono un frequentatore della notte, il Lacerba in via Orti e il Juleps ai Navigli sono mete fisse - racconta Gerasi - Una volta c'era il Daria, sul Naviglio Grande, onnipresente nelle mie tavole». Il concerto è preceduto dall'esibizione della&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="border-collapse: collapse;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; compagnia Mali Weil, che unisce danza e videoinstallazione, ed è seguito dal dj&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; set di Jam Kesten di Radio Popolare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Le tragifavole show&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, Bitte, via Watt 37, ore 21. Ingresso gratuito con tessera Arci.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFZwbwAZWI/AAAAAAAAE58/a2EAM1UGQtg/s1600/tragifavole.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 264px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFZwbwAZWI/AAAAAAAAE58/a2EAM1UGQtg/s320/tragifavole.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485764509731677538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8075175850257391830?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8075175850257391830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8075175850257391830&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8075175850257391830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8075175850257391830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/rock-e-fumetti-creati-in-diretta.html' title='ROCK E FUMETTI CREATI IN DIRETTA &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 19 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFYkLCryaI/AAAAAAAAE50/nbnwp9S-snA/s72-c/CoverDIsco200B.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-1434635107125630636</id><published>2010-06-23T02:03:00.010+02:00</published><updated>2010-06-24T00:06:40.692+02:00</updated><title type='text'>HEX, SANGUE, AZIONE E MEGAN FOX  Max.it, home page 17 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFQ1tf6T7I/AAAAAAAAE5k/pxwf8sFzG_M/s1600/Jonah-Hex_locandina.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFQ1tf6T7I/AAAAAAAAE5k/pxwf8sFzG_M/s400/Jonah-Hex_locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485754704790704050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Appassionati di comics e cinema ecco il vostro pane: il 18 giugno  esce in Usa il nuovo western targato Warner Bros. Con una musa speciale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="font-family: verdana;font-family:verdana;" class="contentArticolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Pistole, Tomahawk e "tanta" Megan Fox. Si presenta succulento come un  doppio hamburger Jonah Hex, il western targato Warner Bros che esce il  18 giugno nelle sale americane.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Il 42enne Josh Brolin interpreta uno spietato cacciatore di taglie,  personaggio originariamente nato a fumetti per la Dc Comics nel 1972,  dalla fantasia di John Albano e Toni DeZuniga. Jonah ha la metà del  volto orrendamente sfregiata da un tomahawk incandescente, “regalo”  degli stessi apache che da ragazzo l'hanno comprato da suo padre: con  un'adolescenza del genere, se sei alla fine dell'Ottocento e ti trovi  nel selvaggio far west, il minimo che puoi fare è metterti a girare il  mondo con la tua divisa da soldato sudista, a caccia di taglie e di  gente da aprire a colpi di ascia. E che poi ti innamori di una  prostituta-pistolera, Lilah (Megan Fox), e che il tuo peggior nemico sia  un proprietario di piantagioni, Quentin Turnbull, interpretato da un  mefistofelico John Malkovic.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Brolin è stato talmente entusiasta delle riprese da esprimere il  desiderio di fare un sequel, mentre la Dc ha già sfornato con tempismo  un nuovo graphic. E fra orrore, pulp e deviazioni soprannaturali, il  fumetto è incredibile e spericolato come il primo Corto Maltese,  spietato e serrato come il più trucido Frank Miller, e dovrebbe quindi  rispecchiarsi nel film e divertire senza deludere gli appassionati di  comics.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, per fare il confronto, gustatevi gli  strepitosi disegni del maestro catalano Jordi Bernet accanto alle  immagini del film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=CyBWgI5TW4U" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Guarda  il trailer ufficiale della Warner Bros  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cineblog.it/post/23011/7-spot-tv-per-jonah-hex" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Guarda tutti i sette trailer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFQwDVmVuI/AAAAAAAAE5c/lLT9wc3KDiE/s1600/jonh_cv38.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 264px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFQwDVmVuI/AAAAAAAAE5c/lLT9wc3KDiE/s400/jonh_cv38.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485754607573817058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-1434635107125630636?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/1434635107125630636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=1434635107125630636&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1434635107125630636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/1434635107125630636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/hex-sangue-azione-e-megan-fox-maxit.html' title='HEX, SANGUE, AZIONE E MEGAN FOX &lt;br&gt; Max.it, home page 17 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFQ1tf6T7I/AAAAAAAAE5k/pxwf8sFzG_M/s72-c/Jonah-Hex_locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2731886320636780978</id><published>2010-06-23T01:54:00.007+02:00</published><updated>2010-06-24T00:07:10.529+02:00</updated><title type='text'>HECTOR UMBRA: IL MOSTRO E' POP  Max.it, Hot, 17 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFN5Fd4vUI/AAAAAAAAE48/5d4Nl0VS1DE/s1600/max_umbra2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 272px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFN5Fd4vUI/AAAAAAAAE48/5d4Nl0VS1DE/s400/max_umbra2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485751464229387586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;h3  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Un antieore scarsissimo a letto e le trame del Fronte di  Infiltrazione Neurologica. Ecco il fumetto più "fuori" del momento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;«Uli Oesterle è un genio e una fonte di ispirazione». Lo ha detto  Mike Mignola, il creatore di Hellboy, e abbiamo dei motivi per  credergli. Oesterle, 44 anni da Karlshrue, scrive e disegna i suoi  fumetti, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;racconti di droghe,  fantascienza e piani di realtà incrociati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;.&lt;br /&gt;Un delirio grafico  e narrativo, dove SNORCH SNORCH è il rumore di uno che russa, e STRULL  STRULL è il suono di una pipì fatta contro l'albero. Incontriamo Uli a  Milano per il suo tour promozionale. Scopriamo che ha lo sguardo serio,  beve molta birra (ma la regge benissimo), e quando mette gli occhiali ha  l'aria di un professore che si accinge a correggere i compiti.&lt;br /&gt;Eppure  Oesterle è l'autore di uno dei fumetti più fuori di testa degli ultimi  anni: Hector Umbra (BD, 2010, una nomination in gennaio al festival di  Angouleme) è la storia di un antieroe che fa cilecca a letto, veste  perennemente come uno de &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Le Iene &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;e  frequenta amici invadenti e viziosi.&lt;br /&gt;Un giorno Hector inizia a  vedere degli orribili mostri: si tratta del Fronte di Infiltrazione  Neurologica, paranoie e complessi capaci di impadronirsi della mente di  chi fa l'errore di crederli veri.&lt;br /&gt;In questa sorta di Matrix in salsa  di crauti i mostri sequestrano Osaka, il migliore amico di Hector, che è  anche il dj più acclamato di Monaco di Baviera: vogliono usarlo per  plagiare le menti dei giovani, e procedere alla conquista del mondo. Ma  Hector conosce la chiave per sconfiggere il Fronte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Uli, al braccio i tuoi mostri portano  uno stemma rosso bianco e nero, simile a quello del partito nazista.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;«L'ho fatto apposta, in Germania l'argomento nazismo è tabù, e  questo per me è un grosso problema». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Contorni netti, parecchi dettagli,  inquadrature inclinate, palazzi e ambienti disegnati in pendenza. Quali  sono le tue ispirazioni per questo mondo surreale?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;«Certamente Tom Waits e l'espressionismo tedesco, soprattutto Il  gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene, e graficamente George  Grosz, Otto Dix e Josè Muňoz».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFOY9wmKOI/AAAAAAAAE5E/aivjRvL2itI/s1600/Hector+Umbra+32.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFOY9wmKOI/AAAAAAAAE5E/aivjRvL2itI/s320/Hector+Umbra+32.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485752011916191970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Osaka è un personaggio particolare:  dice che con le donne non ha fortuna, ma poi scopriamo che è andato a  letto con tutti i personaggi femminili, ecezion fatta per la moglie di  Hector&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;.&lt;br /&gt;«Il modo in cui Osaka parla delle donne e di se  stesso, in terza persona (“Per quel genere di creature Osaka necessita  di istruzioni per l'uso”) è tale quale a quello di un mio amico che con  l'altro sesso non sa che pesci prendere. È stato come regalargli un  sogno: gli faccio rimorchiare tutte le donne del mio graphic». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Hector è molto diverso da Osaka,  Frantisek e gli altri suoi amici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;«Hector pensa sempre. E osserva gli altri. È quello che faccio  anch'io: la realtà è la cosa più importante, la vera fonte di  ispirazione. Tutti i personaggi sono ricavati da gente che ho conosciuto  davvero. La barista, Maria, è mia moglie, per esempio».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Nel fumetto ci sono homeless, anziani  depressi, e tanti folli. Come mai tanti freaks?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;«Devi sapere che anni fa ho esagerato con il fumo. Per 3-4 settimane  non ho capito più nulla, ero afasico, poi ho ripreso a parlare ma  dicevo sempre la stessa frase, pur essendo convinto di dire ciò che  intendevo. È stato terribile, ma lì è nata la voglia di guardare cosa  c'è dietro alla follia delle persone».  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;A un certo punto Hector scopre di  essere capace di andare nell'adilà, dove incontra il suo amico Joseph,  morto per overdose&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;.&lt;br /&gt;«È la citazione di un mio amico, Alex,  morto anche lui dieci anni fa. Per me è stato come dire che la morte non  è la fine».  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="verdana"&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=742T-ogL888&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Guarda il trailer tedesco di Hector Umbra &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="verdana"&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Kz1OMzfVP6Y&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Guarda l'autore a Milano incontrato da C6TV&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2731886320636780978?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2731886320636780978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2731886320636780978&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2731886320636780978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2731886320636780978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/hector-umbra-il-mostro-e-pop-maxit-hot.html' title='HECTOR UMBRA: IL MOSTRO E&apos; POP &lt;br&gt; Max.it, Hot, 17 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TCFN5Fd4vUI/AAAAAAAAE48/5d4Nl0VS1DE/s72-c/max_umbra2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-2357576485669320849</id><published>2010-06-12T14:49:00.011+02:00</published><updated>2010-06-23T21:03:01.043+02:00</updated><title type='text'>Archi &amp; BD: città a fumetti a Parigi  Max.it, home page 11 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/06-2010/archibd-citta-fumetti-parigi-20448007800.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 286px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBODG5OrTmI/AAAAAAAAE4k/VoLkpFsgsnI/s400/ARCHI%26BD_BENJAMIN.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481869325904858722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Magnificenti come la New York di Will Eisner; vertiginose come la  Gotham City di Batman; incredibili e giocattolose come la Slumberland di  Little Nemo. Sono le città a fumetti, celebrate nell'esposizione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.archietbd.citechaillot.fr/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Archi&amp;amp;BD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;,  che apre il 9 giugno al Palais de Chaillot a Parigi: 350 opere, oltre  150 autori, fra i quali Jack Kirby, Blutch, Tardi, Hergé, André  Franquin. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="contentArticolo"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;C'è la Tokyo di Jiro Taniguchi e Osamu Tezuka, ci sono le città  immaginarie di Moebius e Bilal. Il tutto impreziosito da una scenografia  futuristica. Tavole come architetture, città come sogni ad occhi  aperti: per chi si trovasse in zona un appuntamento da non perdere, a  pochi passi dalla Torre Eiffel.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Archi&amp;amp;BD. La Ville dessinée, dal 9 giugno al 28 novembre al  Palais de Chaillot a Parigi, presso la Cité de l'architecture et du  patrimoine, 1 place du Trocadéro, ingresso 8/5 euro, orari 11-19, chiuso  il sabato, giovedì chiusura alle 21: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.citechaillot.fr/index.php" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;info&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBO357RJQJI/AAAAAAAAE40/9fUBIDgc5w4/s1600/MOEBIUS_INCAL.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 303px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBO357RJQJI/AAAAAAAAE40/9fUBIDgc5w4/s400/MOEBIUS_INCAL.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481927377230053522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-2357576485669320849?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/2357576485669320849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=2357576485669320849&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2357576485669320849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/2357576485669320849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/archi-bd-citta-fumetti-parigi-maxit.html' title='Archi &amp; BD: città a fumetti a Parigi &lt;br&gt; Max.it, home page 11 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBODG5OrTmI/AAAAAAAAE4k/VoLkpFsgsnI/s72-c/ARCHI%26BD_BENJAMIN.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7673317379781896825</id><published>2010-06-12T14:46:00.009+02:00</published><updated>2010-06-23T03:08:54.195+02:00</updated><title type='text'>NOTUBE CONTEST: il video più inutile del web  Max.it, Hot 11 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/06-2010/notube-contest-video-piu-inutile-web-20448007466.shtml"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/laz2PNcVFg8&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/laz2PNcVFg8&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="385" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;È il video più inutile del web. Si intitola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=laz2PNcVFg8&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Too late night in Tel Aviv&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; e lo ha scovato in rete  Matthieu Grimault, che si aggiudica il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://notubecontest.com/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;NoTube Contest  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;indetto  dal collettivo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.iocose.org/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;IOCOSE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La giuria ha selezionato una serie di video “noiosi, vani e futili”,  visibili &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.notubecontest.com/domestic_standing_ovation/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;. Le regole del concorso, alla sua seconda  edizione, sono molto semplici: i video non devono essere linkati in  rete, non devono avere commenti né offire tag per essere cercati. E  soprattutto devono impedire la risposta a queste domande: perché è stato  prodotto il video? Perché è stato pubblicato? Che interesse c'è a  vederlo? