Un Primo Carnera fumettista è la sorpresa della mostra Cani di carta. I cani nei fumetti, che inaugura oggi alle 15.30 all'Acquario Civico (viale Gadio 2, fino al 29/4, ingresso gratuito da martedì a domenica, orari 9-13 e 14-17.30). Il pugile italiano, campione dei massimi tra il 1933 e il 1943, firmò di suo pugno una serie di strisce pubblicate sulle pagine del «New York Journal», con tratto elegante e ironico: «Primo Carnera Nightmares», era il titolo della serie, che raccontava immaginarie e buffe disavventure del «gigante italiano». Probabilmente Carnera fu aiutato da un caricaturista francese, tale Gerard Louis Bearings, che lo seguì nell'avventura americana. Di sicuro a fare compagnia al gigante friulano c'era un simpatico levriero italiano. E in mostra ci sono anche il cane di Asterix, Ideafix, e quello di Batman, Asso. C'è il bassotto che accompagna il Signor Bonaventura fin dalla prima tavola disegnata da Sergio Tofano, nel 1917.
E c'è Snoopy, il cane-filosofo di Charlie Brown, che Charles Martin Schulz tiene a battesimo nel 1950. «Ma lui si arrabbierebbe a sentirlo definire un semplice cane», dice Luigi Bona, direttore di Wow Spazio Fumetto, il museo del fumetto di viale Campania 12, che collabora all'allestimento. «Tra l'altro», prosegue Bona, «è curioso notare come tanti cani non siano più tali per i lettori: chi si accorge più che Pippo e Pluto son due cani che portano a spasso l'uno l'altro?». Altro cane pensante è la Pimpa di Altan, nell'esposizione organizzata da MyUrbanDog (www.myurbandog.it) e curata da Riccardo Mazzoni. «Il mio cane a fumetti preferito?», dice lui, «è Gino, pubblicato sul Corriere dei Piccoli negli anni 90: gli autori Mauro Cervia e Fabio Borganti furono capaci, con delicatezza, di spiegare ai bambini come nasce un cucciolo».


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