Ecco la Moratti punkabbestia, nella striscia Ronnie e Tizia, realizzata da Massimo Giacon, 50 anni, firma celebre Frigidaire e XL, ispirata dai colpi di scena di questa campagna. «Pareva una signora così a modino la Moratti, e invece ci ha sorpreso con le sue esternazioni aggressive», dice Giacon, che è padovano ma insegna allo IED di Milano. Mentre tutta 'made in Milano' è la produzione di Diego Cajelli, 39 anni, già autore dell'hard boiled Milano criminale (edizioni BD), nonché cabarettista allo Zelig, che ha pensato una striscia per la matita di Daniele 'Kota' Di Nicuolo: “Gabrybat è in missione per conto di mamma: bisogna vincere il ballottaggio contro i leninisti, e tutto è lecito!”, dice lo sceneggiatore. Il curioso supereroe, chiaramente ispirato alle smanie fumettistiche del figlio della sindaco, si avventa quindi contro comunisti, ciclisti, scacchisti, camperisti... tutti gli “isti”, in una sorta di sindrome polpottiana incruenta e divertentissima, con un solo scopo: eliminare “uno a uno quelli che votano Pisapia”. E il fanese Luca 'Pierz' Piersantelli, dal canto suo, si rifà al tormentone “Se vince Pisapia”: battute postate su Twitter, per sorridere degli scenari drammatici evocati a destra nel caso di una vittoria dell'avvocato. “È una risposta all'uso massiccio dei media che ha fatto Berlusconi”, dice l'autore.
A questo punto è evidente che la 'posse' del professor Stefanelli fa il tifo per l'avvocato. “Il fatto è che Pisapia ci vede, e Dio no”, dissacra Pierz, cavalcando un altro filone che spopola online, quello dei “Pisapia facts”, dove al candidato della sinistra si attribuiscono capacità pazzesche. “Non ci nascondiamo, i blog vogliono accompagnare una possibilità: se vince Pisapia, la Moratti striscia... fuori dal Comune”, dice Stefanelli, che vede una campagna elettorale già di per sé molto 'fumettosa': “Abbiamo la Moratti che spande veleni come uno stizzito Rockerduck di fronte all’avversario, e Pisapia che come un Gastone riceve dal destino un furto d’auto da sventare, rovesciando teatralmente l'accusa che gli è stata rivolta”. Ma poi sarà vero, come si dice, che il mondo del fumetto “pende a sinistra”? “Nel fumetto in realtà c'è di tutto, e c'è voglia di partecipare: questa pattuglia di under 40 trova naturale farlo con il proprio mestiere”, risponde il ricercatore. “Certo, tanta creatività milanese – e non solo, perché Milano è il riferimento nazionale per i comics - guarda 'oltre' Berlusconi: è lui che appartiene al passato, non certo il fumetto, che spesso è spacciato come una reminiscenza dell'infanzia”. E ha poco del “fumettino” il contributo del riminese Giacomo Nanni, già autore di Cronachette (Coconino), che nella sua tavola cita la contestazione subita dalla Moratti al presidio della Ledha contro il taglio dei fondi per i disabili. “La mia vuol essere una cronaca in diretta, una 'fotografia soggettiva'”, dice l'autore, che con la tavoletta grafica crea colori warholiani, e un Pirellone bianchissimo contro il cielo azzurro.
E se la veneziana Laura Scarpa, fondatrice della rivista Animals, immagina una Milano governata da un sindaco zingaro, e il trio milanese dei Persichetti Bros, nelle strisce dei Singloids, sfotte Pisapia, vedendolo fautore di “Milanhabad” - ecco che il 37enne Roberto Recchioni, già sceneggiatore di John Doe e Dylan Dog, mette in disegni “il punto di vista di un romano sulle elezioni di Milano”. Che è quello di chi si chiede “Ma che gliene frega ai romani se vince Pisapia?”. E il suo personaggio risponde: “Fosse la Magica...”. Ironia beffarda che s'accoppia a uno sguardo amaro: “Una lunga, infinita, cialtronata”, è il commento di Recchioni sul ballottaggio milanese. “Se dovessimo rifarci a un fumetto, direi che siamo dalle parti delle Sturmtruppen di Bonvi. Fanno ridere, ma sono tremendamente tragiche”. È il caso di dirlo: le nuvolette hanno alzato la voce.


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