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;«È il più efficace, indecifrabile e insignificante, la migliore  espressione del presente, ovvero del “niente"»: così uno dei giurati, il  filosofo Franco “Bifo” Berardi (fra i fondatori di Radio Alice negli  anni '70 a Bologna), ha commentato i 14 secondi del video vincitore,  dove nell'oscurità si scorge una piccola luce, mentre un adulto e un  ragazzino scambiano frasi qualsiasi, tipo queste: «Non so...», «Ci  potremmo alzare alle 10», «Alle 10». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Il nulla, ripreso e messo online.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/06-2010/notube-contest-video-piu-inutile-web-20448007466.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOB-6kgDgI/AAAAAAAAE4c/pYedj_TaPOs/s400/notubecontest.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481868089314250242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7673317379781896825?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7673317379781896825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7673317379781896825&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7673317379781896825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7673317379781896825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/notube-contest-il-video-piu-inutile-del.html' title='NOTUBE CONTEST: il video più inutile del web &lt;br&gt; Max.it, Hot 11 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOB-6kgDgI/AAAAAAAAE4c/pYedj_TaPOs/s72-c/notubecontest.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5532808499705460372</id><published>2010-06-12T14:42:00.004+02:00</published><updated>2010-06-23T03:09:05.733+02:00</updated><title type='text'>LOGICOMIX: MITICO FUMETTO MATEMATICO  Max.it, Hot, 9 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/06-2010/logicomix-mitico-fumetto-matematico-20450876952.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 211px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOA7IuHUNI/AAAAAAAAE4E/YJxUEG5Jmg0/s400/LOGICOMIX_LABIRINTO.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481866924881563858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;State alla larga dalle persone ordinate e coerenti. Logici,  matematici, campioni della verità perfettamente dimostrata e  indubitabile: pussa via! Tutta gente che non fa che cambiare moglie,  ignorare i figli, fare la guerra, scagliarsi contro gli ebrei e le  minoranze. Tutto per la smania di arrivare a una “rigorosa,  inconfutabile conclusione logica”.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Pensate che ci sono in giro “nerd” così fanatici da scrivere un  trattato di 362 pagine per dimostrare (senza dubbio, eh?) che 1+1 fa 2:  lo fece Bertrand Russell (1872-1970), quando pubblicò con Alfred  Whitehead i Principia mathematica negli anni '10 del Novecento. Fondare,  stabilire, corazzare la matematica contro il dubbio della logica:  questo era lo scopo della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ricerca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  di Russell, il pungolo di tutta una vita, lunghissima e avventurosa,  raccontata ora a fumetti in un graphic prodigioso e sbalorditivo per la  insospettabile scorrevolezza delle sue 352 pagine (Russell era proprio  imbattibile, NdR). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Logicomix&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  (Guanda, 23 euro), è arrivato in Italia ai primi di giugno, dopo essersi  piazzato al primo posto del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://artsbeat.blogs.nytimes.com/2009/10/09/graphic-books-best-seller-list-10/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;New York Times Bestselling Graphic Books&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, e aver  conquistato Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Grecia, terra natìa degli  autori: ina curiosa pattuglia di 40-50enni, comprendente lo scrittore  (ex-studente di matematica) Apostolos Doxiadis, Christos H.  Papadimitriou (matematico professore a Berkley), e il disegnatore Alecos  Papadatos, più la colorista franco-algerina Annie Di Donna (ombre e  seppiati degni del miglior Quentin Tarantino). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOBSKuPEeI/AAAAAAAAE4M/YJta-5ykkLU/s1600/Logicomix.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 230px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOBSKuPEeI/AAAAAAAAE4M/YJta-5ykkLU/s320/Logicomix.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481867320555934178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nel fumetto, Russell medesimo racconta la storia della sua vita, e ne  trae una conclusione logica, ma non definitiva: ci sono dilemmi che  nessun algoritmo può risolvere, e bisogna accettare un po' di follia per  avere più saggezza. La trama ve la risparmiamo. Ma che goduria  l'incontro fra Russell e il giovane Wittgenstein. L'inglese dice: «Non è  forse vera l'affermazione: “In questa stanza non c'è nessun  rinoceronte?”». E l'austriaco: «No, assolutamente no!». Falso, ma  logico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="verdana"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="verdana"&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=XebglmXrgEc" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi  gli autori in rete su YouTube&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="verdana"&gt; &lt;a href="http://www.logicomix.com/en/index.php?option=com_content&amp;amp;view=frontpage&amp;amp;Itemid=53" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi il sito di Logicomix &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p face="verdana"&gt; &lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/09/27/books/review/Holt-t.html?_r=3" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Leggi la critica sul New York Times &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5532808499705460372?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5532808499705460372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5532808499705460372&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5532808499705460372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5532808499705460372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/logicomix-mitico-fumetto-matematico.html' title='LOGICOMIX: MITICO FUMETTO MATEMATICO &lt;br&gt; Max.it, Hot, 9 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOA7IuHUNI/AAAAAAAAE4E/YJxUEG5Jmg0/s72-c/LOGICOMIX_LABIRINTO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-6735529910523382292</id><published>2010-06-12T14:37:00.007+02:00</published><updated>2010-06-23T03:09:20.234+02:00</updated><title type='text'>IL FRIGIDAIRE E' RIPARTITO  Max.it, home page 9 giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBN_3E2aviI/AAAAAAAAE3s/0Og5wilMktE/s1600/frigidaire_max2.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 301px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBN_3E2aviI/AAAAAAAAE3s/0Og5wilMktE/s400/frigidaire_max2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481865755611545122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; Erano freddi, distaccati e sardonici. Sono tornati incazzati come  conviene ai tempi che corrono. Sono quelli di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;a href="http://www.frigolandia.eu/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;,  la rivista-mito del fumetto italiano,  in edicola dal 5 giugno: 20  pagine per 3 euro in formato tabloid, in allegato ogni mese col  quotidiano Liberazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  compie 30 anni da quel novembre 1980 in cui andò in edicola il numero 1  (ora siamo a 225). Compleanno festeggiato con una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.centroartivisivepescheria.it/index.php?id=7548&amp;amp;tx_ttnews%5Btt_news%5D=10491&amp;amp;tx_ttnews%5BbackPid%5D=4413&amp;amp;cHash=388af23ff6" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;mostra appena inaugurata a Pesaro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;. Nel nuovo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; troveremo cose di Giacon,  Palumbo, Nigraz, Squaz, Delucchi, Palumbo, Laurenzi. E Navarra, Fabbri,  Franzaroli, Manuppelli, Tonetto, Della Putta, Cossu e altri. Certo,  Zanardi e Ranxerox non ci sono più. Andrea Pazienza e Stefano Tamburini  sono morti in quegli anni '80 in cui si erano consacrati, Filippo  Scozzari, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore hanno preso altre strade.  