sabato 9 aprile 2011

Diabolik e Paperino dividono casa con Geppo e Alan Ford
Corriere della Sera Milano, pag 15, 2 aprile 2011

Questo pezzo l'ho preparato tra il McDonald di Porta Venezia, casa mia e la sede dello Wow... Tra un mercoledì pomeriggio e un venerdì all'alba .. La sera del venerdì ho dormito al tavolo, alla pizzeria Maitò di via Sidoli, a un passo da piazzale Susa .. Testimoni Barzi, Piccardo e Laca Pasol .. E la padrona del locale, che mentre porta il conto strabuzza gli occhi sentendomi russare .. E anche questo è (farsi il c**o per il) giornalismo ..
Fuori è liberty, dentro è chic. Terrazza e caffetteria sanno di party e calici da sorseggiare guardando il parco e la pista da skate: 11mila metri quadri dove il prato si gonfia in una gobba sinuosa, che s'impenna a formare la testa in pietra del biscione meneghino. Un bestione (è alto 6 metri) con il design di un cartoon: il degno saluto, all'ingresso della ex Motta, tra Piola e XXII Marzo, per chi oggi, primo giorno di apertura al pubblico, varca i cancelli di Wow, lo «spazio fumetto» inaugurato ieri per stampa e autorità. Viene da dirlo, «wow!», entrando nel salone in parquet, cuore dell'edificio di 1000 metri quadri. E subito ecco un Diabolik in ferro, e un combattivo Uomo Tigre in resina, e accanto Rocky Joe che si mette in guardia. La biblioteca, rifornita dal mezzo milione di pezzi della Fondazione Fossati. «Ma avremo anche le raccolte consultabili dei fumetti in edicola», dice il presidente Luigi F. Bona, che questa casa del fumetto l'ha voluta con il Comune di Milano, per l'impulso di Massimiliano Finazzer Flory. «Il fumetto non è più un'arte ancillare», dice l'assessore alla Cultura, «e lo Wow è un simbolo di riconversione dall'economia alla cultura: in quello che è stato anche il deposito dei mezzi Atm oggi trovate i mezzi dell'affettività e della creatività». 
Strumenti arricchiti dalle scorte del defunto Museo dell'Illustrazione di Ferrara, che porta in dote migliaia di pezzi di Echaurren, Luzzati e Altan, tra gli altri. Ma ecco il laboratorio, con la lavagna interattiva, dove gli autori disegneranno con la matita elettronica per i corsi di fumetto. In biblioteca ci sono 6 pc - ma si potrà presto navigare wireless in tutta l'area. Al primo piano troviamo la terrazza e lo spazio espositivo. Fino all'8 maggio l'ingresso sarà gratuito, per assistere a Editori coraggiosi, la mostra dedicata agli editori milanesi di 100 anni di fumetto italiano. Tanti, allo Wow, gli eventi targati Disney: oggi i primi 200 visitatori otterranno un posto per l'anteprima del nuovo Winnie The Pooh, domenica alle 12 all'Anteo. E domani dalle 15.30 sarà proiettata in anteprima Fish Hooks, il nuovo cartone di Disney Channel, dove Milo e Bea sono due pesciolini adolescenti che ne combinano "di ogni", alla maniera dei Simpson... 
A Milano tutto ha avuto inizio, per il fumetto italiano. Lo si nota in mostra, dove tra gli 80 pannelli compare l'originale del primo Corriere dei Piccoli, 27 dicembre 1908. Al tempo le ottave rimpiazzavano le "diseducative" nuvolette. Che però con gli anni conquistarono tutti, con la gentilezza di quest'arte lenta e istantanea allo stesso tempo. Ed ecco gli anni '30, con L'Intrepido e Il Monello. Le edizioni Audace di Gian Luigi Bonelli, la Dardo di Capitan Miki, Il Giorno dei ragazzi e Jacovitti. E Alan Ford, Linus, Corto Maltese. La Valentina di Crepax e Gesebel, che Max Bunker affidava alle chine sulfuree di Magnus. Nascono a Milano Geppo, Provolino, Tiramolla. E gli albi Bonelli, ovviamente. A Milano fino al 1988 Mondadori pubblica Topolino. Oggi ci pensa Disney Italia, con una robusta scuola di disegnatori nostrani: ed ecco gli originali di Massimo De Vita e Giorgio Cavazzano. 
Ecco il primo Satanik (1964), dell'Editoriale Corno, che importerà l'Uomo Ragno e i supereroi di Stan Lee, e pubblicherà la rivista Eureka, dove il direttore Maria Grazia Perini chiamò Bonvi con le sue Sturmtruppen. Lei lo ricorda per «la generosità, e quell'accenno malinconico in fondo agli occhi azzurri». Di nuovo in mostra. Uno strillo del 1962 annuncia: «Mistero, terrore, suspense. È uscito il fumetto del brivido: Diabolik!». E tra la cover di Grand Hotel (1946) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Buzzati, ecco le tavole di Lupo Alberto, che a Milano venne nel 1979, nella matita del suo creatore Silver: «Quante storie mi son venute in mente ai Giardini Montanelli, lì mi pare di stare nel bosco del mio fumetto...», dice lui. «La gag che metterei in una teca? Di sicuro la prima: Alberto rapisce Marta nel pollaio, la porta in un cespuglio, e lei: “Non possiamo continuare a vederci così”». Ecco, uno «wow», anche per il Lupo, ci sta tutto.

0 commenti: