venerdì 24 giugno 2011

Un po' di Pratt per la sete di avventura
Max.it, home page, 6 maggio 2011

IN MOSTRA ALLA PINACOTECA DI PARIGI GLI ACQUERELLI DEL CREATORE DI CORTO MALTESE: ISOLE, OCEANI, INDIANI, DESERTI. PER VIAGGIARE, CON LA FANTASIA
Dicono che lui li chiamasse i suoi “tocchi di acqua sporca”. Con una modestia che era stile, distacco, severità. E oggi, a sedici anni dalla morte, avvenuta nel 1995 a Losanna, Hugo Pratt e i suoi acquerelli sono protagonisti, fino al 21 agosto 2011, alla Pinachothèque di Parigi, con la mostra Le voyage imaginaire d'Hugo Pratt.
Mentre la Rizzoli Lizard edita il catalogo dell'esposizione, dal titolo Il viaggio immaginario di Hugo Pratt (106 pp, 22 euro), dove i vari capitoli riprendono la scansione del percorso parigino: Isole e oceani, Indiani, Militari, Donne, Deserto e Città. Agli acquerelli Pratt si dedica nel pieno della sua maturità fumettistica, a trent'anni fatti, quando già in Argentina era un nome affermato, per aver disegnato le storie scritte dal futuro desaparecìdo Hector Ohestereld su tutte le saghe di Ernie Pike e Sgt. Kirk.
Ma nel 1959-60 il creatore di Corto Maltese torna studente, e per imparare il disegno ad acquerello si iscrive per un anno alla Royal Academy of Watercolour, a Londra. Lo fa quando l'infatuazione per questa tecnica era tramontata un po' in tutto il mondo (ma in fondo Pratt adorava essere fuori moda). E lo fa perché - spiega Thierry Thomas nell'introduzione al volume italiano - riconosce dentro si sé «una parte fragile e profonda di cui ha un'intuizione, un presagio».
E così il Maestro di Malamocco, l'uomo delle chine, delle righe, dei segni neri spessi e densi come bitume, si rivela liquido, aperto, “femminile”. Eccolo farsi etereo, innocente, quasi adolescente, quando tratteggia alcune donne di colore nelle pose più sconce - reminiscenze forse, queste, della sua infanzia nel Corno d'Africa, al seguito del fascistissimo papà-colono (Dossier Djibouti, 1985). E felice, briosa, è la pennellata di Pratt nel 1984, quando ritrae Louise Brooks, la diva americana del cinema muto degli anni '30 che Hugo aveva conosciuto l'anno prima in un viaggio negli Stati Uniti, e che gli aveva ispirato il personaggio di Louise Brookszowyc, coprotagonista, accanto a Corto Maltese, in Tango y todo a media luz (ma già Crepax aveva “rubato” quel caschetto per regalarlo alla sua Valentina, nel 1965...).
Diventa adrenalinico, sintentico eppure espressivo, l'acquerello prattiano, nelle opere di Il mare d'oro (1991). Segni di matita tracciati senza mollare il foglio, tesi come fili di ferro, a plasmare donne giunoniche ed eleganti insieme, e indigeni che le scrutano seduti sulla banchina di un porto suggerito dal profilo degli alberi di qualche imbarcazione, e da una scarnissima bitta per l'ormeggio: tre pennellate che paiono una sola, tanto sono sciolte, fuse insieme.
Si resta stupefatti davanti alle prove di Occidente (1984), che Pratt descrisse come “un albo per vecchie signore inglesi”. L'acqua “sporca” del veneziano, in mostra, diventa ancora un pantalone e il seno di una dancala, il volto di Corto, un campo di grano, il panno di un biliardo. Il vestito di una gitana, un veliero riflesso nell'acqua, l'ala di un gabbiano e la sagoma di una palma trasfigurata, che si fa ocra di sabbia e di malinconia, mentre il marinaio maltese calpesta la spiaggia e guarda in terra, rapito dai ricordi, o dai rimpianti.
La bocca del visitatore, poi, si spalanca in un sospiro muto, quando gli occhi incontrano le figure dei Roger Rangers, in Wheeling - Il sentiero delle amicizie perdute (1995): chiazze verdi, come impronte di muschio, formano la figura di uomini armati, in fuga, oppure intenti a inseguire, a sparare, a gridare. Contiamo cento pennellate in tutto, per quindici personaggi. Ed ecco, Pratt ce l'ha fatta ancora. Ha trasmesso la febbre alla nostra fantasia, senza il peso della descrizione. Anzi, per l'esattezza ha descritto un sentimento: la nostra sete di avventura.

Le voyage imaginaire d'Hugo Pratt
PINACOTHÈQUE DE PARIS, 28, place de la Madeleine, Paris,
fino al 21 agosto
aperto tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,30 (la biglietteria chiude alle 18,45). Ingresso: 10 euro. Info : 0033 (0)1 42 68 02 01.
Il viaggio immaginario di Hugo Pratt
Rizzoli Lizard, pp. 106, 22 euro



Ascolta: Toujours un peu plus loin, di Jean-Yves Alaouet, canzone dedicata a Pratt.

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