Ma allora cosa rimane in quello che i fan affettuosamente chiamano “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;”? Lo abbiamo chiesto a chi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; lo ha riempito delle sue  pietanze (NB: il nome deriva da uno storico marchio americano di  frigoriferi ed elettrodomestici): sale, pepe, nuvolette, tanti colori e  pochi coloranti.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div face="verdana" class="contentArticolo"&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.frigolandia.eu/?q=node/13&amp;amp;TID=1" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;VINCENZO  SPARAGNA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; è il direttore-fondatore: napoletano, 63 anni, un passato  da cronista e recensore al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;.  «Rispetto al vecchio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;troverete  più idee: non è più tempo di narrazioni oggettive (alle notizie ci  pensa il web in tempo reale), ed è cambiato anche il costume. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; era una rivista  libertaria, e parlare del sesso in un certo modo era all'epoca  liberatorio. Oggi, nel tempo dei gay pride, ai nostri politici dediti a  puttane e cocaina viene da dire: '“Aoh, ma ancora lì state??!! Alla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Dolce vi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;ta??!!”». Inossidabile.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.myspace.com/massimogiacon" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;MASSIMO  GIACON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, anche lui “reduce“ del primo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;: padovano, 49 anni, spazia dal fumetto al  design alla musica con la sua band The Blass. «Nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; ho messo i miei pupazzi  degenerati che finiscono tutti morti: nel primo numero apro con un  coniglio conficcato sul tronco di un albero mediante una carota. Ce l'ho  col fenomeno dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;design toys&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;,  una tendenza estetica morta in partenza, senza nessun progetto dietro,  se non vendere giocattoli che in teoria dovrebbero darci felicità e  gioia. Solo che questi non sono tempi felici». Cos'è cambiato rispetto  al primo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;? «Il  personaggio-simbolo di quell'epoca è Zanardi (NB: cattivissimo  personaggio di Andrea Pazienza, uno studente cinico, lavativo e sadico):  oggi potrebbe essere un tirapiedi, o un fornitore di coca dei nostri  politici. Di sicuro ti posso garantire che Zanardi non è morto».  Riguardo ai nostri politici concordi con Sparagna? «Oggi i politici  vanno in overdose, mentre gli artisti sono puliti e precisi. Veramente  un'altra epoca. Io sono contrario a rifare le cose, ma se rinasce &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, se come pare rinasce &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;il Male&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; dalle mani di Vincino e  Vauro, allora ci dev'essere un perché». Filosofo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOAHa9nJHI/AAAAAAAAE30/gRuoDFGjFgs/s1600/ANDREA+PAZIENZA_KOSSIGA+PRESIDENTE.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 298px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOAHa9nJHI/AAAAAAAAE30/gRuoDFGjFgs/s320/ANDREA+PAZIENZA_KOSSIGA+PRESIDENTE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481866036425204850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://comic-soon.com/maurocicare/2009/11/11/scusate-lassenza-ma-dovevo-disegnare/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;MAURO CICARÈ,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; maceratese, classe 1957, pittore e  illustratore, ha lavorato per &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L'Eternauta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;,  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mucchio Selvaggio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;. Non sarà nel nuovo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, ma per noi scongela un pezzo  d'epoca. «Betty Craxi fu la goccia che nel 1986 fece traboccare il vaso  nei nostri rapporti col Psi. Il protagonista del fumetto pensa all'amata  che non c'è più: odora il suo profumo, accarezza i suoi oggetti. Alla  fine prende in mano una foto di lei e in primo piano si vede il faccione  di Craxi con una parrucca bionda». Il fumetto finì in copertina, dove  appariva anche uno stemmino disegnato da Filippo Scozzari: c'è un  cinghiale col simbolo del dollaro tatuato sulla pelliccia, e intorno la  scritta “BERLUSCONI? NO, GRAZIE”. Era il 1986! Ma allora non è cambiato  niente! «Già allora eravamo stufi di Berlusconi, delle sue donne  poppute, del ritmo americano della sua tv. E Craxi se n'era andato con  Berlusconi, tradendo il movimento socialista: perciò nel fumetto è una  donna che cornifica». I bei tempi andati. «Io disegnavo Ramiro, un nembo  kid metropolitano, giallo come tanti miei personaggi, un decennio prima  dei Simpson. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; cambiò  l'immaginario del fumetto: io non l'avrei fatto più uscire».  Distaccato.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://vietatosfumarebicioart.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;FABRIZIO  BICIO FABBRI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, vignettista satirico, toscano di Palazzuolo, classe  1954. Ha disegnato la statua di Craxi nella ipotetica piazza Craxi a  Milano: ritrae Bettino nell'atto di intascare una bustarella. Fabrizio,  che hai messo nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;? «Ho  preparato una montagna delle solite vignette di satira e alcune storie  di una pagina tratte da certe mie poesie». Come funziona la tua  collaborazione? «Io mando quello che mi viene e mi sento, poi Sparagna  decide lui quello che serve per la rivista». Autonomo.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;ADRIANO DE VINCENTIIS&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, teramano, 39 anni: torna a  disegnare in patria dopo avere conquistato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sophiabd.com/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Francia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; e Usa col  suo tratto malizioso. «Il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  si è aperto per me e ci sto mettendo dentro la mia vita. A giugno  racconto una storia ispirata ai miei inizi: c'è un fumettista in treno, e  nello scompartimento entra una bellissima ragazza. A proposito, non ce  la faccio a realizzare storie senza protagonisti femminili!».  Innamorato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOAYUoyRFI/AAAAAAAAE38/Ag5Eiz19e5w/s1600/IVAN+HURRICANE_I+NUOVI+PARTIGIANI.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 224px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBOAYUoyRFI/AAAAAAAAE38/Ag5Eiz19e5w/s320/IVAN+HURRICANE_I+NUOVI+PARTIGIANI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481866326785016914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://hurricaneivan.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;IVAN  MANUPPELLI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, milanese, 25 anni, è l'animatore della rivista a fumetti  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Puck!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, vivacissima realtà del  nostro underground. «Nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Frigo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  metto una nuova serie: I Nuovi Partigiani sono il primo gruppo  terroristico ottuagenario, che decide di liberare l'Italia assassinando  tutta l'attuale classe dirigente con improbabili attentati». Specchio  dei tempi? «In questa Italia siamo tutti addormentati. I soli incazzati  sono gli anziani! Monicelli, Giorgio Bocca: a guidare la rivoluzione  possono essere solo i vecchi, come il Comandante Cumadin e il Generale  Tavor». Ma cosa combinano i Nuovi Partigiani? «Nel primo numero fanno  l'attentato a Letizia Moratti. Sulle prime dovrebbero metterle un  microchip nei capelli, ma per sbaglio finiscono col decapitarla».  L'ironia che esorcizza la sindrome di Tartaglia. «Se la cosa prende  piede potrebbe essere il pubblico a scegliere la "vittima” di volta in  volta». Malefico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=09udsOsIgT8&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi Intervista ad Andrea Pazienza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Okv91CD6a4U&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi Stefano Tamburini: nascita di Ranxerox &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=459po5HrEJI" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi  il lancio del nuovo Frigidaire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yDBR3bJKkJI&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi il video di Nigraz sui 30 anni di Frigidaire a  Pesaro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=2BJrghelTiw&amp;amp;fmt=18" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Vedi Filippo Scozzari e la neonata Frigidaire &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/06-2010/06wo_frigidaire-20450877060.shtml"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-6735529910523382292?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/6735529910523382292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=6735529910523382292&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6735529910523382292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/6735529910523382292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/il-frigidaire-e-ripartito-maxit-home.html' title='IL FRIGIDAIRE E&apos; RIPARTITO &lt;br&gt; Max.it, home page 9 giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TBN_3E2aviI/AAAAAAAAE3s/0Og5wilMktE/s72-c/frigidaire_max2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-8707354821119874380</id><published>2010-06-01T15:02:00.010+02:00</published><updated>2010-06-23T03:10:00.154+02:00</updated><title type='text'>IL RIBELLE GRANATA  Max, pag 32, giugno 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAUFTUGZqAI/AAAAAAAAE1w/f9UxRjlHiJw/s1600/Cover+Meroni.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAUFTUGZqAI/AAAAAAAAE1w/f9UxRjlHiJw/s320/Cover+Meroni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477790351137286146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Si può  nascere il giorno della propria morte, a 24 anni, il 15 ottobre 1967.  E ringiovanire, anziché invecchiare, dribblando la mestizia di  una fine prematura. Dall'ultima gara col Torino, passare in Nazionale,  al Genoa, alla Serie B. Fino a tornare bambini, a giocare all'oratorio.  Poetica e utopica, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Gigi Meroni. Il ribelle granata  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; (BeccoGiallo) è la favola a fumetti del calciatore che indispettì  l'Italia bigotta degli anni '60, perché  amava una donna legata a un altro.  “Oggi il calcio è solo mestiere”  spiega il disegnatore, Riccardo Cecchetti,  “Meroni sudava per la bellezza di una giocata”. Ala d'attacco, pittore,  disegnatore d'abiti. Aveva l'aria un po'  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;beat&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;, “eppure Meroni non fumava e non beveva alcolici”  dice Marco Peroni, lo sceneggiatore  “Era puntuale e corretto, ma la sua libertà  diede più scandalo del calcio-scommesse”. Gli occhiali scuri, i  baffetti,  la maglia numero sette. La gallina portata al guinzaglio, un gol  magnifico  segnato a San Siro, e la bombetta indossata entrando in campo al San  Paolo. C'è tutto Meroni in questa storia a quattro colori: bianco,  nero, azzurro e ovviamente granata, come la fede dei due autori-tifosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-8707354821119874380?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/8707354821119874380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=8707354821119874380&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8707354821119874380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/8707354821119874380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/il-ribelle-granata-max-pag-32-giugno.html' title='IL RIBELLE GRANATA &lt;br&gt; Max, pag 32, giugno 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAUFTUGZqAI/AAAAAAAAE1w/f9UxRjlHiJw/s72-c/Cover+Meroni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3541423887482483696</id><published>2010-06-01T09:54:00.014+02:00</published><updated>2010-06-23T03:10:12.350+02:00</updated><title type='text'>I TRENT'ANNI DI FRIGIDAIRE  Corriere.it, home page, 30 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it/cultura/10_maggio_30/trevisani-frigidaire_91029fc4-6c01-11df-bd8b-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 313px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TATAp1amltI/AAAAAAAAE1U/Vo5x9wogOP0/s400/12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477714871735195346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;MILANO &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;- In copertina la faccia di Norberto Bobbio volge lo  sguardo alla sua destra, dove gigantesca, al centro della pagina,  troneggia seminuda Cicciolina. La rivista è Frigidaire, un numero a  caso, aprile 1985. «Bobbio si arrabbiò, la sua era un'intervista molto  seria! Ma anche noi lo eravamo: volevamo fondere carne e spirito». Chi  parla quella rivista l'ha fondata, nel 1980: il direttore Vincenzo  Sparagna, 63 anni, celebra oggi il trentennale di Frigidaire. Trent'anni  veloci, distanti, ironici, cattivi, passati a fare un giornale che dal 5  giugno torna in edicola mensilmente, 20 pagine in formato tabloid al  costo di 3 euro, in allegato al quotidiano Liberazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Intanto a Pesaro inaugura il 30 maggio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/gallery/cultura/05-2010/frigidaire/1/i-trent-anni-frigidaire_b075b32c-6c02-11df-bd8b-00144f02aabe.shtml#1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;la mostra  «Frigidaire 1980-2010. Trent'anni di Arte Maivista»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;: originali d'epoca,  riproduzioni e omaggi dai nuovi autori del fumetto italiano, esposti dal  1 al 27 giugno al Centro di Arti Visive Pescheria. Ma che cosa fu  Frigidaire, trent'anni fa? Soprattutto fumetti, certo. C'erano dentro  Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Filippo Scozzari,  Stefano Tamburini. Venivano da Il Male, da Cannibale, le riviste  dell'underground. Erano le matite più graffianti, ma non era un giornale  di satira. C'erano le storie più trasgressive, ma non era un giornale  erotico, né splatter, né pulp. Cosa fosse lo descrive lo stesso  Sparagna, all'inizio del suo «Frigidaire» (Rizzoli, 2008):  «un'enciclopedia neo-illuminista per ri/vedere, ridefinire,  ri/comprendere l'intero universo contemporaneo». Ambizione,  sfacciataggine e il coraggio di osare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ma perché il nome  Frigidaire? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;«Era la suggestione – dice Sparagna - di mettere  insieme autori con segni e stili molto diversi fra loro. E di metterli  «al freddo», per un bisogno di oggettività, per congelare i bollori  dell'ideologia. E poi sapevamo di essere merci da frigorifero: il  giornale si reggeva solo sulle vendite. Zero mecenati e poca pubblicità:  eravamo una stranezza in un mondo di testate mantenute in perdita, per  mere questioni di potere».  Ai lettori di Frigidaire Tamburini e  Liberatore offrivano Ranxerox, un robot umanoide assemblato con pezzi di  fotocopiatrice, innamoratissimo di Lubna, la ragazzina con cui si  accoppia nelle maniere più spicce e crude. Filippo Scozzari disegnava  Primo Carnera, uno stilista triestino omosessuale, omonimo del grande  pugile. E Pazienza creò Zanardi, con le sue storie di studenti a  Bologna: bigiate, droga, sesso, spacconate. E violenza, offerta in  maniera distaccata e comica, 15 anni prima che uscisse Pulp fiction.  «Andrea fotografava gli umori inquieti e barbari degli anni 80 -  racconta Sparagna – Massimo Zanardi ha la simpatia del cattivo, ma alla  fine è privo di valori, vive in una perpetua esteriorità».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TATAx8AeJ5I/AAAAAAAAE1c/EMns3iRZ9iw/s1600/24.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 198px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TATAx8AeJ5I/AAAAAAAAE1c/EMns3iRZ9iw/s320/24.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477715010943592338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Per Frigidaire Pazienza disegnò anche il suo Pertini:  «Dopo una prima vignetta a lui dedicata Pertini ci volle conoscere –  ricorda Sparagna –, ma Andrea non potè venire a pranzo al Quirinale, e  se ne rammaricava ogni giorno. "Certo Pertini potrebbe invitarci di  nuovo", diceva, e per farsi richiamare disegnò tutta una serie di  avventure». Nel fumetto – in ristampa in questi giorni da Fandango Libri  – Pertini si muove per l'Italia col suo fido aiutante Paz: Val  Camonica, Roccaraso, l’Oltrepò, Chiasso, Pavana, tutti luoghi in cui il  presidente partigiano trova occasione per combattere di nuovo contro  nazisti e fascisti. Meno leggere furono le avventure di Frigidaire in  Afghanistan: nel dicembre 1983, per protestare contro l'occupazione  sovietica, Sparagna stampò una falsa edizione della Stella Rossa, il  giornale dell'esercito di Mosca, dove in circostanze grottesche e  canzonatorie si raccontava la fine della guerra. «Andammo a distribuirlo  in Afghanistan - ricorda Sparagna - lasciammo le copie nei bar, nei  mercati frequentati dai soldati». Il finto giornale fece un tale  scalpore che Pravda, Izvestia e Stella Rossa dovettero smentire le  notizie più verosimili. «Scrivevamo che circoli pacifisti s'erano  diffusi in tutta la Russia: la smentita del regime diede credito alla  notizia, e coraggio agli oppositori». Burle oltrecortina e reportage  d'assalto: India, Polonia, Africa e l'inchiesta di Paolo Brogi  sull'aids, nel febbaio 1983. «Andò all'Istituto superiore della Sanità:  "Si tranquillizzi", gli dissero, "da noi questi problemi non ci sono" –  racconta Sparagna –. Un anno dopo erano tutti lì a paventare la fine  della specie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;INCHIESTE SERIE E TANTO PRENDERSI IN GIRO - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Nel 1985 Pazienza e Sparagna fondarono il Maivismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;,  proponendo un'arte che «Non tiri l'occhio - Non attragga e non repella  (...) Non si capisca». Spiega Sparagna: «L'arte maivista era una cosa  impossibile, come la parentela stilistica e di gusto fra gli autori di  Frigidaire». Autori che a Pesaro ricevono l'omaggio delle nuove  generazioni. Giorgio Santucci (Femdom, Coniglio Ed., 2008), 38 anni,  disegna un Ranxerox coi circuiti in fumo, abbracciato a Lubna:  «Frigidaire per me fu una "botta", la dimostrazione che  fumettisticamente un altro mondo è possibile». Maicol, 32 anni, è il  disegnatore del duo Maicol e Mirco (Hanchi, Pinchi e Panchi, Coconino,  2009): «Il mio omaggio è per Scozzari, il più grande per temi e  scrittura. Certo – obietta - Frigidaire è il "babbo" di tutti noi, ma  ora il fumetto italiano deve fuggire di casa». Alberto Ponticelli  (Blatta, Leopoldo Bloom Ed., 2008), 41 anni, ha messo insieme Ranxerox e  Topolino, che gli fa da infermiera in ospedale: «Fumetti splendidi, ma  del passato. Il nostro mondo si è chiuso in un ghetto, e celebriamo i  grandi solo quando muoiono». «Massì usciamo dal ghetto – fa eco Sparagna  – cerchiamo tutti i lettori. Saremo un giornale "popolare d'élite"»  ironizza. Della vecchia guardia restano Delucchi, Franzaroli, Giacon,  Fabbri, Cadelo. Poi ci sono i giovanissimi: Manuppelli, Navarra,  Laurenzi, Della Putta e Nigraz. Adriano De Vincentiis, teramano, 39  anni, pubblica in Francia e negli Usa, ma da subito è arruolato per il  nuovo Frigidaire: «Avevo 17 anni quando lo trovai in edicola. Era  dinamite: avevano il coraggio di fare cose che nessun altro osava.  Quando ho letto Ranxerox la notte stessa ho sognato che violentava la  mia ragazza. Ecco, loro ti entravano nei sogni». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3541423887482483696?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3541423887482483696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3541423887482483696&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3541423887482483696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3541423887482483696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/i-trentanni-di-frigidaire-corriereit.html' title='I TRENT&apos;ANNI DI FRIGIDAIRE &lt;br&gt; Corriere.it, home page, 30 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TATAp1amltI/AAAAAAAAE1U/Vo5x9wogOP0/s72-c/12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-4132637081715437267</id><published>2010-06-01T09:14:00.012+02:00</published><updated>2010-06-23T03:24:24.553+02:00</updated><title type='text'>QUANTI SUPEREROI MADE IN ITALY  Corriere della Sera Milano, pag 19, 29 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/29/Quanti_supereroi_made_Italy_co_7_100529061.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 210px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAS77om5gjI/AAAAAAAAE0c/cIftgBEhaHI/s320/FRANCESCO+MATTINA_SUSAN+STORM+E+LA+COSA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477709679976612402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Due giorni di spettacolo a fumetti: la prima Milano Comic Con si svolge  oggi e domani allo Spazio Concept (via Forcella 7, oggi dalle 10 alle 2  del mattino per il Comic Con Party, domenica 10-19.30, ingresso 8/6  euro). Mercatini, talk show, sfilate di Cosplay: «È una convention all'americana - spiega lo scrittore Maurizio Temporin, che con Iris Milano  cura l'evento - i fumettisti al lavoro saranno ripresi da una  telecamera che li proietta in megaschermo. Per gioco disegneranno  bendati, e poi sulle note di Max Manfredi, il vincitore del Premio Tenco  2009, che canterà le sigle di alcuni cartoni». Nella locandina i  supereroi troneggiano sulle guglie del Duomo: il disegno è di Daniel  Faccilongo, milanese 28enne, di fresco ingaggiato dall' americana Th3rd  World. Come lui sono decine gli italiani al lavoro negli Usa: al Comic  Con ci saranno Mario Alberti, Stefano Caselli, Marco Checchetto, Davide Gianfelice,  Francesco Mattina, David Messina, Sara Pichelli, Marco Santucci, Matteo  Scalera.     Ma perché Oltreoceano piace l'italian style? «Siamo rapidi  e professionali - spiega Mario Alberti, triestino, 45 anni, autore per  la Marvel di uno Spider Man «sfigato», alle prese con uno sfratto e  problemi sentimentali - gli americani girano il mondo a caccia di  talenti, perché cercano di rinnovarsi: i miei colori, ad esempio, sono  molto meno scioccanti di quelli tipici dei supereroi».&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Davide Barzi,  Luca Enoch, Sergio Gerasi e Fabiano Ambu, autore della graphic &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; Il massacro del Circeo(Beccogiallo, 2009)&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;, completano la schiera dei  fumettari «nostrani», cui si affianca in veste di «patron» Luigi  Serafini. L'artista del Codex Seraphinianus abbraccia la causa dei  supereroi: «Risolvono problemi, come certi santi minori del  cristianesimo. Ecco, io vorrei essere un super-elettricista». E il Comic  Con, come una luce, fu.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAS8osDEkmI/AAAAAAAAE0k/MYPPnHi6oVo/s1600/comic+con.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 301px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAS8osDEkmI/AAAAAAAAE0k/MYPPnHi6oVo/s320/comic+con.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477710453994197602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-4132637081715437267?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/4132637081715437267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=4132637081715437267&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4132637081715437267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/4132637081715437267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/06/quanti-supereroi-made-in-italy-corriere.html' title='QUANTI SUPEREROI MADE IN ITALY &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 19, 29 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/TAS77om5gjI/AAAAAAAAE0c/cIftgBEhaHI/s72-c/FRANCESCO+MATTINA_SUSAN+STORM+E+LA+COSA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3228184137602203318</id><published>2010-05-25T10:17:00.004+02:00</published><updated>2010-06-23T03:11:01.578+02:00</updated><title type='text'>INTER FESTA INFINITA  TgCom, BAR SPORT, 24 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z98yQyv1868&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/z98yQyv1868&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho trascorso la notte di Champions? Lavorando. Sono uscito con la mia Sony, sono sceso in San Babila, mi son fatto il Corso, la Galleria, piazza Duomo, poi via Dante e col tram fino all'Arena per il 90' e i primi festeggiamenti. Poi un giro attorno al Castello, dove il traffico è impazzito in tempo reale. Non ho fatto un gran lavoro, devo riprender mano. Ma la commozione degli interisti mi ha colpito: e ha ragioni ottimamente fondate! Molto gustosi alcuni striscioni. Cercateli nei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://barsport.tgcom.it/wpmu/2010/05/24/inter-festa-infinita/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;servizi qui sopra e qui sotto per il TgCom&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sQUyyAZJ1Hw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sQUyyAZJ1Hw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3228184137602203318?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3228184137602203318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3228184137602203318&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3228184137602203318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3228184137602203318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/05/inter-festa-infinita-tgcom-bar-sport-24.html' title='INTER FESTA INFINITA &lt;br&gt; TgCom, BAR SPORT, 24 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-5657713212994988718</id><published>2010-05-25T10:11:00.014+02:00</published><updated>2010-06-23T03:11:21.011+02:00</updated><title type='text'>LA MITOLOGIA NORDICA SECONDO SERGIO TOPPI  Corriere della Sera Milano, pag 19, 20 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/20/mitologia_nordica_secondo_Sergio_Toppi_co_7_100520064.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_uGpNuX2eI/AAAAAAAAEsY/KMVNTN2OOcs/s320/toppi_altissima.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475117814615890402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); line-height: 21px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Dèi feroci, furbi e ingannatori. Oppure dolcissimi e umili, quasi schivi. E poi re, eroi, donne bellissime e sfortunate. Sono i personaggi della mitologia nordica: Loki, Odino, Brunilde e altri che hanno ispirato Sergio Toppi. Il milanese, da cinquant'anni protagonista nel mondo dei fumetti e dell'illustrazione, presenta oggi la sua ultima fatica: la mostra Nibelungica, 23 illustrazioni accompagnate da brevi testi (inaugurazione ore 18, galleria Nuages, via del Lauro 10. Fino al 3 luglio). «Sfogliando un volume sulla mitologia nordica - spiega l'autore - mi sono imbattuto in spunti affascinanti». Ma, tiene a precisare Toppi, non c'entrano le elucubrazioni scioviniste dell'epoca di Wagner, con la sua Cavalcata. «Semplicemente mi piaceva disegnare tutto un mondo di dei, nani, draghi, presagi e anche Sigfridi e Walchirie, solo comprimari in una rappresentazione corale». Tecnica mista: chine e carta velina, stropicciata e incollata sul foglio per dare "corpo" all' immagine. Prodigi da ammirare da vicino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:verdana;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-5657713212994988718?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/5657713212994988718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=5657713212994988718&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5657713212994988718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/5657713212994988718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/05/la-mitologia-nordica-secondo-sergio.html' title='LA MITOLOGIA NORDICA SECONDO SERGIO TOPPI &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 19, 20 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_uGpNuX2eI/AAAAAAAAEsY/KMVNTN2OOcs/s72-c/toppi_altissima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-3456555304594496724</id><published>2010-05-22T20:33:00.008+02:00</published><updated>2010-06-23T03:11:35.376+02:00</updated><title type='text'>FACCE DA FUMETTO. LE NUOVE STRISCE "MADE IN MILANO"  Corriere della Sera Milano, pag 15, 21 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/21/Facce_fumetto_nuove_strisce_made_co_7_100521048.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_gj4564SDI/AAAAAAAAEsA/gLluyen_C4I/s320/AKAB+DISEGNO2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474164807596263474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Fumetti: un'arte che a Milano è soprattutto industria. Bonelli,  Astorina, Disney. Ma sulle spalle di questi giganti si arrampicano  intrepidi giovani autori: sono loro i protagonisti del Comics Day, che  oggi in tutta Italia celebra la «nona arte». Milano fa la parte del  leone con dodici iniziative, sulle quali spicca quella della galleria  Meet2biz: «Fumetti sul Naviglio», appunto, vignette giganti realizzate  da Christian G. Marra, Akab, Andrea Mozzato, Paolo Castaldi, Davide  Gianfelice. A pennarello, su tele 2 metri per 1, i cinque disegneranno  dal vivo per presentare i volumi della Passenger Press, editrice della  rivista The passenger, singolare esperimento dove registi di tutto il  mondo prestano le loro idee a giovani illustratori. «Ai cineasti chiedo  un canovaccio - dice il trentino Marra, 38 anni - che i disegnatori  sviluppano in fumetto o storyboard». Un melting pot di autori che «si  vende attraverso il web - spiega Marra - perché gli "indipendenti"  faticano a farsi distribuire».     Da Meet2biz ci sarà anche lo  scrittore Adriano Barone, 34 anni da Rho, che per le chine di Mauro Cao  ha scritto Tipologia di un amore fantasma (Voilier), dove racconta più  volte il medesimo incontro, con varianti di spazi e luogo: un uomo  desidera una donna sullo sfondo di un'Italia travolta da un enigmatico  Disastro. La ritrova nello schermo di una tv, la incrocia in un museo,  ma non riesce a parlarle. «In Italia mancava un fumetto post-moderno -  spiega Barone - ho giocato su diversi piani di realtà, richiamandomi al  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Garage ermetico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt; di Moebius».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_glCjPiEEI/AAAAAAAAEsI/B5WP5ldWb30/s1600/AKAB+RITRATTO4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_glCjPiEEI/AAAAAAAAEsI/B5WP5ldWb30/s320/AKAB+RITRATTO4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474166072819191874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Altro è il mondo di Akab, al secolo  Gabriele Di Benedetto (foto sopra): «Come il personaggio di Melville anch' io voglio  uccidere la mia Moby Dick: la volgarità», dice lui, milanese classe  1976, che oggi con Andrea Mozzato disegnerà il personaggio di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Motosega&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;.  «Abbiamo inventato un Don Chisciotte moderno, che ha mitizzato la  cultura pop-trash. Motosega vede mostri dove non ci sono: in una  vecchietta tranquilla identifica una strega, e la fa a pezzi». Cose che  nessuno troverebbe in edicola. «Ma non è lì il futuro - dice Akab -, se  cerco roba nuova vado alla Fnac, alla Mondadori. Oggi il fumetto non ha  confini, parla con tutti e di tutto».    Vecchio sodale di Akab è  Alberto Ponticelli, anche lui impegnato nel Comics Day: dal 2008 disegna  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Unknown Soldier &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;(Vertigo), dove un guerriero dotato di superpoteri si trova a  combattere nella guerra in Uganda. «Il fumetto è in una fase di  confusione: tutti pensano di poter dire qualcosa, anche senza averne il  talento». Davide Gianfelice, milanese, 33 anni, disegna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Greek Street&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;  (Vertigo): con tratto spigliato riambienta i canovacci della tragedia  greca nei quartieri a luci rosse della Londra di oggi. «La mia è una  famiglia di artisti, a 12 anni è scoppiato l'entusiasmo per Bonelli e  supereroi. Mi pagano per dedicarmi alla mia passione, cosa chiedere di  più?».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-3456555304594496724?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/3456555304594496724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=3456555304594496724&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3456555304594496724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/3456555304594496724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/05/facce-da-fumetto-le-nuove-strisce-made.html' title='FACCE DA FUMETTO. LE NUOVE STRISCE &quot;MADE IN MILANO&quot; &lt;br&gt; Corriere della Sera Milano, pag 15, 21 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_gj4564SDI/AAAAAAAAEsA/gLluyen_C4I/s72-c/AKAB+DISEGNO2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7433885471047668370</id><published>2010-05-22T04:09:00.020+02:00</published><updated>2010-06-23T03:37:05.001+02:00</updated><title type='text'>Spinoza.it passa dal web alla carta e diventa un libro "serissimo"  Corriere.it, home page 19 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it/cultura/10_maggio_18/spinoza-blog_442a835e-62b2-11df-92fd-00144f02aabe.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_c9LNaKJ2I/AAAAAAAAEr4/7tzGj4SuZzM/s400/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473911134879360866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;MILANO - «In Italia un laureato  su  due è precario. L'altro lo invidia». Alla fine piace per questo,   Spinoza. Per quelle freddure che ti fanno sghignazzare - evitate di   leggerlo in metro o nei mezzi pubblici, potrebbero prendervi per degli isterici - e poi dopo un nanosecondo ti fanno dire: “ecco, è proprio   così che stanno le cose!”. Spinoza. Non parliamo del filosofo olandese,   ma del suo alter ego birichino: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.spinoza.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;spinoza.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;, un calderone di   satira politica che da un paio d'anni è il “battutario” più cliccato del web italiano, e che, dopo l'anticipazione al Salone di Torino, approda in libreria il 27 maggio con "Spinoza. Un libro serissimo”, a cura di   Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (Aliberti editore, prefazione di   Marco Travaglio). Settecento autori, citati nome per nome, per 240 pagine di battute, molte delle quali inedite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; SI RIDE  MA NON SI SCHERZA - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;  Consacrazione di un successo anche  lui  “serissimo”, perché con Spinoza si ride, ma non si scherza: «Oltre  un  milione di contatti al mese, trentamila contatti unici al &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;giorno» dice Andreoli, 30 anni, cesenate, di giorno un lavoro ordinario (crea contenuti per una web agency della sua città), di notte “selezionatore” delle oltre mille battute che arrivano quotidianamente sul forum di spinoza.it. Sono centinaia di migliaia i link e i copincolla su Twitter e Facebook, per ribadire scorticature come «Umberto Bossi è lo specchio politico del paese: la parte sinistra è totalmente immobilizzata» oppure «Muore la sorella di Berlusconi. Fuochino». «Ho sempre avuto un debole per le battute fulminanti – commenta Andreoli – Per sceglierle mi aiutano una quarantina di collaboratori: li chiamo gli 'alfieri', sono elencati alla fine del libro». Ma a contribuire a spinoza.it è un “collettivo” di 5900 utenti iscritti: nel marzo 2009 è stato aperto il forum. Chi sono questi oscuri scrivani? «Dentro ci sono politici e autori televisivi – dice Andreoli - mi ha stupito conoscere Giorgio Mazzone, è un chitarrista eccezionale e di mestiere dovrebbe stare in giro a far concerti». La serietà, una costante nel sottotitolo di blog e libro. «Come diceva Alberto Sordi ne “Il marchese del grillo” 'quanno se scherza bisogna esse' seri'», scrivono gli autori nell'introduzione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Palatino, serif; color: rgb(70, 70, 70); font-size: 14px; line-height: 21px; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;ONERI E ONORI - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;E Spinoza.it ha “seriamente” vinto il Blogfest 2009 di Riva del Garda; le sue battute sono state copiate da trasmissioni tv, come quella di Luca Barbareschi; puntualmente vengono pubblicate, ma stavolta con tanto di “crediti”, su “Il Fatto quotidiano”. E Andreoli ha uno spazio in tv da Luca Telese, a Tetris. A passargli onori ed oneri del blog è stato però Alessandro Bonino, blogger cuneese, 36 anni, che spinoza.it l'ha creato nel 2005. «Faccio l’assicuratore, di tempo libero non ne ho moltissimo». Ma perché proprio “Spinoza”? «Mi aveva colpito il testo della sua scomunica: 'Sia maledetto di giorno e maledetto di notte (…) d'ora innanzi nessuno deve parlare con lui (…) nessuno avvicinarsi a lui oltre i quattro cubiti [circa due metri]'». Così, nel lontano 1656, la comunità ebraica di Amsterdam si accaniva con quel filosofo mite che non credeva all'immortalità dell'anima. Lui, serafico, nel fotomontaggio di copertina fa le corna; ma già nella stampa seicentesca le labbra si increspano enigmatiche e sardoniche, alla maniera della Monnalisa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div id="rectangle right" class="right" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; float: right; display: inline; "&gt;&lt;img src="http://oas.rcsadv.it/5/corriere.it/pp/libri/L-20/1616897027/Bottom1/RCS/PF_TEST_COR_ROS_RCT_010610/code_simply.html/5853493971457672346c594144457674?_RM_EMPTY_&amp;amp;kw1=http://www.corriere.it/cultura/10_maggio_18/spinoza-blog_442a835e-62b2-11df-92fd-00144f02aabe.shtml&amp;amp;XE&amp;amp;Category=STILI_DI_VITA&amp;amp;Category=INTRATTENIMENTO&amp;amp;SubCategory=Cultura&amp;amp;tax23_RefDocLoc=http://www.google.it/search&amp;amp;if_nt_CookieAccept=Y&amp;amp;XE" width="1" height="1" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; display: block; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;LE ACCUSE - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Anche spinoza.it oggi è messo all'indice: lo accusano di sterile antiberlusconismo. «È difficile fare della satira sulla sinistra quando la sinistra non esiste» irrompe Bonino, «Il bersaglio della satira è il potere, non possono pretendere la par condicio delle battute» replica Andreoli. I due si conoscono in rete nel 2006, quando sul blog di Alessandro incominciano a giocare a “fincipit”, il gioco di volgere in battuta gli incipit di opere famose. Cose come «Sempre cara mi fu quest'ernia al colon», divenuto un titolo Mondadori. Il volume di Spinoza, invece, ha comportato una gigantesca sbobinatura: «Le battute inedite online sono più o meno duecentomila – dice Andreoli - La prima scrematura è stata fatta in Polonia: Marchionne ci ha detto che lì costava molto meno».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7628155986624519287-7433885471047668370?l=aletrevisani.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aletrevisani.blogspot.com/feeds/7433885471047668370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7628155986624519287&amp;postID=7433885471047668370&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7433885471047668370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7628155986624519287/posts/default/7433885471047668370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aletrevisani.blogspot.com/2010/05/spinozait-passa-dal-web-alla-carta-e.html' title='Spinoza.it passa dal web alla carta e diventa un libro &quot;serissimo&quot; &lt;br&gt; Corriere.it, home page 19 maggio 2010'/><author><name>ALESSANDRO TREVISANI</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03197657199569678006</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-g0GXdxacAcM/TgIXIbioCiI/AAAAAAAAFFg/WbS0AfF-uK8/s220/IMG_1270.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_c9LNaKJ2I/AAAAAAAAEr4/7tzGj4SuZzM/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7628155986624519287.post-7665300999397390360</id><published>2010-05-19T01:02:00.010+02:00</published><updated>2010-06-23T03:12:08.821+02:00</updated><title type='text'>MADRE, che mostra!  Max.it, home page 18 maggio 2010</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://max.rcs.it/hot/world/05-2010/05wo_museomadre-20430480957.shtml"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 264px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_07TtlzQRuIc/S_MdfbX28BI/AAAAAAAAE
